crollano le scuse. Diventi più "debole" perché l'amore è sempre più forte di tutto.
Un figlio
Un figlio è parte di te
e lo sarà anche quando
farà i suoi primi passi nel mondo,
è un amore che non avrà mai fine
è un pensiero che ti terrà sveglia,
è la parte di un tutto che chiamiamo vita.
Odiata Me
Cara me. Stupida me. Odiata me. Mi scrivo. Ti scrivo. In questo dialogo interiore che imbastisco con me stessa, in questa schizofrenia che mi dissocia, nulla potrei, totalmente e visceralmente, amare ed odiare di più al contempo. Stasera, ho deciso di darti contro, di farti star male, ma non parlo di lacrime, parlo di quel rancore lento, viscido che parto a concepire dalla testa per farlo scivolare per arterie e tendini, per errori, orrori, disfatte, fallimenti. Odiata me, sovrana del nulla, regina composta tra guanti di seta, pizzi e merletti con i quali celi con maestria punizioni e rinunce che t'infliggo tra il sentire, il tendere ed il provare. Odiata me, bastono ogni brandello della tua essenza, interdico ogni tua scelta sbagliata, mi hai ferita, mi hai ingannata, hai parlato nel sonno e mi hai svelata e non mi sono piaciuta, potevi continuare a mentirmi, invece, fragile, mi hai confessato l'indicibile, il rimosso, l'insostenibile leggerezza degli snodi improbabili tra una ragione precaria ed un cuore malato. Odiata me, stasera è ribellione, è sommossa, colpi inferti tra l'ultimo spiraglio di coscienza e l'incipiente passione di vivere. Cosa mi hai fatto! Cosa non mi hai fatto! Mi hai resa matura ed acerba, disincantata, oltremodo isterica, facilmente detestabile, ampiamente barcollante. Ti legherei ad un angolo di terra per alimentarti la mia mancanza, ché senza un io che ti contenga non sei nulla, se non vanificata da una sostanza che sgretola sfaccettature e punte di diamante dal basso del brillare tra prismi irradiati solo di buio. Odiata me, staccati, ché ho bisogno di respirare da sola.
Mariella Buscemi
Miki...
Miki oggi non ha voglia di tenermi compagnia. Se ne sta con il muso sdraiato sul divano. Eppure c'è stato un tempo in cui sembrava che la sua stessa esistenza dipendesse dalla mia. Mi seguiva ovunque e non c'era giorno in cui non fosse contento di ricevere le mie carezze. Mi aspettava ansioso per gettarsi fra le mie braccia. Nei giorni neri si sdraiava con me, accanto al fuoco, con il suo corpo caldo e morbido sulle mie ginocchia e nel dolce crepitio della fiamma, con occhi languidi, mi raccontava dei suoi silenzi. Mi consolava, lui che conosceva il dolce sapore della consolazione. Povero orfanello, era stato accolto e con amorevole cura guidato alla vita. Ricordo l'incontro, bastò uno sguardo e fu subito amore, gli spalancai le porte della mia casa e tutto ciò che era mio divenne suo, Il mio letto, il mio divano, i miei armadi i miei libri che con ostinazione continuava a sfogliare non volendo ammettere di non esser fatto per il diritto, ma a lui bastava essere dove ero io, fare quello che facevo io.
Ma oggi è diverso, non mi degna di uno sguardo, preferisce starsene sul divano e leccarsi il pelo, il povero piccolo micetto!
Rossella Porro
Un figlio
Un figlio è parte di te
e lo sarà anche quando
farà i suoi primi passi nel mondo,
è un amore che non avrà mai fine
è un pensiero che ti terrà sveglia,
è la parte di un tutto che chiamiamo vita.
Odiata Me
Cara me. Stupida me. Odiata me. Mi scrivo. Ti scrivo. In questo dialogo interiore che imbastisco con me stessa, in questa schizofrenia che mi dissocia, nulla potrei, totalmente e visceralmente, amare ed odiare di più al contempo. Stasera, ho deciso di darti contro, di farti star male, ma non parlo di lacrime, parlo di quel rancore lento, viscido che parto a concepire dalla testa per farlo scivolare per arterie e tendini, per errori, orrori, disfatte, fallimenti. Odiata me, sovrana del nulla, regina composta tra guanti di seta, pizzi e merletti con i quali celi con maestria punizioni e rinunce che t'infliggo tra il sentire, il tendere ed il provare. Odiata me, bastono ogni brandello della tua essenza, interdico ogni tua scelta sbagliata, mi hai ferita, mi hai ingannata, hai parlato nel sonno e mi hai svelata e non mi sono piaciuta, potevi continuare a mentirmi, invece, fragile, mi hai confessato l'indicibile, il rimosso, l'insostenibile leggerezza degli snodi improbabili tra una ragione precaria ed un cuore malato. Odiata me, stasera è ribellione, è sommossa, colpi inferti tra l'ultimo spiraglio di coscienza e l'incipiente passione di vivere. Cosa mi hai fatto! Cosa non mi hai fatto! Mi hai resa matura ed acerba, disincantata, oltremodo isterica, facilmente detestabile, ampiamente barcollante. Ti legherei ad un angolo di terra per alimentarti la mia mancanza, ché senza un io che ti contenga non sei nulla, se non vanificata da una sostanza che sgretola sfaccettature e punte di diamante dal basso del brillare tra prismi irradiati solo di buio. Odiata me, staccati, ché ho bisogno di respirare da sola.
Mariella Buscemi
Miki...
Miki oggi non ha voglia di tenermi compagnia. Se ne sta con il muso sdraiato sul divano. Eppure c'è stato un tempo in cui sembrava che la sua stessa esistenza dipendesse dalla mia. Mi seguiva ovunque e non c'era giorno in cui non fosse contento di ricevere le mie carezze. Mi aspettava ansioso per gettarsi fra le mie braccia. Nei giorni neri si sdraiava con me, accanto al fuoco, con il suo corpo caldo e morbido sulle mie ginocchia e nel dolce crepitio della fiamma, con occhi languidi, mi raccontava dei suoi silenzi. Mi consolava, lui che conosceva il dolce sapore della consolazione. Povero orfanello, era stato accolto e con amorevole cura guidato alla vita. Ricordo l'incontro, bastò uno sguardo e fu subito amore, gli spalancai le porte della mia casa e tutto ciò che era mio divenne suo, Il mio letto, il mio divano, i miei armadi i miei libri che con ostinazione continuava a sfogliare non volendo ammettere di non esser fatto per il diritto, ma a lui bastava essere dove ero io, fare quello che facevo io.
Ma oggi è diverso, non mi degna di uno sguardo, preferisce starsene sul divano e leccarsi il pelo, il povero piccolo micetto!
Rossella Porro