sventure altrui. Sapete... un giorno i poveri sventurati potrebbero avere quella sana botta di culo che capovolge decisamente le parti.
Anime randagie
Non so se come definizione
è la più corretta ma
penso che esistano
anime randagie.
Spiriti liberi
a cui puoi dare
un'ora d'amore o un po' di calore,
e mettici pure tutto quello che vuoi,
ma non saranno mai tuoi.
Forse scappano da qualcosa
che non riescono a trovare
e l'unico modo per poterli trattenere
è solo lasciarli andare.
Forse
provano quiete solo nella loro via,
le anime randagie come la mia.
Voi amate il mare, capitano? - Si! L'amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano; è l'immenso deserto in cui l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza straordinaria e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, signor professore, la natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale. Quest'ultimo vi è largamente rappresentato da quattro gruppi di zoofiti, da tre classi di articolati, da cinque classi di molluschi, da tre di vertebrati, dai mammiferi, dai rettili e dalle innumerevoli legioni di pesci, che contano oltre tredicimila specie, di cui un decimo soltanto appartiene all'acqua dolce. Il mare è il grande serbatoio della natura, è dal mare che il globo è, per così dire, incominciato, e chissà che non finisca in lui. Ivi è la calma suprema. Il mare non appartiene ai despoti. Alla sua superficie essi possono ancora esercitare diritti iniqui e battersi, divorarsi, recarvi tutti gli orrori della terra; ma trenta piedi sotto il suo livello, il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce! Ah! signore, vivete, vivete nel seno del mare! Qui soltanto è indipendenza, qui non riconosco padroni, qui sono libero!
Jules Verne
Sogno
Le pareti di questa stanza
bloccano i miei sogni
non mi permettono di vedere
non mi lasciano volare.
Guardo il mio braccio
e osservo le gocce della flebo
che scendono copiose
entrano in me
goccia per goccia
bruciandomi dentro
lasciandomi vuoto.
Vorrei urlare
ma non ne ho più la forza
Ho smesso di guardare con gli occhi
ho imparato a vedere con il Cuore
Ma non basta...
Forse un giorno...
quando i miei occhi vedranno il buio
forse in quel momento...
ricomincerò a sognare
sarà un sogno meraviglioso
un sogno infinito.
Valerio Varaldo
Anime randagie
Non so se come definizione
è la più corretta ma
penso che esistano
anime randagie.
Spiriti liberi
a cui puoi dare
un'ora d'amore o un po' di calore,
e mettici pure tutto quello che vuoi,
ma non saranno mai tuoi.
Forse scappano da qualcosa
che non riescono a trovare
e l'unico modo per poterli trattenere
è solo lasciarli andare.
Forse
provano quiete solo nella loro via,
le anime randagie come la mia.
Voi amate il mare, capitano? - Si! L'amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano; è l'immenso deserto in cui l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza straordinaria e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, signor professore, la natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale. Quest'ultimo vi è largamente rappresentato da quattro gruppi di zoofiti, da tre classi di articolati, da cinque classi di molluschi, da tre di vertebrati, dai mammiferi, dai rettili e dalle innumerevoli legioni di pesci, che contano oltre tredicimila specie, di cui un decimo soltanto appartiene all'acqua dolce. Il mare è il grande serbatoio della natura, è dal mare che il globo è, per così dire, incominciato, e chissà che non finisca in lui. Ivi è la calma suprema. Il mare non appartiene ai despoti. Alla sua superficie essi possono ancora esercitare diritti iniqui e battersi, divorarsi, recarvi tutti gli orrori della terra; ma trenta piedi sotto il suo livello, il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce! Ah! signore, vivete, vivete nel seno del mare! Qui soltanto è indipendenza, qui non riconosco padroni, qui sono libero!
Jules Verne
Sogno
Le pareti di questa stanza
bloccano i miei sogni
non mi permettono di vedere
non mi lasciano volare.
Guardo il mio braccio
e osservo le gocce della flebo
che scendono copiose
entrano in me
goccia per goccia
bruciandomi dentro
lasciandomi vuoto.
Vorrei urlare
ma non ne ho più la forza
Ho smesso di guardare con gli occhi
ho imparato a vedere con il Cuore
Ma non basta...
Forse un giorno...
quando i miei occhi vedranno il buio
forse in quel momento...
ricomincerò a sognare
sarà un sogno meraviglioso
un sogno infinito.
Valerio Varaldo