indossa scarpe con tacchi a spillo: la donna più bella si veste di serietà, dignità e onestà.
Verrò
Verrò da te senza bagaglio,
con le mie scarpe rotte
e tra le labbra il sapore del mare.
Verrò da te volando
tra le nuvole dei sogni perduti
calpestando le attese insperate.
Verrò da te con la veste rattoppata di stelle
butterò la maschera, soffierò via la cenere
e tra il luccichio del cielo.
Il tuo respiro mi ridarà la vita.
Danzava sulle punte di ceramica, col tutù rosa e le mani sempre in posa. Ogni sera la sua musica suonava in tutta la stanza; lei sedeva accanto a me, a pochi centimetri dalla fine del letto, mi carezzava i capelli e ne cantava il motivo. In una notte insonne mi rassicurò che un giorno sarei diventata una donna, una di quelle forti che non hanno paura di soffrire. Mi mostrò la crepa della ballerina del carillion e mi disse: "Le crepe sono parte della sua bellezza." - sfiorò la mia pelle - "Le crepe che si formeranno sulla tua pelle ti renderanno sempre più bella. Nasconderle non servirà a molto, sarebbe come danzare senza questa bella musica."
Mariacarmen F. Ranieri
Cosa bisogna fare per evitare di urlare, ma farsi sentire? Come se un semplice e conciso: "ehi, sono qui, esisto anch'io" non bastasse. È necessario per forza urlare, intromettersi, rubare, assediare, infastidire, ossessionare? Non busso a casa di qualcuno senza invito. Forse sta facendo la doccia, o ha la tavola apparecchiata e non voglio che nessuno si senta in dovere di chiedermi di sedermi, o sta guardando il suo film preferito, o è già impegnato a sentire un'altra. Sta di fatto che se non ti invitano è perché non hanno voglia di invitarti, non vogliono che tu ci sia. La gente, anche quella che sembra uscire dalla massa, prenderne le distanze e fare la differenza, finisce per valutare la tua compagnia senza che neppure sappia cosa sia la "tua compagnia". Non busso a casa di qualcuno senza invito. Sai che ci sono e, se i nostri sguardi si sono incrociati dalla finestra, apprezza il fatto che io abbia fatto in modo che ciò accadesse, stendendo i panni mentre pioveva, pulendo i vetri mentre fuori tirava vento e tutte le foglie mi entravano a casa, affacciandomi col gatto in braccio, ma era un: sto qua, attraverso la strada e sono lì, attraversi la strada e sei qui. Beh, forse non si è mai troppo vicini, ma la testa ha geometrie virtuali da percorrere, magari, si potrebbe cominciare da lì. Non busso a casa di qualcuno senza invito.
Mariella Buscemi
Verrò
Verrò da te senza bagaglio,
con le mie scarpe rotte
e tra le labbra il sapore del mare.
Verrò da te volando
tra le nuvole dei sogni perduti
calpestando le attese insperate.
Verrò da te con la veste rattoppata di stelle
butterò la maschera, soffierò via la cenere
e tra il luccichio del cielo.
Il tuo respiro mi ridarà la vita.
Danzava sulle punte di ceramica, col tutù rosa e le mani sempre in posa. Ogni sera la sua musica suonava in tutta la stanza; lei sedeva accanto a me, a pochi centimetri dalla fine del letto, mi carezzava i capelli e ne cantava il motivo. In una notte insonne mi rassicurò che un giorno sarei diventata una donna, una di quelle forti che non hanno paura di soffrire. Mi mostrò la crepa della ballerina del carillion e mi disse: "Le crepe sono parte della sua bellezza." - sfiorò la mia pelle - "Le crepe che si formeranno sulla tua pelle ti renderanno sempre più bella. Nasconderle non servirà a molto, sarebbe come danzare senza questa bella musica."
Mariacarmen F. Ranieri
Cosa bisogna fare per evitare di urlare, ma farsi sentire? Come se un semplice e conciso: "ehi, sono qui, esisto anch'io" non bastasse. È necessario per forza urlare, intromettersi, rubare, assediare, infastidire, ossessionare? Non busso a casa di qualcuno senza invito. Forse sta facendo la doccia, o ha la tavola apparecchiata e non voglio che nessuno si senta in dovere di chiedermi di sedermi, o sta guardando il suo film preferito, o è già impegnato a sentire un'altra. Sta di fatto che se non ti invitano è perché non hanno voglia di invitarti, non vogliono che tu ci sia. La gente, anche quella che sembra uscire dalla massa, prenderne le distanze e fare la differenza, finisce per valutare la tua compagnia senza che neppure sappia cosa sia la "tua compagnia". Non busso a casa di qualcuno senza invito. Sai che ci sono e, se i nostri sguardi si sono incrociati dalla finestra, apprezza il fatto che io abbia fatto in modo che ciò accadesse, stendendo i panni mentre pioveva, pulendo i vetri mentre fuori tirava vento e tutte le foglie mi entravano a casa, affacciandomi col gatto in braccio, ma era un: sto qua, attraverso la strada e sono lì, attraversi la strada e sei qui. Beh, forse non si è mai troppo vicini, ma la testa ha geometrie virtuali da percorrere, magari, si potrebbe cominciare da lì. Non busso a casa di qualcuno senza invito.
Mariella Buscemi