strutture infinite, sempre diverse, mai uguali. È un luogo unico, che ha sempre origine da una strada piccola, spesso in penombra, quella che forse non avevamo considerato, ma che posta sul lato dei pensieri raccolti nella scatola delle emozioni più vere, ad un certo punto si fa largo per farsi sempre più spazio fino ad aprire cieli, costruire ponti, elevare montagne, creare strade dove incontriamo e ci ricongiungiamo con le parti perdute di noi stessi.
Metto la cipria –
riposta nel cassetto
color ciliegio.
Dove c'è un grande amore non possono non esserci grandi felicità.
Aleggia nell'aria il silenzio
di un bianco fiore
bagnato di pianto
e di pregnante preghiera.
l'estremo saluto oscurò
la valle di dolore...
del piccolo fiore.
E poi arrivi tu
a restituirmi quella parte di me
che avevo perso.
Mi guardi,
ti guardo.
Sorridi,
arrossisco.
Mi dici,
balbetto.
Ti avvicini.
Mi prendi il viso tra le mani...
... ed io capisco...
Mi guardo allo specchio
e fatico a riconoscermi
così mi rendo conto
di non esser riuscito
a diventare ciò
che avrei desiderato
una persona realizzata
con una propria famiglia
purtroppo questo sogno
con il trascorrere degli anni
si è trasformato in utopia
e ora sento in bocca
il sapore amaro
dell'ennesima sconfitta.
I Cinquestelle? Un tentativo di mediocrazia al potere!
Io ti vidi ed ebbi la strana sensazione di averti amata da sempre.
L'indifferenza pastosa del cuore, non assorbirà mai una sola goccia di sensibilità per ammorbidire le sue ragioni.
Ritagli di tempo,
e pensieri tra le righe
di un quaderno troppo vero.
Giorni senza fiato e notti senza pudore,
a riempire spazi immaginari.
Ti affacci a una finestra,
e respiri forte fino a sentir girare la testa.
Tra le mani una chitarra,
e nella testa qualche nota scanzonata.
Lampi di pensieri,
luci e ombre riflesse su uno specchio reclinato,
e mentre pizzichi le corde che vibrano,
note danzano sinuose e ignare,
e nuove voci si rincorrono nell'aria,
rimbalzano nella testa e poi scivolano via,
sotto una luna timida
che gioca ignara dietro al suo cielo.
Don Juan
Metto la cipria –
riposta nel cassetto
color ciliegio.
Dove c'è un grande amore non possono non esserci grandi felicità.
Aleggia nell'aria il silenzio
di un bianco fiore
bagnato di pianto
e di pregnante preghiera.
l'estremo saluto oscurò
la valle di dolore...
del piccolo fiore.
E poi arrivi tu
a restituirmi quella parte di me
che avevo perso.
Mi guardi,
ti guardo.
Sorridi,
arrossisco.
Mi dici,
balbetto.
Ti avvicini.
Mi prendi il viso tra le mani...
... ed io capisco...
Mi guardo allo specchio
e fatico a riconoscermi
così mi rendo conto
di non esser riuscito
a diventare ciò
che avrei desiderato
una persona realizzata
con una propria famiglia
purtroppo questo sogno
con il trascorrere degli anni
si è trasformato in utopia
e ora sento in bocca
il sapore amaro
dell'ennesima sconfitta.
I Cinquestelle? Un tentativo di mediocrazia al potere!
Io ti vidi ed ebbi la strana sensazione di averti amata da sempre.
L'indifferenza pastosa del cuore, non assorbirà mai una sola goccia di sensibilità per ammorbidire le sue ragioni.
Ritagli di tempo,
e pensieri tra le righe
di un quaderno troppo vero.
Giorni senza fiato e notti senza pudore,
a riempire spazi immaginari.
Ti affacci a una finestra,
e respiri forte fino a sentir girare la testa.
Tra le mani una chitarra,
e nella testa qualche nota scanzonata.
Lampi di pensieri,
luci e ombre riflesse su uno specchio reclinato,
e mentre pizzichi le corde che vibrano,
note danzano sinuose e ignare,
e nuove voci si rincorrono nell'aria,
rimbalzano nella testa e poi scivolano via,
sotto una luna timida
che gioca ignara dietro al suo cielo.
Don Juan