madornale, "buttarlo via" disprezzandolo, pensando che non sia giusto per noi! Ciò che abbiamo è un dono e come tale dobbiamo custodirlo. La vita è meravigliosa se si comprende che noi e solo noi possiamo renderla ancora più meravigliosa. Quindi positivi amici e viva la vita!
Raffaella Frese
Il portavoce dell'Inconoscibile
Madre perduta, non ci pensò
poi più di tanto ad annunciare
che il filo della tua vita
di lì a poco sarebbe stato reciso.
Il Tempo, dissolutore impietoso,
in più circostanze e a voce alta
tante volte ce lo aveva rammentato.
E così, all'albeggiare di un oscuro senso
Atropo, destata da un tuo gemito,
affilate forbici brandite
muta eseguì il suo ufficio!
Imperterriti, sospinti dall'ineluttabile,
scaraventato fu ognuno nel suo vortice:
tu in quello dei morti, io in quello dei vivi.
Dall'atro fondo, ove bocca sigillata
non rilascia parole e un vello nero
occhi immoti per sempre adombra,
ora e sempre pur mi edifichi un appiglio
perché lungimiranza io riguardi
e da un tenue barlume scoccato
altro respiro riacciuffi il cuore.
Madre, tu non mi parli, non puoi
eppure odo la tua lesa voce che dice:
- Il peggio è passato, ora dormo
di un sonno profondo, tranquillati
nessuno potrà ricacciarmi indietro;
ritrova la tua pace, non dirupare
veglia sul lucignolo del ricordo:
non si spenga! Alla sua luce
ingigantito ancora luccicherà
il mio affetto, io non ti ho lasciato:
come potrei? Toccami, non vedi
che accanto gia ti sono...
Si madre! Altra e più alta gioia
non mi potevi dare!
Angelo Michele Cozza
Raffaella Frese
Il portavoce dell'Inconoscibile
Madre perduta, non ci pensò
poi più di tanto ad annunciare
che il filo della tua vita
di lì a poco sarebbe stato reciso.
Il Tempo, dissolutore impietoso,
in più circostanze e a voce alta
tante volte ce lo aveva rammentato.
E così, all'albeggiare di un oscuro senso
Atropo, destata da un tuo gemito,
affilate forbici brandite
muta eseguì il suo ufficio!
Imperterriti, sospinti dall'ineluttabile,
scaraventato fu ognuno nel suo vortice:
tu in quello dei morti, io in quello dei vivi.
Dall'atro fondo, ove bocca sigillata
non rilascia parole e un vello nero
occhi immoti per sempre adombra,
ora e sempre pur mi edifichi un appiglio
perché lungimiranza io riguardi
e da un tenue barlume scoccato
altro respiro riacciuffi il cuore.
Madre, tu non mi parli, non puoi
eppure odo la tua lesa voce che dice:
- Il peggio è passato, ora dormo
di un sonno profondo, tranquillati
nessuno potrà ricacciarmi indietro;
ritrova la tua pace, non dirupare
veglia sul lucignolo del ricordo:
non si spenga! Alla sua luce
ingigantito ancora luccicherà
il mio affetto, io non ti ho lasciato:
come potrei? Toccami, non vedi
che accanto gia ti sono...
Si madre! Altra e più alta gioia
non mi potevi dare!
Angelo Michele Cozza