e, d'intorno pochissimi metri cariche di cenere mestizia emersa in una cadenza di diaframma, sepolcro vivente. Con le mani intorpidite appoggiati sulle tempie, lo sguardo tra le sbarre di ombre il filo spinato, linee perpendicolare che biforca il cammino del sole.
Ornela Radovicka
Il Vero è spudorato perché non ha vergogna nel mostrarsi nudo come il mare che schiaffeggia le sponde di ogni riva con la sua acqua salata e penetrante.
Il Falso invece è vile perché, sapendo d'esser sporco, non si pulisce lavandosi nel mare ma cerca di nascondervisi immergendosi nei suoi abissi più profondi, lì dove neanche i raggi del sole riescono a far luce perché vi risiedono essenze che non a tutti è dato conoscere, che solo i raggi argentati di una luna che ne condivide l'oscurità possono far risplendere come stelle in un pozzo. Ma il Falso, non essendo anaerobio, ha bisogno di espellere l'anidride carbonica da lui stesso prodotta per poter vivere. La sua presenza inquina l'acqua fino ad esserne intossicato. Riemerge defunto sulla superfice marina, vomitato fra le onde che lo rigettano sulla terra da dove è giunto.
Federica Astolfi
Ornela Radovicka
Il Vero è spudorato perché non ha vergogna nel mostrarsi nudo come il mare che schiaffeggia le sponde di ogni riva con la sua acqua salata e penetrante.
Il Falso invece è vile perché, sapendo d'esser sporco, non si pulisce lavandosi nel mare ma cerca di nascondervisi immergendosi nei suoi abissi più profondi, lì dove neanche i raggi del sole riescono a far luce perché vi risiedono essenze che non a tutti è dato conoscere, che solo i raggi argentati di una luna che ne condivide l'oscurità possono far risplendere come stelle in un pozzo. Ma il Falso, non essendo anaerobio, ha bisogno di espellere l'anidride carbonica da lui stesso prodotta per poter vivere. La sua presenza inquina l'acqua fino ad esserne intossicato. Riemerge defunto sulla superfice marina, vomitato fra le onde che lo rigettano sulla terra da dove è giunto.
Federica Astolfi