passa dalla lotta, sa il valore di una vittoria. Solo chi passa dalle lacrime, conosce il valore di un sorriso. Questo è Dio ci insegna a vivere, meglio. E a crescere.
La gioia
La mia mente si desti
dalle morte abitudini.
Sulle vette delle Aquile
scoprirò la perfezione,
il mio sforzo incessante
si riempirà dei mille
vincoli della gioia
che seguirà il ritmo
incessante e eterno delle stagioni,
e traccerà sentieri nuovi.
Si accenderanno
nell'Anima
infinite lampade
che rischiareranno il mio cammino.
Faccio opera di nascondimento e di diminuzione. Una matematica che mi sottrae, ripartendomi le logiche. Quando mi sono ritrovata a moltiplicare le basi della mia realtà per le altezze dei miei sogni e il risultato è stato dividermi per due, tra ciò che restava dell'infranto e ciò che mi lasciava definitivamente. Geometrie che perdevano la mia stessa figura su piani irregolari, e solidi a costruire palizzate insormontabili. Non mi piace chiedere. Non oso chiedere. Ricerco parole che mi facciano perimetro di protezione e recinti spinati per non far entrare più nessuno. Mi affronto a testa bassa come se mi giungessi da fuori e ci fosse da temere. Divento preda. Sono arma. Mi sarei salvata se non avessi sparato. Non è come penso. È come sento.
Mariella Buscemi
Mi parlano di te
Mi parlano di te le acque immobili
nelle fontane la notte, il sogno
misterioso della talpa nei cunicoli
di terra, lo sguardo tacito delle pietre
al vertice dell'equinozio, il gioco di capriole
del cane in festa, ma ancor di più
di te mi parla il segno vivo che porti
come una gemma, il tuo segno:
la cicatrice sul labbro – ricordi?
le forbici orfane sul pavimento,
la corsa trafelata d'una madre,
la memoria annebbiata di un bimbo
nel rosso spavento - Fu il tuo primo
indesiderato tatuaggio, autentico
come il dolore, terrificante gioia
- perché di paura respira la gioia –
di un'infanzia che ti segue custode
dei tuoi passi, sempre presente,
quando leggi muovendo le labbra,
quando le serri strette indispettito,
quando le apre una fessura di sorpresa,
un'infanzia che ancora riluce
nel turbine di vita che m'infondi
con ogni lacerante bacio che mi doni.
Con quei baci un granello della tua
cicatrice diventa mio.
Fabrizio Bregoli
La gioia
La mia mente si desti
dalle morte abitudini.
Sulle vette delle Aquile
scoprirò la perfezione,
il mio sforzo incessante
si riempirà dei mille
vincoli della gioia
che seguirà il ritmo
incessante e eterno delle stagioni,
e traccerà sentieri nuovi.
Si accenderanno
nell'Anima
infinite lampade
che rischiareranno il mio cammino.
Faccio opera di nascondimento e di diminuzione. Una matematica che mi sottrae, ripartendomi le logiche. Quando mi sono ritrovata a moltiplicare le basi della mia realtà per le altezze dei miei sogni e il risultato è stato dividermi per due, tra ciò che restava dell'infranto e ciò che mi lasciava definitivamente. Geometrie che perdevano la mia stessa figura su piani irregolari, e solidi a costruire palizzate insormontabili. Non mi piace chiedere. Non oso chiedere. Ricerco parole che mi facciano perimetro di protezione e recinti spinati per non far entrare più nessuno. Mi affronto a testa bassa come se mi giungessi da fuori e ci fosse da temere. Divento preda. Sono arma. Mi sarei salvata se non avessi sparato. Non è come penso. È come sento.
Mariella Buscemi
Mi parlano di te
Mi parlano di te le acque immobili
nelle fontane la notte, il sogno
misterioso della talpa nei cunicoli
di terra, lo sguardo tacito delle pietre
al vertice dell'equinozio, il gioco di capriole
del cane in festa, ma ancor di più
di te mi parla il segno vivo che porti
come una gemma, il tuo segno:
la cicatrice sul labbro – ricordi?
le forbici orfane sul pavimento,
la corsa trafelata d'una madre,
la memoria annebbiata di un bimbo
nel rosso spavento - Fu il tuo primo
indesiderato tatuaggio, autentico
come il dolore, terrificante gioia
- perché di paura respira la gioia –
di un'infanzia che ti segue custode
dei tuoi passi, sempre presente,
quando leggi muovendo le labbra,
quando le serri strette indispettito,
quando le apre una fessura di sorpresa,
un'infanzia che ancora riluce
nel turbine di vita che m'infondi
con ogni lacerante bacio che mi doni.
Con quei baci un granello della tua
cicatrice diventa mio.
Fabrizio Bregoli