che provi per loro un affetto quasi ingiustificato. Ti agganci ad un filo invisibile nel quale scorrono vibrazioni in un continuo travaso reciproco e ad un certo punto, in questo scambio emozionale, ti accorgi di guardarti allo specchio.
Pasquale Maisto
Sono sola su un tavolo.
Nella stanza le urla mi penetrano dentro.
Tremo.
Ho paura. Sono all'orlo del tavolo.
Le urla si avvicinano sempre di più.
Resto immobile. Non voglio rompermi.
Non desidero cadere.
Eppure anche non volendo mi avvicino.
Sempre più in bilico.
Prossimo alla fine.
Sento dei passi.
Qualcuno si avvicina a me. (Prendimi!)
Continua ad andare svanendo fra le urla.
Continuo a tremare.
Dalla stanza accanto una musica.
La melodia mi pervade l'animo.
Malinconiche note jazz si infrangono sul mio fragile essere.
Il ritmo incalza.
Traballo, la musica mi spinge.
Non voglio cadere.
Attimi eterni.
La musica termina.
Nella stanza nessuna musica. Nessun tavolo.
Nessun bicchiere.
Chiara Parente
Pasquale Maisto
Sono sola su un tavolo.
Nella stanza le urla mi penetrano dentro.
Tremo.
Ho paura. Sono all'orlo del tavolo.
Le urla si avvicinano sempre di più.
Resto immobile. Non voglio rompermi.
Non desidero cadere.
Eppure anche non volendo mi avvicino.
Sempre più in bilico.
Prossimo alla fine.
Sento dei passi.
Qualcuno si avvicina a me. (Prendimi!)
Continua ad andare svanendo fra le urla.
Continuo a tremare.
Dalla stanza accanto una musica.
La melodia mi pervade l'animo.
Malinconiche note jazz si infrangono sul mio fragile essere.
Il ritmo incalza.
Traballo, la musica mi spinge.
Non voglio cadere.
Attimi eterni.
La musica termina.
Nella stanza nessuna musica. Nessun tavolo.
Nessun bicchiere.
Chiara Parente