voce ai miei respiri, percorri come brivido ogni centimetro del mio corpo, ti insinui profondo, intenso e resti addosso, dentro dove ogni inizio non ha mai fine.
Erika Mancini
Scompare
il tempo con ali di gabbiano,
lasciando,
della civetta, l'eco di un grido.
Nasce
limpido il sole
per morire ingoiato
da sanguigna foschia.
Batte
forte, la pioggia e
il fiore annega,
ma è musica al rospo
che sguazza nel pantano.
Passi senza rumore
percuotono le pareti,
anche oggi i fantasmi
mi fanno compagnia.
Marmo è la lacrima
e freddo il suo sapore.
D'amore palpita la foglia
corteggiata dal vento
strappata, poi,
preda della sua furia.
Il vuoto si racconta,
senza poesia, a chi non ascolta.
Se vivere è un lavoro non vi è speranza
di riposo, neppure la domenica
e stanco, contorto tronco,
sta il corpo, incatenato
alla sua ombra mortale.
Maria Antonietta Filippini
Erika Mancini
Scompare
il tempo con ali di gabbiano,
lasciando,
della civetta, l'eco di un grido.
Nasce
limpido il sole
per morire ingoiato
da sanguigna foschia.
Batte
forte, la pioggia e
il fiore annega,
ma è musica al rospo
che sguazza nel pantano.
Passi senza rumore
percuotono le pareti,
anche oggi i fantasmi
mi fanno compagnia.
Marmo è la lacrima
e freddo il suo sapore.
D'amore palpita la foglia
corteggiata dal vento
strappata, poi,
preda della sua furia.
Il vuoto si racconta,
senza poesia, a chi non ascolta.
Se vivere è un lavoro non vi è speranza
di riposo, neppure la domenica
e stanco, contorto tronco,
sta il corpo, incatenato
alla sua ombra mortale.
Maria Antonietta Filippini