ci propinate dalla mattina alla sera sono Balotelli e Belen.
Non sono un poeta,
non sono uno scrittore,
e non so se...
sarò mai capace di dirti quelle parole
che ogni donna vorrebbe sentirsi dire...
La mia vita è uno specchio in frantumi,
ma da quando i nostri sguardi
si sono incrociati...
quello specchio ha cominciato a ricomporsi
ed ora l'immagine che riflette,
è quella di un uomo che va incontro ad una mano, la tua...
deciso ad afferrarla e non lasciarla più.
Il copione sul palco
Un palco vuoto e la maschera a terra,
le luci spente ed un sogno finito,
riprendere ogni istante abbandonato
e ad occhi aperti mimare il tuo bacio.
Una nuova profezia da inseguire e
dentro il dolore che si infrange
sul mio stomaco, lasciando solo piaghe.
Bramare ed inseguire la tua corsa,
disinteressarmi a me per non morire.
Adoperarsi per mascherare ogni segno,
sentir pulsare il cuore come un'agonia
e quell'infame fine dopo l'ultimo applauso
segue qualche perduta, sfibrante smania.
Ricostruire senza la forza di alzarsi,
senza un suono da inventare
solo con il mio profumo di menta, e poi
ancora aridi deserti sparsi nell'orizzonte.
Ancora un ultimo saluto, meglio di no,
un degradante rifiuto per poter sbuffare.
All'impazzata percorrere strade conformi
disintegrando ogni desueto canto, poi
implorare la mia calma a tenere banco.
La luce non ritorna, il teatro ha finto
l'ultimo lamento e la platea è dentro
il letto, raccoglierò l'indegno copione.
Antonio Recanatini
Mio fiore, tua sostanza mia apparenza
Guardo il tuo sottile stelo
immagino fragilità.
Catturi il mio istinto di protezione,
vorrei difenderti
sradicarti dalle intemperie
trapiantari nel mio campo protetto, vuoto.
Imparo a conoscerti.
Vedo la tua sostanza,
è caparbia
velata da fragilità apparente.
Vuoi vivere le stagioni,
la pioggia sui petali
l'arsura del sole
l'imprevisto temporale
il gelo della neve,
per rinascere a nuova vita.
La mia sostanza diventa fragile
il mio campo protetto è apparenza,
egoismo velato
con maschera di altruismo.
Davide Caligaris
Non sono un poeta,
non sono uno scrittore,
e non so se...
sarò mai capace di dirti quelle parole
che ogni donna vorrebbe sentirsi dire...
La mia vita è uno specchio in frantumi,
ma da quando i nostri sguardi
si sono incrociati...
quello specchio ha cominciato a ricomporsi
ed ora l'immagine che riflette,
è quella di un uomo che va incontro ad una mano, la tua...
deciso ad afferrarla e non lasciarla più.
Il copione sul palco
Un palco vuoto e la maschera a terra,
le luci spente ed un sogno finito,
riprendere ogni istante abbandonato
e ad occhi aperti mimare il tuo bacio.
Una nuova profezia da inseguire e
dentro il dolore che si infrange
sul mio stomaco, lasciando solo piaghe.
Bramare ed inseguire la tua corsa,
disinteressarmi a me per non morire.
Adoperarsi per mascherare ogni segno,
sentir pulsare il cuore come un'agonia
e quell'infame fine dopo l'ultimo applauso
segue qualche perduta, sfibrante smania.
Ricostruire senza la forza di alzarsi,
senza un suono da inventare
solo con il mio profumo di menta, e poi
ancora aridi deserti sparsi nell'orizzonte.
Ancora un ultimo saluto, meglio di no,
un degradante rifiuto per poter sbuffare.
All'impazzata percorrere strade conformi
disintegrando ogni desueto canto, poi
implorare la mia calma a tenere banco.
La luce non ritorna, il teatro ha finto
l'ultimo lamento e la platea è dentro
il letto, raccoglierò l'indegno copione.
Antonio Recanatini
Mio fiore, tua sostanza mia apparenza
Guardo il tuo sottile stelo
immagino fragilità.
Catturi il mio istinto di protezione,
vorrei difenderti
sradicarti dalle intemperie
trapiantari nel mio campo protetto, vuoto.
Imparo a conoscerti.
Vedo la tua sostanza,
è caparbia
velata da fragilità apparente.
Vuoi vivere le stagioni,
la pioggia sui petali
l'arsura del sole
l'imprevisto temporale
il gelo della neve,
per rinascere a nuova vita.
La mia sostanza diventa fragile
il mio campo protetto è apparenza,
egoismo velato
con maschera di altruismo.
Davide Caligaris