negli abbracci di cui si rifocillano le emozioni.
Perdonatemi ma amo il Sapore Antico
Delle cose di un tempo.
Quei cuori nobili, sapore d'un tempo andato,
quel tempo in cui tutto si aggiustava,
molto si regalava, e niente si buttava,
né l'Amore né il pane,
e neanche i rapporti tra le persone.
Una, lei
Quando scende la sera,
sola nella tua stanza,
tra pensieri e ricordi
di una vita vissuta.
Dipingi il tuo viso,
scolpisci il tuo corpo
indossi il giusto vestito,
inizia un'altra vita.
Ti nascondi nella penombra
tra le vie della città,
tra la gente indifferente
col tuo sguardo seducente.
Ti concedi senza rancore,
con un sorriso carpito
per qualcuno che mente
e nessuno ti ha capito.
Poi fuggi nel silenzio
mentre la notte svanisce,
l'alba ti rende leggera
attendi ancora un'altra sera.
Giovanni Lufino
XCIV
Se vero è che chi semina raccoglie
Diversamente non può, quindi, porsi
Avere i pomi e giammai i torsi
Chi del dovere le fatiche sceglie.
Se, poi, del bene l'indirizzo coglie
l'intimo non è tocco di rimorsi
è pensieri la mente nutre inversi
Che se ribelli, annulla e scioglie.
L'unità di misura è certo colma
e, lo contenitore non è raso
Se a fatica si dona corpo e alma.
Indi temere non avere il colmo
Lo può lo portoghese d'ozio invaso,
non chi di pregio grande quanto l'olmo.
Nello Maruca
Perdonatemi ma amo il Sapore Antico
Delle cose di un tempo.
Quei cuori nobili, sapore d'un tempo andato,
quel tempo in cui tutto si aggiustava,
molto si regalava, e niente si buttava,
né l'Amore né il pane,
e neanche i rapporti tra le persone.
Una, lei
Quando scende la sera,
sola nella tua stanza,
tra pensieri e ricordi
di una vita vissuta.
Dipingi il tuo viso,
scolpisci il tuo corpo
indossi il giusto vestito,
inizia un'altra vita.
Ti nascondi nella penombra
tra le vie della città,
tra la gente indifferente
col tuo sguardo seducente.
Ti concedi senza rancore,
con un sorriso carpito
per qualcuno che mente
e nessuno ti ha capito.
Poi fuggi nel silenzio
mentre la notte svanisce,
l'alba ti rende leggera
attendi ancora un'altra sera.
Giovanni Lufino
XCIV
Se vero è che chi semina raccoglie
Diversamente non può, quindi, porsi
Avere i pomi e giammai i torsi
Chi del dovere le fatiche sceglie.
Se, poi, del bene l'indirizzo coglie
l'intimo non è tocco di rimorsi
è pensieri la mente nutre inversi
Che se ribelli, annulla e scioglie.
L'unità di misura è certo colma
e, lo contenitore non è raso
Se a fatica si dona corpo e alma.
Indi temere non avere il colmo
Lo può lo portoghese d'ozio invaso,
non chi di pregio grande quanto l'olmo.
Nello Maruca