beviamo emozioni, perché in esse ci sono i grandi segreti. L'amore non lo capirai mai e non potrai mai spiegarlo, ma potrai provarlo.
Distacco
Pioggia d'autunno scende dentro di me
la mia tristezza rasserena
pioggia d'autunno cade dentro di me
all'improvviso e all'improvviso s'arresta
il peso dei ricordi è rimasto dov'era
nella stazione caliginosa.
La mia tristezza non mi fa soffrire
Non prendo nulla
Il mio ritorno là
Luminoso e gaio
domani sarà il mattino.
Vicine per un'istante
per un attimo ti ho pensato...
sempre distante, scostata da me ti tenevi,
forse non ho mai creduto nella tua morte...
forse solo ieri, ne sono stata cosciente...
ti ringrazio nonna...
per avermi dato l'illusione di non essere
la statua di marmo che ho sempre creduto...
forse perche se fossi viva,
a giorni ci saremo riviste...
"il brivido dell'inverno" lo chiamavo,
perche come s'avicinava il natale,
pesava sulle mie uscite e divertimenti il fatto di dovervi venire a trovare...
e quante proteste, per il viaggio, gli errori sui nomi dei parenti...
un gruppo di sconosciuti che si scambiavano gli auguri di natale...
eppure era divertente,
andare a trovare qulla vecchia galiarda,
e... ametiamolo, romiscatole!!
Non sò cos'eri...
non una nonna sicuro!!
Almeno non le classiche,
niente cipolla, ne sottane e biscchotti appena sfornati.
Piuttosto,
vestitini eleganti, capelli appena acconciati...
e... sempre un occhi al bel dottore...
che ti voglio bene,
non ne ho più dubbi...
se me ne volevi tu...
forse ne ho avuti...
ho posato una rosa rossa sulla tua tomba...
"lo sò... "
sono le parole che vennero alla mia bocca...
per un attimo ti ho sentito accanto.
Anonimo
Anche a Natale...
Anche a Natale... Io lavoro.
Acerbo di mente nel sonno sveglio la notte alle due
dall'ululare parkinsoniano mesto s'alzano i dolori.
In giro alla ricerca di un po' di pace vado, cerco
e trovo in un prato le margherite le più bulbose
non più per giocare con i petali del fiore per colorare
la mia gioventù al gioco del m'ama non m'ama,
per la manna di gustare il sapore del suo bulbo
la mamma della camomilla la migliore prelevo
per bere la tisana della tranquillità interiore.
Fa amare con occhi languidi il paesaggio
per vivere sopravvivendo al fine
sofferente che offre scene di vita triste
così svio nella solitudine salvo i colori belli
li lavo, li profumo e li vesto con le mie fantasie
nel sogno allontanandoli dalla mia cupa realtà.
Anima! I fiori con i colori belli li consegno a te
per te... che sempre più buia puzzi d'incenso
e, inconsciamente percorri la stessa strada rancorosa
da tempo barata d'estrema unzione asfaltata
lunga da arrivare inesorabile alla solita lontananza
che ci frega la vita privata dell'anima con la morte nel corpo.
Anima!
Potevi girare ai molti incroci per improbe prospettive
ti allunghi la vita solo per bellissime e degne emozioni.
Se poeta son tuoi ricordi in poesia emozioni desiderate.
Forte!
La dignità impone la parola in questa realtà
mi invita a proseguire i mirati eventi assaporando
i densi sentimenti che si consumano carboni ardenti
sulla graticola mette fuoco: aria d'onestà diventa
polvere gassosa palpabile al vento invisibile che
vuole andare.... come normale scorre la vita via
così lo vuole per tutti la natura.
Nella tua immensità
oh Dio ne ho necessità,
drogami! La fede con intensità
rendimi l'io folle incosciente nullità
la volontà che svia,
ha la forza giusta per reagire all'infinito...
il suo amore per la vita.
Giampiero Iezzi
Distacco
Pioggia d'autunno scende dentro di me
la mia tristezza rasserena
pioggia d'autunno cade dentro di me
all'improvviso e all'improvviso s'arresta
il peso dei ricordi è rimasto dov'era
nella stazione caliginosa.
La mia tristezza non mi fa soffrire
Non prendo nulla
Il mio ritorno là
Luminoso e gaio
domani sarà il mattino.
Vicine per un'istante
per un attimo ti ho pensato...
sempre distante, scostata da me ti tenevi,
forse non ho mai creduto nella tua morte...
forse solo ieri, ne sono stata cosciente...
ti ringrazio nonna...
per avermi dato l'illusione di non essere
la statua di marmo che ho sempre creduto...
forse perche se fossi viva,
a giorni ci saremo riviste...
"il brivido dell'inverno" lo chiamavo,
perche come s'avicinava il natale,
pesava sulle mie uscite e divertimenti il fatto di dovervi venire a trovare...
e quante proteste, per il viaggio, gli errori sui nomi dei parenti...
un gruppo di sconosciuti che si scambiavano gli auguri di natale...
eppure era divertente,
andare a trovare qulla vecchia galiarda,
e... ametiamolo, romiscatole!!
Non sò cos'eri...
non una nonna sicuro!!
Almeno non le classiche,
niente cipolla, ne sottane e biscchotti appena sfornati.
Piuttosto,
vestitini eleganti, capelli appena acconciati...
e... sempre un occhi al bel dottore...
che ti voglio bene,
non ne ho più dubbi...
se me ne volevi tu...
forse ne ho avuti...
ho posato una rosa rossa sulla tua tomba...
"lo sò... "
sono le parole che vennero alla mia bocca...
per un attimo ti ho sentito accanto.
Anonimo
Anche a Natale...
Anche a Natale... Io lavoro.
Acerbo di mente nel sonno sveglio la notte alle due
dall'ululare parkinsoniano mesto s'alzano i dolori.
In giro alla ricerca di un po' di pace vado, cerco
e trovo in un prato le margherite le più bulbose
non più per giocare con i petali del fiore per colorare
la mia gioventù al gioco del m'ama non m'ama,
per la manna di gustare il sapore del suo bulbo
la mamma della camomilla la migliore prelevo
per bere la tisana della tranquillità interiore.
Fa amare con occhi languidi il paesaggio
per vivere sopravvivendo al fine
sofferente che offre scene di vita triste
così svio nella solitudine salvo i colori belli
li lavo, li profumo e li vesto con le mie fantasie
nel sogno allontanandoli dalla mia cupa realtà.
Anima! I fiori con i colori belli li consegno a te
per te... che sempre più buia puzzi d'incenso
e, inconsciamente percorri la stessa strada rancorosa
da tempo barata d'estrema unzione asfaltata
lunga da arrivare inesorabile alla solita lontananza
che ci frega la vita privata dell'anima con la morte nel corpo.
Anima!
Potevi girare ai molti incroci per improbe prospettive
ti allunghi la vita solo per bellissime e degne emozioni.
Se poeta son tuoi ricordi in poesia emozioni desiderate.
Forte!
La dignità impone la parola in questa realtà
mi invita a proseguire i mirati eventi assaporando
i densi sentimenti che si consumano carboni ardenti
sulla graticola mette fuoco: aria d'onestà diventa
polvere gassosa palpabile al vento invisibile che
vuole andare.... come normale scorre la vita via
così lo vuole per tutti la natura.
Nella tua immensità
oh Dio ne ho necessità,
drogami! La fede con intensità
rendimi l'io folle incosciente nullità
la volontà che svia,
ha la forza giusta per reagire all'infinito...
il suo amore per la vita.
Giampiero Iezzi