dimenticare, abbastanza per andare avanti.
Mi rifugiai in quello che sembrava l'angolo più segreto e misterioso di me. Per cercare, qualunque essa fosse, la postazione più consona per guardare la mia mente. Forse, perché abbiamo tutto questo, che molti non conosceranno mai e che vorrebbero a qualunque costo. Ricordi? Una leggera malinconica felicità, di averti e non averti. Di averti, ma non del tutto e non come vorrei.
Il viso invecchia, il corpo cambia, i movimenti rallentano e il cuore continua a battere con la sua stessa intensità e quando parlo così, non mi riferisco ai battiti cardiaci, ma al cuore inteso come anima. Questa è la vita, scorre inesorabile, portandoci via giovinezza e freschezza, ma non porta mai con sé la voglia di vivere, di sognare, di amare.
La nostra mente semina nella fantasia un chicco di desiderio per poi raccogliere fruttuosi sogni.
Orgoglio
Mi manchi, mi mancherai.
Ti manco, ti mancherò.
Approdati sulla stessa spiaggia del non ritorno.
Orgoglio ferito.
Lasciate le ali mentre si spiccava il volo, siamo caduti come angeli dal cielo.
Vite parallele, vite spezzate, vite rubate, vite separate... per sempre.
Orgoglio ferito.
Il cuore si ribella, passa il tempo il ricordo di noi è sempre più bello.
Mi manchi, ti mancherò.
Indietro non tornerò.
Ada Roggio
Onore
Porto in salvo queste lacrime
sulla pelle del silenzio.
Fragile, eterna
volteggia la luna
colando su acque raspose.
Lungo il fiume scorre
la speranza di altri sguardi,
nuove maestranze.
Graffia il mattino
oramai
l'urlo delle fronde.
Vacilla il vento
palpitano i saccenti;
è il tempo,
sono pagine
dove scolpire
il rito dell'onore.
Michele Gentile
Seduta, qui davanti ad un binario, malinconia di un attimo, sorrido, e penso prenderò quel treno, arriverò a lui lo guarderò negli occhi, un attimo, e gli dirò perché hai lasciato che ti amassi perché hai lasciato che vivessi senza te!? Prendo il treno, penso, gli racconterò del vuoto immenso che vive in me, lo guarderò acccarezzerò il suo volto, gli chiederò perché hai lasciato che ti amassi!? Perché!? No! Non piangerò, non voglio piangere non serve a nulla, sorrido con sarcasmo, guardo quel binario che sembra arrivare alla luna, ove i miei sogni vivono, non prenderò mai quel treno, non lo guarderò mai negli occhi, e mai gli chiederò perché, non importa in fondo era sogno, solo uno stupido sogno che lascia in me uno stupido immenso vuoto!
Susan Randall
Mi rifugiai in quello che sembrava l'angolo più segreto e misterioso di me. Per cercare, qualunque essa fosse, la postazione più consona per guardare la mia mente. Forse, perché abbiamo tutto questo, che molti non conosceranno mai e che vorrebbero a qualunque costo. Ricordi? Una leggera malinconica felicità, di averti e non averti. Di averti, ma non del tutto e non come vorrei.
Il viso invecchia, il corpo cambia, i movimenti rallentano e il cuore continua a battere con la sua stessa intensità e quando parlo così, non mi riferisco ai battiti cardiaci, ma al cuore inteso come anima. Questa è la vita, scorre inesorabile, portandoci via giovinezza e freschezza, ma non porta mai con sé la voglia di vivere, di sognare, di amare.
La nostra mente semina nella fantasia un chicco di desiderio per poi raccogliere fruttuosi sogni.
Orgoglio
Mi manchi, mi mancherai.
Ti manco, ti mancherò.
Approdati sulla stessa spiaggia del non ritorno.
Orgoglio ferito.
Lasciate le ali mentre si spiccava il volo, siamo caduti come angeli dal cielo.
Vite parallele, vite spezzate, vite rubate, vite separate... per sempre.
Orgoglio ferito.
Il cuore si ribella, passa il tempo il ricordo di noi è sempre più bello.
Mi manchi, ti mancherò.
Indietro non tornerò.
Ada Roggio
Onore
Porto in salvo queste lacrime
sulla pelle del silenzio.
Fragile, eterna
volteggia la luna
colando su acque raspose.
Lungo il fiume scorre
la speranza di altri sguardi,
nuove maestranze.
Graffia il mattino
oramai
l'urlo delle fronde.
Vacilla il vento
palpitano i saccenti;
è il tempo,
sono pagine
dove scolpire
il rito dell'onore.
Michele Gentile
Seduta, qui davanti ad un binario, malinconia di un attimo, sorrido, e penso prenderò quel treno, arriverò a lui lo guarderò negli occhi, un attimo, e gli dirò perché hai lasciato che ti amassi perché hai lasciato che vivessi senza te!? Prendo il treno, penso, gli racconterò del vuoto immenso che vive in me, lo guarderò acccarezzerò il suo volto, gli chiederò perché hai lasciato che ti amassi!? Perché!? No! Non piangerò, non voglio piangere non serve a nulla, sorrido con sarcasmo, guardo quel binario che sembra arrivare alla luna, ove i miei sogni vivono, non prenderò mai quel treno, non lo guarderò mai negli occhi, e mai gli chiederò perché, non importa in fondo era sogno, solo uno stupido sogno che lascia in me uno stupido immenso vuoto!
Susan Randall