frantumare quel che resta della sua bellezza, e perdere la sua fiducia per sempre.
Figlia
La mia giovane figlia, se la vita
la spaura nell'anima – che un posto
cercandosi, in nessuno si fa quieta-,
si stringe chiusa, dura,
come nelle sue ciglia
la margherita sotto il temporale.
Ieri sera era triste: e col suo male
s'aggruppava nel sonno. Ma il mattino,
dritta come una pianta,
spensierata, m'è presso il capezzale,
che con l'aroma del caffè mi canta
"sveglia", col carillon del cucchiaino.
A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore,
a chi saluta ancora con un bacio,
a chi lavora molto e si diverte di più,
a chi ha l'entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo,
a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori,
a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse,
a chi spegne la televisione per fare due chiacchiere,
a chi è felice il doppio quando fa la metà,
a chi si alza presto per aiutare un amico,
a chi vede nero solo quando è buio,
a chi non aspetta il Natale per essere migliore...
a chi vive la sua giornata come una guerra
a chi gira la faccia quando incontra uno di colore
a chi lavora solo per denaro
a chi non sa cosa sia la pazienza
a chi è sempre puntuale ma gli altri no!
A chi mangia in silenzio per ascoltare il tg
a chi non è mai contento di quello che fa
a chi aiuta un amico con parcella scontata
a chi e triste con i suoi desideri da bambino
a chi sogna e rimpiange solo gli anni passati
a chi fa di tutto per non vivere il Natale...
Anonimo
Riflesso
Ti guardo
e in te mi rifletto,
come in uno specchio.
Mi assale il timore,
un sottile disagio,
se il tuo sguardo incupito
mi sfiora contrariato.
Che ho fatto?
Che ho detto?
Pena e tormento.
Mi vedi?
Mi senti?
Ma sai cosa chiedi?
Amato, diletto,
pretendi anche un trono.
Non vedi quell'oro
che è dentro di me.
È solo per te.
Ada Ferrante
Figlia
La mia giovane figlia, se la vita
la spaura nell'anima – che un posto
cercandosi, in nessuno si fa quieta-,
si stringe chiusa, dura,
come nelle sue ciglia
la margherita sotto il temporale.
Ieri sera era triste: e col suo male
s'aggruppava nel sonno. Ma il mattino,
dritta come una pianta,
spensierata, m'è presso il capezzale,
che con l'aroma del caffè mi canta
"sveglia", col carillon del cucchiaino.
A chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore,
a chi saluta ancora con un bacio,
a chi lavora molto e si diverte di più,
a chi ha l'entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo,
a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori,
a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse,
a chi spegne la televisione per fare due chiacchiere,
a chi è felice il doppio quando fa la metà,
a chi si alza presto per aiutare un amico,
a chi vede nero solo quando è buio,
a chi non aspetta il Natale per essere migliore...
a chi vive la sua giornata come una guerra
a chi gira la faccia quando incontra uno di colore
a chi lavora solo per denaro
a chi non sa cosa sia la pazienza
a chi è sempre puntuale ma gli altri no!
A chi mangia in silenzio per ascoltare il tg
a chi non è mai contento di quello che fa
a chi aiuta un amico con parcella scontata
a chi e triste con i suoi desideri da bambino
a chi sogna e rimpiange solo gli anni passati
a chi fa di tutto per non vivere il Natale...
Anonimo
Riflesso
Ti guardo
e in te mi rifletto,
come in uno specchio.
Mi assale il timore,
un sottile disagio,
se il tuo sguardo incupito
mi sfiora contrariato.
Che ho fatto?
Che ho detto?
Pena e tormento.
Mi vedi?
Mi senti?
Ma sai cosa chiedi?
Amato, diletto,
pretendi anche un trono.
Non vedi quell'oro
che è dentro di me.
È solo per te.
Ada Ferrante