allora che non ti romperanno più le scatole.
La follia è vedere l'ottavo colore del tuo arcobaleno, la follia è rispondere alle parole non dette, è quando tutto sta sprofondando e tu cerchi di raggiungere il fondo.
La follia è volare oltre la fantasia, è quando ti specchi nel vento, è prendersi cura di un fiore di plastica.
La follia è accarezzare il buio, è abbracciare chi ti fa soffrire, la follia, è cercare di essere normale.
Un album il mio passaporto
Ed una valigetta di colori
I miei sono disegni,
il mio non è dipingere,
mi piacerebbe, ma non lo è.
Tracciare le linee essenziali
Di ciò che vedo,
sarebbe complicato;
soprattutto,
la vera difficoltà,
è nell'essenziale stesso.
Pastelli,
acquerelli,
colori a cera,
per tecniche
di un repertorio dell'infanzia.
Prendo un foglio
E vedo una balena;
spruzza acqua,
il blu diluito con il bianco
ora è azzurro,
acqua limpida e fresca,
per questo caldo.
Se devo disegnare il cielo,
vedo nuvolette bianche,
l'azzurro diventa blu
con piccole stelline
ed una mezza luna.
Un Sole grande grande,
su qualche collinetta
ed una casetta
che sembra non cambiare mai,
come il mistero che la avvolge
da sempre,
di cosa ci sia dentro di essa
e quel viale che parte dalla casetta,
percorrendolo all'inverso,
dove conduce?
E vola qualche foglio
Del mio album
Nella stanzetta
Di un bimbo iraqeno,
di un bimbo afghano,
di un bimbo libanese,
di un bimbo....
Stefano Esposito
Crisalide
A che vi hanno inventato occhi nuovi
se albero ne dite
d'una testa sbocciata in verdi pensieri
di foglie d'un nostalgico eden antico
nell'eterna rigenerazione
dell'eterno ciclo.
A che questo modo diverso
d'inventare la vita
se dopo tanta cultura
dopo tanta sapienza
dopo tanta scienza
dopo tanta arte
dopo tanta politica
dopo tanta noia
dopo tanta vita così
dopo tanta droga
dopo tanto dramma
dopo tanta potenza (anche d'amare)
dopo tanta impotenza (anche d'amare)
dopo tanta violenza
dopo tanta ipocrisia
su cui grufola il mondo
dopo tanto pianto
in cui s'affoga
dopo sempre le stesse cose
dopo tante ripetizioni
dopo tante cose uguali
dopo tanti sogni a spronare la vita
dopo tante brume ad annunciare
(sia pure) la più abietta metempsicosi
di vermi e di fango
una morte senz'anima
ma con fiori con riti con lapidi
e temporanee preghiere
una notte-morte senza domani
un sonno senza risveglio
un sogno eterno
dopo tante sciocchezze
fin dove l'albero scorge l'erba
che calzano le sue radici
e penetra il cielo
la vostra intelligenza
se dopo tanta truffa di vita
il nulla.
... ma a poco a poco
m'opprime il cuore
un rimpianto
e mi turba
il richiamo
d'una vita che si perde.
Pietro Nigro
La follia è vedere l'ottavo colore del tuo arcobaleno, la follia è rispondere alle parole non dette, è quando tutto sta sprofondando e tu cerchi di raggiungere il fondo.
La follia è volare oltre la fantasia, è quando ti specchi nel vento, è prendersi cura di un fiore di plastica.
La follia è accarezzare il buio, è abbracciare chi ti fa soffrire, la follia, è cercare di essere normale.
Un album il mio passaporto
Ed una valigetta di colori
I miei sono disegni,
il mio non è dipingere,
mi piacerebbe, ma non lo è.
Tracciare le linee essenziali
Di ciò che vedo,
sarebbe complicato;
soprattutto,
la vera difficoltà,
è nell'essenziale stesso.
Pastelli,
acquerelli,
colori a cera,
per tecniche
di un repertorio dell'infanzia.
Prendo un foglio
E vedo una balena;
spruzza acqua,
il blu diluito con il bianco
ora è azzurro,
acqua limpida e fresca,
per questo caldo.
Se devo disegnare il cielo,
vedo nuvolette bianche,
l'azzurro diventa blu
con piccole stelline
ed una mezza luna.
Un Sole grande grande,
su qualche collinetta
ed una casetta
che sembra non cambiare mai,
come il mistero che la avvolge
da sempre,
di cosa ci sia dentro di essa
e quel viale che parte dalla casetta,
percorrendolo all'inverso,
dove conduce?
E vola qualche foglio
Del mio album
Nella stanzetta
Di un bimbo iraqeno,
di un bimbo afghano,
di un bimbo libanese,
di un bimbo....
Stefano Esposito
Crisalide
A che vi hanno inventato occhi nuovi
se albero ne dite
d'una testa sbocciata in verdi pensieri
di foglie d'un nostalgico eden antico
nell'eterna rigenerazione
dell'eterno ciclo.
A che questo modo diverso
d'inventare la vita
se dopo tanta cultura
dopo tanta sapienza
dopo tanta scienza
dopo tanta arte
dopo tanta politica
dopo tanta noia
dopo tanta vita così
dopo tanta droga
dopo tanto dramma
dopo tanta potenza (anche d'amare)
dopo tanta impotenza (anche d'amare)
dopo tanta violenza
dopo tanta ipocrisia
su cui grufola il mondo
dopo tanto pianto
in cui s'affoga
dopo sempre le stesse cose
dopo tante ripetizioni
dopo tante cose uguali
dopo tanti sogni a spronare la vita
dopo tante brume ad annunciare
(sia pure) la più abietta metempsicosi
di vermi e di fango
una morte senz'anima
ma con fiori con riti con lapidi
e temporanee preghiere
una notte-morte senza domani
un sonno senza risveglio
un sogno eterno
dopo tante sciocchezze
fin dove l'albero scorge l'erba
che calzano le sue radici
e penetra il cielo
la vostra intelligenza
se dopo tanta truffa di vita
il nulla.
... ma a poco a poco
m'opprime il cuore
un rimpianto
e mi turba
il richiamo
d'una vita che si perde.
Pietro Nigro