è troppo stanchi, ci vorrebbe soltanto più coraggio, guardarsi negli occhi e dirselo, senza rancore e senza rimpianti.
E quando penso alla mia vita vedo una strada piena di buche, dossi e salite la guardo e mi dico: no! Non ce la farò mai, sono troppo stanca, non ho più le forze per andare avanti. Ma poi mi fermo lì, sul ciglio della strada, e vedo la vita che passa senza che mi degni di uno sguardo, passa diritta come se io non esistessi. Allora raccolgo le mie forze, perché non voglio solo guardare la mia vita che passa. Voglio viverla.
Le vere tragedie, sono quelle che non riesci a condividere, le vivi dentro di te, spesso, senza lasciar trapelare nulla a nessuno, perché sai che c'è chi non capirebbe, chi fingerebbe un falso interesse e chi proverebbe compassione. E tu non sei una da palcoscenico, non hai bisogno di tutto questo ma soltanto di pace e di serenità.
Sono i dubbi a renderti le cose impossibili. E poi pensi e ripensi, ma tutto rimane fermo ad un punto se nessuno ti dà delle risposte.
Fin quando hai rabbia dentro sei armato, poi ti arma l'indifferenza.
Se mai dovessimo perderci ricordati della luna. Ti aspetto lì la notte.
Se il futuro non è più nella terra, lo si cerca nell'universo.
Era un destino beffardo il nostro, dove ti incontri come in un sogno per poi trasformarsi in speranza.
Bello è assai, è cominciato a piovere insomma, una
somma significativa di gocce come le mosche di
vetro, diamine, che finezze si va a cercare quest'estate
che è già sistemata, porta tre sacchi di pettinature con
sei crocchie e ops, è completamente sospesa col
culo in su fra rami di pruni, accanto alla
casa, solo che è un po' esagerata mentre si
atteggia a merlettaia di quella strangolata più tardi
la sera, ahi, con delle calze verdognole a rete.
Herta Müller
E quando penso alla mia vita vedo una strada piena di buche, dossi e salite la guardo e mi dico: no! Non ce la farò mai, sono troppo stanca, non ho più le forze per andare avanti. Ma poi mi fermo lì, sul ciglio della strada, e vedo la vita che passa senza che mi degni di uno sguardo, passa diritta come se io non esistessi. Allora raccolgo le mie forze, perché non voglio solo guardare la mia vita che passa. Voglio viverla.
Le vere tragedie, sono quelle che non riesci a condividere, le vivi dentro di te, spesso, senza lasciar trapelare nulla a nessuno, perché sai che c'è chi non capirebbe, chi fingerebbe un falso interesse e chi proverebbe compassione. E tu non sei una da palcoscenico, non hai bisogno di tutto questo ma soltanto di pace e di serenità.
Sono i dubbi a renderti le cose impossibili. E poi pensi e ripensi, ma tutto rimane fermo ad un punto se nessuno ti dà delle risposte.
Fin quando hai rabbia dentro sei armato, poi ti arma l'indifferenza.
Se mai dovessimo perderci ricordati della luna. Ti aspetto lì la notte.
Se il futuro non è più nella terra, lo si cerca nell'universo.
Era un destino beffardo il nostro, dove ti incontri come in un sogno per poi trasformarsi in speranza.
Bello è assai, è cominciato a piovere insomma, una
somma significativa di gocce come le mosche di
vetro, diamine, che finezze si va a cercare quest'estate
che è già sistemata, porta tre sacchi di pettinature con
sei crocchie e ops, è completamente sospesa col
culo in su fra rami di pruni, accanto alla
casa, solo che è un po' esagerata mentre si
atteggia a merlettaia di quella strangolata più tardi
la sera, ahi, con delle calze verdognole a rete.
Herta Müller