chi ci abbraccia con il cuore... a chi non si dimentica che la vita è un dono.
D'estate giulivo d'inverno spettrale,
contrar alla primavera d'autunno il color.
Da sempre vissuto nel loco Natale,
se non da rea mano spostato per or.
Di quel dell'albero bizzarro il destino
davanti ad ogni re giammai un inchino
eppur non si è mai offeso nessun regio,
di non aver concesso ad altri un simil privilegio.
L'albero.
Le parole
Le parole non hanno occhi né gambe,
non hanno bocca né braccia,
non hanno visceri
e spesso nemmeno cuore,
o ne hanno assai poco.
Non puoi chiedere alle parole
di accenderti una sigaretta
ma possono renderti più piacevole
il vino.
E certo non puoi costringere le parole
a fare qualcosa che non
voglion fare.
Non puoi sovraccaricarle
e non puoi svegliarle
quando decidono di dormire.
A volte
le parole ti tratteranno bene,
a seconda di quel
che gli chiedi
di fare.
Altre volte,
ti tratteranno male,
qualunque cosa
tu gli chieda di fare.
Le parole vanno
e vengono.
Qualche volta ti tocca
di aspettarle a lungo.
Qualche volta non tornano
più indietro.
Qualche volta gli scrittori
si uccidono
quando le parole li lasciano.
Altri scrittori
fingeranno di averle ancora
in pugno
anche se le loro parole
sono già morte e sepolte.
Fanno così
molti scrittori famosi
e molti meno famosi
che sono scrittori soltanto
di nome.
Le parole non sono
per tutti.
E per la maggioranza,
esistono
soltanto per poco.
Le parole sono
uno dei più grandi
miracoli
al mondo,
possono illuminare
o distruggere
menti,
nazioni,
culture.
Le parole sono belle
e pericolose.
Se vengono a trovarti,
te ne accorgerai
e ti sentirai
il più fortunato
della terra. Nient'altro avrà più
importanza
e tutto sembrerà importante.
Ti sentirai
il dio sole,
riderai del tempo che fugge,
ce l'avrai fatta,
lo sentirai
dalle dita
fino alle budella,
e sarai diventato,
finché
dura,
un fottutissimo scrittore
che rende possibile
l'impossibile,
scrivendo parole,
scrivendole,
scrivendole.
Charles Bukowski
Qualifica
Veniamo qualificati per quello che siamo o per quello che facciamo?
Più delle volte o la maggior parte delle volte sono i fatti quelli che contano, le azioni alla fine determinano i giudizi degli altri. Con difficoltà si danno le attenuanti e con molta facilità si cancellano le persone.
i comportamenti umani vengono studiati da persone dotte che cercano di entrare nel cervello, si scrivono libri consigli, ci sono manuali sul perché si fanno determinati movimenti anziché altri, una fiumana di parole, ma che alla fine non servono a niente, perché sono i fatti che contano e qualificano il nostro operato se siamo idonei oppure no, se siamo persone fidate, se siamo persone che hanno valori morali forti, se siamo insignificanti, interessanti, ecc...
Ognuno di noi sa cosa ha dentro e forse non lo sa nemmeno magari, perché è troppo complicato saperlo. Sta di fatto che le azioni la dicono lunga sulla psiche della persona, a volte c'è sofferenza, complessi di inferiorità, disagio e tutto questo malessere viene poi manifestato con dei comportamenti assolutamente equivoci e "vai a spiegare che tu non volevi comportarti così", perché sono sempre i fatti che ci qualificano e determinano i giudizi degli altri. Comunque, non si può giudicare nessuno perché in ognuno di noi regna l'imperfezione assoluta e la pazzia, e se crediamo di metterci su un piedistallo pensando di essere meglio degli altri abbiamo già giudicato noi stessi come esseri qualificati per non valere nulla.
Marisa Marimare
D'estate giulivo d'inverno spettrale,
contrar alla primavera d'autunno il color.
Da sempre vissuto nel loco Natale,
se non da rea mano spostato per or.
Di quel dell'albero bizzarro il destino
davanti ad ogni re giammai un inchino
eppur non si è mai offeso nessun regio,
di non aver concesso ad altri un simil privilegio.
L'albero.
Le parole
Le parole non hanno occhi né gambe,
non hanno bocca né braccia,
non hanno visceri
e spesso nemmeno cuore,
o ne hanno assai poco.
Non puoi chiedere alle parole
di accenderti una sigaretta
ma possono renderti più piacevole
il vino.
E certo non puoi costringere le parole
a fare qualcosa che non
voglion fare.
Non puoi sovraccaricarle
e non puoi svegliarle
quando decidono di dormire.
A volte
le parole ti tratteranno bene,
a seconda di quel
che gli chiedi
di fare.
Altre volte,
ti tratteranno male,
qualunque cosa
tu gli chieda di fare.
Le parole vanno
e vengono.
Qualche volta ti tocca
di aspettarle a lungo.
Qualche volta non tornano
più indietro.
Qualche volta gli scrittori
si uccidono
quando le parole li lasciano.
Altri scrittori
fingeranno di averle ancora
in pugno
anche se le loro parole
sono già morte e sepolte.
Fanno così
molti scrittori famosi
e molti meno famosi
che sono scrittori soltanto
di nome.
Le parole non sono
per tutti.
E per la maggioranza,
esistono
soltanto per poco.
Le parole sono
uno dei più grandi
miracoli
al mondo,
possono illuminare
o distruggere
menti,
nazioni,
culture.
Le parole sono belle
e pericolose.
Se vengono a trovarti,
te ne accorgerai
e ti sentirai
il più fortunato
della terra. Nient'altro avrà più
importanza
e tutto sembrerà importante.
Ti sentirai
il dio sole,
riderai del tempo che fugge,
ce l'avrai fatta,
lo sentirai
dalle dita
fino alle budella,
e sarai diventato,
finché
dura,
un fottutissimo scrittore
che rende possibile
l'impossibile,
scrivendo parole,
scrivendole,
scrivendole.
Charles Bukowski
Qualifica
Veniamo qualificati per quello che siamo o per quello che facciamo?
Più delle volte o la maggior parte delle volte sono i fatti quelli che contano, le azioni alla fine determinano i giudizi degli altri. Con difficoltà si danno le attenuanti e con molta facilità si cancellano le persone.
i comportamenti umani vengono studiati da persone dotte che cercano di entrare nel cervello, si scrivono libri consigli, ci sono manuali sul perché si fanno determinati movimenti anziché altri, una fiumana di parole, ma che alla fine non servono a niente, perché sono i fatti che contano e qualificano il nostro operato se siamo idonei oppure no, se siamo persone fidate, se siamo persone che hanno valori morali forti, se siamo insignificanti, interessanti, ecc...
Ognuno di noi sa cosa ha dentro e forse non lo sa nemmeno magari, perché è troppo complicato saperlo. Sta di fatto che le azioni la dicono lunga sulla psiche della persona, a volte c'è sofferenza, complessi di inferiorità, disagio e tutto questo malessere viene poi manifestato con dei comportamenti assolutamente equivoci e "vai a spiegare che tu non volevi comportarti così", perché sono sempre i fatti che ci qualificano e determinano i giudizi degli altri. Comunque, non si può giudicare nessuno perché in ognuno di noi regna l'imperfezione assoluta e la pazzia, e se crediamo di metterci su un piedistallo pensando di essere meglio degli altri abbiamo già giudicato noi stessi come esseri qualificati per non valere nulla.
Marisa Marimare