qualche tragediografo morto almeno duecento anni fa e buttateli dentro il primo libro che trovate; per finire, condite il tutto con una spruzzata di ambiguo manierismo: eccovi servito il teatro d'avanguardia secondo i ricettari del ventunesimo secolo.
Cristina Vitellaro
Come mare lasci il tuo sale sulla pelle
fai sorridere all'orizzonte ogni nuovo giorno
le prime luci dell'alba
E rispecchia nelle calde acque di te
l'ultimo filo di luce prima del calar del buio
scende e si spegne in te ogni mio desiderio
Come mare trascini il tuo ricordo dentro
quei momenti li fermo a guardarti senza capire
senza capire più cosa dire
come smettere
Restare li muto e immobile
magari voler raccontarti migliaia di cose
di come il mondo mio di ogni giorno ormai
si intreccia con te in ogni istante
Si può dire tutto o niente
e tentare di immaginare
se puoi
quello che sento poi...
Le cose più vere non riesci mai a dirle.
Anonimo
Cristina Vitellaro
Come mare lasci il tuo sale sulla pelle
fai sorridere all'orizzonte ogni nuovo giorno
le prime luci dell'alba
E rispecchia nelle calde acque di te
l'ultimo filo di luce prima del calar del buio
scende e si spegne in te ogni mio desiderio
Come mare trascini il tuo ricordo dentro
quei momenti li fermo a guardarti senza capire
senza capire più cosa dire
come smettere
Restare li muto e immobile
magari voler raccontarti migliaia di cose
di come il mondo mio di ogni giorno ormai
si intreccia con te in ogni istante
Si può dire tutto o niente
e tentare di immaginare
se puoi
quello che sento poi...
Le cose più vere non riesci mai a dirle.
Anonimo