prometto che smetterò di volerti bene solo un'attimo prima che l'eterno finisca...
Alessia Leonardi
Dove neppure il silenzio
riesce a credermi.
Là, oltre il bene e l'assenza
oltre le acque della resa.
Persuaso da grumi di stelle
l'immenso vuoto accoglie
il sopraggiungere dell'eternità.
Un'istante prima
un battito prima
sprofonderà il male,
io devo esserci
io
non ho mai imparato
a morire.
Michele Gentile
Lamento d'una mente satura che dai profumi trae sensazioni
dal quale percepisce la realtà dove cerca disperatamente
illusioni portandolo a sognare nel buio.
Cercando vita aliena trovo me stesso, indigeno.
Lamento rassegnato, ancora stupito,
per non vivere più le stagioni odorandone le fragranze,
ma subendone le loro essenze.
Giuseppe Catalfamo
All'apparir che fece all'improvviso
de l'acqua l'ombra, ogni pelo arricciossi,
e scolorossi al Saracino il viso;
la voce, ch'era per uscir, fermossi.
Udendo poi da l'Argalia, ch'ucciso
quivi avea già (che l'Argalia nomossi)
la rotta fede così improverarse,
di scorno e d'ira dentro e di fuor arse.
Ludovico Ariosto
Attraverserò la strada
ascolterò musica
camminerò fiera
accetterò il suo sguardo
saluterò con un sorriso
gli passerò di fianco
lascerò scorrere il tempo
mi cadrà un libro
lo raccoglierà scusandosi
ci guarderemo fissi
e poi
come neve al sole
mi scioglierò...
Anonimo
Alessia Leonardi
Dove neppure il silenzio
riesce a credermi.
Là, oltre il bene e l'assenza
oltre le acque della resa.
Persuaso da grumi di stelle
l'immenso vuoto accoglie
il sopraggiungere dell'eternità.
Un'istante prima
un battito prima
sprofonderà il male,
io devo esserci
io
non ho mai imparato
a morire.
Michele Gentile
Lamento d'una mente satura che dai profumi trae sensazioni
dal quale percepisce la realtà dove cerca disperatamente
illusioni portandolo a sognare nel buio.
Cercando vita aliena trovo me stesso, indigeno.
Lamento rassegnato, ancora stupito,
per non vivere più le stagioni odorandone le fragranze,
ma subendone le loro essenze.
Giuseppe Catalfamo
All'apparir che fece all'improvviso
de l'acqua l'ombra, ogni pelo arricciossi,
e scolorossi al Saracino il viso;
la voce, ch'era per uscir, fermossi.
Udendo poi da l'Argalia, ch'ucciso
quivi avea già (che l'Argalia nomossi)
la rotta fede così improverarse,
di scorno e d'ira dentro e di fuor arse.
Ludovico Ariosto
Attraverserò la strada
ascolterò musica
camminerò fiera
accetterò il suo sguardo
saluterò con un sorriso
gli passerò di fianco
lascerò scorrere il tempo
mi cadrà un libro
lo raccoglierà scusandosi
ci guarderemo fissi
e poi
come neve al sole
mi scioglierò...
Anonimo