la differenza tra affogare nel grigiore quotidiano e riuscire a osservarlo con il sorriso sulle labbra.
- Silente: [Riferendosi al pezzo di anima mutilata di Voldemort] Non puoi aiutarlo. Harry, meraviglioso ragazzo. Coraggioso, coraggioso uomo. Facciamo due passi.
- Harry: Professore, cos'è quello?
- Silente: Qualcosa che è al di là del nostro aiuto.
Scrivere è una delle attività più solitarie del mondo. Una volta ogni due anni, io mi siedo davanti al computer, osservo il mare sconosciuto della mia anima e scorgo alcune isole - idee che si sviluppano e che sono pronte per essere esplorate. Allora prendo la mia barca - il suo nome è "parola" - e scelgo di navigare verso la più vicina. Durante il tragitto, mi imbatto in correnti, venti e tempeste, eppure continuo a remare, sempre più esausto. Sono consapevole di essermi allontanato dalla rotta, di non avere più all'orizzonte l'isola dove intendevo arrivare.
Tuttavia non c'è modo di tornare indietro: devo proseguire comunque, oppure mi ritroverò perso in mezzo all'oceano. In quel momento, mi attraversa la mente una sequela di scene terrorizzanti: io che trascorro il resto della mia vita parlando dei successi passati, o criticando aspramente i nuovi scrittori, per il semplice fatto di non avere il coraggio di pubblicare altri libri. Ma il mio sogno non era quello di fare lo scrittore? Dunque devo continuare a creare frasi, paragrafi, capitoli, a scrivere fino all'esaurimento, senza lasciarmi paralizzare dal successo, dalla sconfitta, dalle trappole.
Scosso da questi pensieri assurdi, scopro in me una forza e un coraggio di cui ignoravo l'esistenza: mi aiutano ad avventurarmi nel lato sconosciuto della mia anima. Mi lascio trasportare dalla corrente e finisco per ancorare la mia barca nei pressi dell'isola dove sono stato condotto. Passo giorni e notti scrivendo ciò che vedo, domandandomi per quale motivo sto agendo così, ripetendomi ad ogni istante che questo sforzo è ormai inutile, che non ho più bisogno di dimostrare niente a nessuno, che ho già ottenuto ciò che desideravo e molto più di quanto osavo sognare.
Paulo Coelho
Alcuni non hanno il coraggio dell'essere quindi vivono in ombra una vita parallela, sempre in bilico tra ciò che vogliono dimostrarsi e ciò che realmente sono.
Calcano la vita come teatranti in un palcoscenico, ma a sipario calato danno sfogo alla loro vera natura, lo fanno nei bassifondi del mondo, nei sedili posteriori di qualche auto, nei peccati più profondi dello spirito e della carne.
Adattano la loro vita ad un copione e di conseguenza la riproducono agli occhi del mondo.
Altri invece trovano la forza proprio dal loro essere, dalle proprie radici prendono linfa vitale, e vivono la loro vita nel mondo, senza copioni secondo la propria morale.
Ho imparato che vi è più pudore nello scoprire una gamba che nell'allargare una coscia, ma ho imparato anche che io comunque non sono nessuno ne tantomeno sono nella posizione di poter giudicare simili scelte.
Ogniuno deve indossare sulla sua pelle e portarli sotto una qualsiasi veste i propri valori e la propria persona, a rigore o dispetto di tutto il resto.
A tal proposito continuerò a vestire me stessa di me soltanto e a sfoggiare con sfrontatezza e fierezza me stessa in ogni mia veste, sono una donna Camaleontica.
Rosa Maria
- Silente: [Riferendosi al pezzo di anima mutilata di Voldemort] Non puoi aiutarlo. Harry, meraviglioso ragazzo. Coraggioso, coraggioso uomo. Facciamo due passi.
- Harry: Professore, cos'è quello?
- Silente: Qualcosa che è al di là del nostro aiuto.
Scrivere è una delle attività più solitarie del mondo. Una volta ogni due anni, io mi siedo davanti al computer, osservo il mare sconosciuto della mia anima e scorgo alcune isole - idee che si sviluppano e che sono pronte per essere esplorate. Allora prendo la mia barca - il suo nome è "parola" - e scelgo di navigare verso la più vicina. Durante il tragitto, mi imbatto in correnti, venti e tempeste, eppure continuo a remare, sempre più esausto. Sono consapevole di essermi allontanato dalla rotta, di non avere più all'orizzonte l'isola dove intendevo arrivare.
Tuttavia non c'è modo di tornare indietro: devo proseguire comunque, oppure mi ritroverò perso in mezzo all'oceano. In quel momento, mi attraversa la mente una sequela di scene terrorizzanti: io che trascorro il resto della mia vita parlando dei successi passati, o criticando aspramente i nuovi scrittori, per il semplice fatto di non avere il coraggio di pubblicare altri libri. Ma il mio sogno non era quello di fare lo scrittore? Dunque devo continuare a creare frasi, paragrafi, capitoli, a scrivere fino all'esaurimento, senza lasciarmi paralizzare dal successo, dalla sconfitta, dalle trappole.
Scosso da questi pensieri assurdi, scopro in me una forza e un coraggio di cui ignoravo l'esistenza: mi aiutano ad avventurarmi nel lato sconosciuto della mia anima. Mi lascio trasportare dalla corrente e finisco per ancorare la mia barca nei pressi dell'isola dove sono stato condotto. Passo giorni e notti scrivendo ciò che vedo, domandandomi per quale motivo sto agendo così, ripetendomi ad ogni istante che questo sforzo è ormai inutile, che non ho più bisogno di dimostrare niente a nessuno, che ho già ottenuto ciò che desideravo e molto più di quanto osavo sognare.
Paulo Coelho
Alcuni non hanno il coraggio dell'essere quindi vivono in ombra una vita parallela, sempre in bilico tra ciò che vogliono dimostrarsi e ciò che realmente sono.
Calcano la vita come teatranti in un palcoscenico, ma a sipario calato danno sfogo alla loro vera natura, lo fanno nei bassifondi del mondo, nei sedili posteriori di qualche auto, nei peccati più profondi dello spirito e della carne.
Adattano la loro vita ad un copione e di conseguenza la riproducono agli occhi del mondo.
Altri invece trovano la forza proprio dal loro essere, dalle proprie radici prendono linfa vitale, e vivono la loro vita nel mondo, senza copioni secondo la propria morale.
Ho imparato che vi è più pudore nello scoprire una gamba che nell'allargare una coscia, ma ho imparato anche che io comunque non sono nessuno ne tantomeno sono nella posizione di poter giudicare simili scelte.
Ogniuno deve indossare sulla sua pelle e portarli sotto una qualsiasi veste i propri valori e la propria persona, a rigore o dispetto di tutto il resto.
A tal proposito continuerò a vestire me stessa di me soltanto e a sfoggiare con sfrontatezza e fierezza me stessa in ogni mia veste, sono una donna Camaleontica.
Rosa Maria