solo un respiro di malinconia, una solitudine in mezzo a questa notte che non vuole andare via.
Forse mi ero abituato troppo alla felicità ed ora che il mio cuore è in esilio, solo dolore e pianto sovrastano questo immane silenzio.
Sii te stesso con i tuoi pensieri, le tue idee... Meglio essere l'originale di se stessi che la brutta copia di qualcun altro.
Tanta fatica a dare un'educazione esemplare ai propri figli e loro invece seguono il volgare esempio delle persone ignoranti.
Non sono cattivo come tutti mi descrivono, sono molto più buono di tanti esseri umani.
Ci sono legami intimi d'anime che bruciano in un sensuale bacio, saziandosi d'amore.
Farei prima a contare le onde del mare che contare le ore in cui mi manchi.
Siamo in grado di perdonare gli altri, e poi non troviamo pace perché non siamo in grado di perdonare noi stessi.
A mio cugino Salvatore
Ti ho visto dal treno
sconosciuto seminatore campano.
Eri a quattro o cinque passi
dal bove e dall'aratro,
il tuo gesto ampio e generoso
offriva il seme alla terra
come antico rito di vita
conosciuto da sempre.
Mia madre raccontava
antiche storie di famiglia,
mentre il treno andava
verso la città natìa.
Salvatore: Il ricordo andava
a tempi lontani, nozze, vedovanze,
eredità complesse e, soprattutto un cruccio:
con lui il cognome materno avito
finiva nell'oblio della morte prematura.
Ciro Orsi
Forse mi ero abituato troppo alla felicità ed ora che il mio cuore è in esilio, solo dolore e pianto sovrastano questo immane silenzio.
Sii te stesso con i tuoi pensieri, le tue idee... Meglio essere l'originale di se stessi che la brutta copia di qualcun altro.
Tanta fatica a dare un'educazione esemplare ai propri figli e loro invece seguono il volgare esempio delle persone ignoranti.
Non sono cattivo come tutti mi descrivono, sono molto più buono di tanti esseri umani.
Ci sono legami intimi d'anime che bruciano in un sensuale bacio, saziandosi d'amore.
Farei prima a contare le onde del mare che contare le ore in cui mi manchi.
Siamo in grado di perdonare gli altri, e poi non troviamo pace perché non siamo in grado di perdonare noi stessi.
A mio cugino Salvatore
Ti ho visto dal treno
sconosciuto seminatore campano.
Eri a quattro o cinque passi
dal bove e dall'aratro,
il tuo gesto ampio e generoso
offriva il seme alla terra
come antico rito di vita
conosciuto da sempre.
Mia madre raccontava
antiche storie di famiglia,
mentre il treno andava
verso la città natìa.
Salvatore: Il ricordo andava
a tempi lontani, nozze, vedovanze,
eredità complesse e, soprattutto un cruccio:
con lui il cognome materno avito
finiva nell'oblio della morte prematura.
Ciro Orsi