sfondare quella porta dove i mie ricordi, sono in ostaggio. Nulla, non ce la faccio. Vedo volti intorno a me che potrebbero essermi familiari, mi accarezzano, mi baciano, sussurrano: Mamma. Li guardo e cerco di capire se c'è in loro, anche la più piccola, flebile traccia, di un mio ricordo. Il buio, nessuna immagine viene proiettata solo uno schermo nero, nessun colore, odore, il vuoto, un buco profondo. Ma se qualcuno adesso volesse sapere chi sono, e come mi chiamo risponderei: Alzheimer.
Signor tra le tende schierati
per salutar il dì che muor
le note di canti accorati
leviamo a te, calde d'amor.
Ascolta tu l'umil preghiera
che d'aspro suol s'ode innalzar
a te cui mancava, la sera,
un tetto ancor per riposar.
Chiedon sol tutti i nostri cuori
a te sempre meglio servir,
genufletton qui nel pian
i tuoi esplorator.
Tu dal ciel benedici o Signor.
Anonimo
Amore
Amore, mai parola più dolce fu creata;
Amore, breve ma intensa.
Donna, passione, tu che tramuti il sonno... nella ragione
Tu che di sole scaldi e tutt'intorno è passione.
Ogni giorno è sempre gradito come questa pioggia
Tu la trasformi in miele. È sempre domenica.
Amore, mare che tra onde trascini me e il mio cuore.
Tu che dai tanto e tutto trasformi.
Tu che mi fai sentire in sintonia con l'infinito.
Tu che porgi questo calice di aceto e lo trasformi in vino.
Antonello Di Leo
La pietra e la goccia
Forte si pone,
in fronte alla goccia,
la prepotente roccia,
di dura consistenza,
e senza dubbi di esistenza,
disse alla goccia:
"piccola fragile e senza speranza
mentre io vivo in eterno
la tua fine avanza."
Timida e silenziosa,
la sua strada verso il basso,
la goccia prosegue,
e con lieve rumore,
sulla roccia cadde.
Con aria di vittoria,
e credendo la goccia,
ormai storia,
cresce nella roccia,
grande gloria,
e silenziosa la goccia
nella roccia infiltra,
trasformandosi in ghiaccio,
spezzando della roccia,
il presunto coraggio.
Saimon Pace
Signor tra le tende schierati
per salutar il dì che muor
le note di canti accorati
leviamo a te, calde d'amor.
Ascolta tu l'umil preghiera
che d'aspro suol s'ode innalzar
a te cui mancava, la sera,
un tetto ancor per riposar.
Chiedon sol tutti i nostri cuori
a te sempre meglio servir,
genufletton qui nel pian
i tuoi esplorator.
Tu dal ciel benedici o Signor.
Anonimo
Amore
Amore, mai parola più dolce fu creata;
Amore, breve ma intensa.
Donna, passione, tu che tramuti il sonno... nella ragione
Tu che di sole scaldi e tutt'intorno è passione.
Ogni giorno è sempre gradito come questa pioggia
Tu la trasformi in miele. È sempre domenica.
Amore, mare che tra onde trascini me e il mio cuore.
Tu che dai tanto e tutto trasformi.
Tu che mi fai sentire in sintonia con l'infinito.
Tu che porgi questo calice di aceto e lo trasformi in vino.
Antonello Di Leo
La pietra e la goccia
Forte si pone,
in fronte alla goccia,
la prepotente roccia,
di dura consistenza,
e senza dubbi di esistenza,
disse alla goccia:
"piccola fragile e senza speranza
mentre io vivo in eterno
la tua fine avanza."
Timida e silenziosa,
la sua strada verso il basso,
la goccia prosegue,
e con lieve rumore,
sulla roccia cadde.
Con aria di vittoria,
e credendo la goccia,
ormai storia,
cresce nella roccia,
grande gloria,
e silenziosa la goccia
nella roccia infiltra,
trasformandosi in ghiaccio,
spezzando della roccia,
il presunto coraggio.
Saimon Pace