che possa trovarci. E poi c'è il sogno dove il vento dei colori dipinge il volo delle nostre ali.
8 marzo, il mondo festeggia la festa delle donne.
Il mio pensiero va a tutte le donne che oggi non ci sono più, rubate alla vita in nome di amore malato, ossesso, violento, geloso.
Mi manchi donna, mamma, moglie, amica, figlia, nipote, zia, nonna, manchi al mondo che piange la tua assenza.
Non sarà sempre semplice stare insieme, lo sappiamo già, ma ne varrà la pena. Ne varrà la pena quando dopo un'intera giornata di lavoro, avremo ancora voglia di regalarci un sorriso. Ne varrà la pena quando non vedremo l'ora di tornare a casa per sprofondare l'uno nelle braccia dell'altro. E quando durante un temporale ad agosto, mi terrai stretta a te e riuscirò a sentire il battito del tuo cuore che sembrerà quasi dire tranquilla, ci sono qua io e ti amo più di ogni altra cosa al mondo. Ne varrà la pena quando gireremo per negozi, per arredare la nostra casa.
Ne varrà la pena quando a Natale addobberemo il nostro albero e ci scambieremo i regali allo scoccare della mezzanotte. Che poi il regalo più bello, siamo proprio noi. Ne varrà la pena quando ci addormenteremo abbracciati sul divano, con la tv ancora accesa sotto un plaid che sa d'amore. E quando accompagneremo a scuola i nostri bimbi, felici come non credevo si potesse essere. Ne varrà la pena si, in ogni istante che io e te vivremo insieme. Anche durante una litigata, quando saremo troppo orgogliosi per chiedere scusa e ci basterà uno sguardo. Perché nulla è più forte di noi due, e il mondo fa un po' meno paura quando mi prendi la mano.
Elisa Rasicci
Già
Massi di parole schiacciano l'altrui ardore
eccheggia l'eco fra mulini a vento.
Girano le pale e fanno gran fracasso.
Tubi di liquame passano l'anfratto
inquina questo stato e lo maleodora.
Non c'è confine né dogana se ti trovi una sottana.
Borse di opere che se ne vanno
senza ragazzi che più non fanno.
Dove sono i nostri soldi?
Chi ha rubato i sacrifici.
Paga il popolo ormai piegato.
Piange anche il vilipendiato.
Non tutto è fermo.
Qualcuno dorme.
Il vento sventola il tricolore.
Un nuovo grido si leva ancora:
Cambia il tempo e son riforme!
Trema la terra.
Per molti è la guerra.
Debiti come palle sul pino di Natale.
Speranza per tutti e stipendio doppio ai capi.
Regime militare e disperati sulle strade.
Questa è l'Italia che l'italiano lascia.
Paesi lontani e pochi denari.
Molta speranza di ricominciare.
Nessuna riforma: sempre la vecchia storia.
Francesca Genna
8 marzo, il mondo festeggia la festa delle donne.
Il mio pensiero va a tutte le donne che oggi non ci sono più, rubate alla vita in nome di amore malato, ossesso, violento, geloso.
Mi manchi donna, mamma, moglie, amica, figlia, nipote, zia, nonna, manchi al mondo che piange la tua assenza.
Non sarà sempre semplice stare insieme, lo sappiamo già, ma ne varrà la pena. Ne varrà la pena quando dopo un'intera giornata di lavoro, avremo ancora voglia di regalarci un sorriso. Ne varrà la pena quando non vedremo l'ora di tornare a casa per sprofondare l'uno nelle braccia dell'altro. E quando durante un temporale ad agosto, mi terrai stretta a te e riuscirò a sentire il battito del tuo cuore che sembrerà quasi dire tranquilla, ci sono qua io e ti amo più di ogni altra cosa al mondo. Ne varrà la pena quando gireremo per negozi, per arredare la nostra casa.
Ne varrà la pena quando a Natale addobberemo il nostro albero e ci scambieremo i regali allo scoccare della mezzanotte. Che poi il regalo più bello, siamo proprio noi. Ne varrà la pena quando ci addormenteremo abbracciati sul divano, con la tv ancora accesa sotto un plaid che sa d'amore. E quando accompagneremo a scuola i nostri bimbi, felici come non credevo si potesse essere. Ne varrà la pena si, in ogni istante che io e te vivremo insieme. Anche durante una litigata, quando saremo troppo orgogliosi per chiedere scusa e ci basterà uno sguardo. Perché nulla è più forte di noi due, e il mondo fa un po' meno paura quando mi prendi la mano.
Elisa Rasicci
Già
Massi di parole schiacciano l'altrui ardore
eccheggia l'eco fra mulini a vento.
Girano le pale e fanno gran fracasso.
Tubi di liquame passano l'anfratto
inquina questo stato e lo maleodora.
Non c'è confine né dogana se ti trovi una sottana.
Borse di opere che se ne vanno
senza ragazzi che più non fanno.
Dove sono i nostri soldi?
Chi ha rubato i sacrifici.
Paga il popolo ormai piegato.
Piange anche il vilipendiato.
Non tutto è fermo.
Qualcuno dorme.
Il vento sventola il tricolore.
Un nuovo grido si leva ancora:
Cambia il tempo e son riforme!
Trema la terra.
Per molti è la guerra.
Debiti come palle sul pino di Natale.
Speranza per tutti e stipendio doppio ai capi.
Regime militare e disperati sulle strade.
Questa è l'Italia che l'italiano lascia.
Paesi lontani e pochi denari.
Molta speranza di ricominciare.
Nessuna riforma: sempre la vecchia storia.
Francesca Genna