e preferisco voltare le spalle che recitare finti sorrisi. Chi mi conosce, mi apprezza, e chi no, francamente, chi se ne frega.
Vivrò solo per te
Ti seguirò con il pensiero
ovunque tu andrai.
Ti porterò con me
ovunque tu lo vorrai.
Sarai l'ombra della mia anima,
la fonte dell'acqua
sorgente di vita,
la voglia matta di ogni tuo sorriso,
sarai per me l'amore da indossare.
Vivrò solo ed unicamente per te.
Mentendo alle paure
Mentendo alle paure
ai tanti medici, angeli in terra di guerra
Mentendo alle paure, cucio le braccia,
una gamba, bendo un occhio,
riattacco quel che penzoloni
s'attarda un po' più in là del corpo.
Sono le bugie distratte
che ciascun angelo nasconde nella mano,
provvedendo a ricovero per i timori,
conforto per le grida che scuotono i muri,
preghiera attardando nell'aria.
Amore non è il mio dire,
non è il mio fare,
ma è affanno il mio ostinato restare,
rabbia il mio vivere,
dolore il mio vedere.
Questo bimbo che saltella
sull'unico arto salvato dal disastro
mi sorride nonostante.
È il suo, l'unico amore rimasto,
l'ingenuo annaspare nel domani.
Persino l'angelo non ha futuro da donare:
basta mi tenga ben salda la mano
e asciughi assieme al sudore sulla faccia,
la lacrima lenta.
Bruno Centomo
Io non so quale sia, o cittadini ateniesi, l'impressione che avete provato nel sentire i miei accusatori. Infatti, per poco anch'io non mi dimenticavo di me stesso, così convincente era il modo in cui parlavano. Eppure di vero, per dirla in breve, non hanno detto proprio nulla. Soprattutto una delle molte menzogne che hanno detto mi ha meravigliato, ossia quando hanno affermato che voi dovevate essere circospetti in modo da non lasciarvi ingannare da me, in quanto sono straordinario nel parlare. E che non provassero vergogna dal momento che io li avrei subito confutati nei fatti, non appena vi sarei apparso essere tutt'altro che straordinario nel parlare, questa mi è sembrata la cosa più vergognosa da parte loro. A meno che non chiamino straordinario nel parlare colui che dice la verità. Infatti, se è questo che intendono, allora potrei ammettere io pure di essere un oratore, ma non come intendono loro. Costoro, dunque, come vi ripeto, hanno detto di vero poco o niente. Invece da me voi udrete tutta quanta la verità.
Però, per Zeus, o cittadini ateniesi, voi non ascolterete da me discorsi ornati con belle frasi e con belle parole, come quelli di costoro e neanche ben ordinati. Udrete, invece, cose dette un po' a caso con le parole che mi capitano. Infatti, sono convinto che sia giusto quanto affermo.
E nessuno di voi si attenda altro da me.
Platone
Vivrò solo per te
Ti seguirò con il pensiero
ovunque tu andrai.
Ti porterò con me
ovunque tu lo vorrai.
Sarai l'ombra della mia anima,
la fonte dell'acqua
sorgente di vita,
la voglia matta di ogni tuo sorriso,
sarai per me l'amore da indossare.
Vivrò solo ed unicamente per te.
Mentendo alle paure
Mentendo alle paure
ai tanti medici, angeli in terra di guerra
Mentendo alle paure, cucio le braccia,
una gamba, bendo un occhio,
riattacco quel che penzoloni
s'attarda un po' più in là del corpo.
Sono le bugie distratte
che ciascun angelo nasconde nella mano,
provvedendo a ricovero per i timori,
conforto per le grida che scuotono i muri,
preghiera attardando nell'aria.
Amore non è il mio dire,
non è il mio fare,
ma è affanno il mio ostinato restare,
rabbia il mio vivere,
dolore il mio vedere.
Questo bimbo che saltella
sull'unico arto salvato dal disastro
mi sorride nonostante.
È il suo, l'unico amore rimasto,
l'ingenuo annaspare nel domani.
Persino l'angelo non ha futuro da donare:
basta mi tenga ben salda la mano
e asciughi assieme al sudore sulla faccia,
la lacrima lenta.
Bruno Centomo
Io non so quale sia, o cittadini ateniesi, l'impressione che avete provato nel sentire i miei accusatori. Infatti, per poco anch'io non mi dimenticavo di me stesso, così convincente era il modo in cui parlavano. Eppure di vero, per dirla in breve, non hanno detto proprio nulla. Soprattutto una delle molte menzogne che hanno detto mi ha meravigliato, ossia quando hanno affermato che voi dovevate essere circospetti in modo da non lasciarvi ingannare da me, in quanto sono straordinario nel parlare. E che non provassero vergogna dal momento che io li avrei subito confutati nei fatti, non appena vi sarei apparso essere tutt'altro che straordinario nel parlare, questa mi è sembrata la cosa più vergognosa da parte loro. A meno che non chiamino straordinario nel parlare colui che dice la verità. Infatti, se è questo che intendono, allora potrei ammettere io pure di essere un oratore, ma non come intendono loro. Costoro, dunque, come vi ripeto, hanno detto di vero poco o niente. Invece da me voi udrete tutta quanta la verità.
Però, per Zeus, o cittadini ateniesi, voi non ascolterete da me discorsi ornati con belle frasi e con belle parole, come quelli di costoro e neanche ben ordinati. Udrete, invece, cose dette un po' a caso con le parole che mi capitano. Infatti, sono convinto che sia giusto quanto affermo.
E nessuno di voi si attenda altro da me.
Platone