che sarà un bellissimo giorno, mi incammino con la certezza che dovrò essere forte e mi vesto dei sorrisi del cuore, affinché niente e nessuno potrà rovinare il miracolo della vita, questo nuovo giorno.
Giudicare non è mai buona cosa, tuttavia, spesso è così irrefrenabile in noi il bisogno di esprimere valutazioni su l'essere umano, da perdere di vista un elemento fondamentale: la consapevolezza che l'uomo è un essere imperfetto e che tutti noi apparteniamo a codesta specie. A tal proposito è sempre saggio, prima di emettere giudizi, esaminare a fondo il nostro operato, anche verso colui che è posto in sentenza.
La vita è avara di certezze. Difendine almeno una: la tua famiglia.
La vita ti invita sempre alla tristezza, tu declina e digli che sei abbonato alla felicità.
Amore che mi fa vivere
Ruvide mani sfiorano le ombre
di queste mie labbra dipinte di rosso,
e cadendo sul velo roseo di un sospiro
raccontano il piacere dell'amore.
Speciale stretta di un pugno di passione
che raccoglie sul suo palmo il mio caldo respiro.
Gli occhi non vedono e la mente s'abbandona
sotto una coperta color porpora,
sotto un amore che vive e mi fa vivere.
Federica Colarossi
Non chiedere troppo.
Un giorno chiesi alla zebra:
sei una zebra bianca con strisce nere
o sei nera con strisce bianche?
La zebra guardandomi mi chiese:
sei tu un uomo agitato con alcuni istanti tranquilli
o sei un uomo tranquillo con alcuni attimi agitati?
sei un tipo trasandato con alcuni modi ordinati
o sei un tipo ordinato con alcune cose trasandate?
Sei un uomo felice con alcuni attimi di tristezza
o sei triste con alcuni momenti di felicità?
Non chiederò mai più alla zebra delle sue strisce.
Luca Dep
Nel settembre 2001 in ogni scuola vi furono tre minuti di silenzio in memoria delle vittime, in seguito all'attentato alle Twin Towers.
In una quinta elementare, una classe piuttosto vivace, pertanto tre minuti di silenzio erano faccenda assai seria. Spiegai dunque le motivazioni con pathos e gravità e poi berciai: E ora osserveremo tre minuti di rigoroso silenzio ( Enunciato seguito da occhiata assassina).
Al termine, uno dei più pestiferi era quasi in lacrime ed esplose:
- Io... io... non ho capito cos'è che dovevamo guardare!
Anonimo
Giudicare non è mai buona cosa, tuttavia, spesso è così irrefrenabile in noi il bisogno di esprimere valutazioni su l'essere umano, da perdere di vista un elemento fondamentale: la consapevolezza che l'uomo è un essere imperfetto e che tutti noi apparteniamo a codesta specie. A tal proposito è sempre saggio, prima di emettere giudizi, esaminare a fondo il nostro operato, anche verso colui che è posto in sentenza.
La vita è avara di certezze. Difendine almeno una: la tua famiglia.
La vita ti invita sempre alla tristezza, tu declina e digli che sei abbonato alla felicità.
Amore che mi fa vivere
Ruvide mani sfiorano le ombre
di queste mie labbra dipinte di rosso,
e cadendo sul velo roseo di un sospiro
raccontano il piacere dell'amore.
Speciale stretta di un pugno di passione
che raccoglie sul suo palmo il mio caldo respiro.
Gli occhi non vedono e la mente s'abbandona
sotto una coperta color porpora,
sotto un amore che vive e mi fa vivere.
Federica Colarossi
Non chiedere troppo.
Un giorno chiesi alla zebra:
sei una zebra bianca con strisce nere
o sei nera con strisce bianche?
La zebra guardandomi mi chiese:
sei tu un uomo agitato con alcuni istanti tranquilli
o sei un uomo tranquillo con alcuni attimi agitati?
sei un tipo trasandato con alcuni modi ordinati
o sei un tipo ordinato con alcune cose trasandate?
Sei un uomo felice con alcuni attimi di tristezza
o sei triste con alcuni momenti di felicità?
Non chiederò mai più alla zebra delle sue strisce.
Luca Dep
Nel settembre 2001 in ogni scuola vi furono tre minuti di silenzio in memoria delle vittime, in seguito all'attentato alle Twin Towers.
In una quinta elementare, una classe piuttosto vivace, pertanto tre minuti di silenzio erano faccenda assai seria. Spiegai dunque le motivazioni con pathos e gravità e poi berciai: E ora osserveremo tre minuti di rigoroso silenzio ( Enunciato seguito da occhiata assassina).
Al termine, uno dei più pestiferi era quasi in lacrime ed esplose:
- Io... io... non ho capito cos'è che dovevamo guardare!
Anonimo