Non ti rimane più niente, il cuore si è fermato non c'è più battito, inerme, e deforme dal dolore che è restato spietato, e tu piegato resti inginocchiato quasi a sperare che tutto sia un brutto incubo, e che da lì a poco ti sveglierai, e tutto tornerà come prima, se non meglio, così speri ma sai che non è così, non più, e cedi, nemmeno più l'anima ti è restata, anch'essa ha smesso di vivere divorata dal dolore.
Non puoi capire la sensibilità se non sei sensibile.
Il mio cuore? L'hai portato con te quando sei andato via.
A volte, sai, mi capita di sentirmi un po' triste, solo, ma poi tutto passa sapendo che tu sei sempre qui con me.
Qui nel mio cuore.
Trapassa lento
questo freddo inverno
- il ghiaccio scioglie.
Unica nel tuo sorriso fragile,
con il tuo sorriso semplice,
e quelle labbra da baciare.
Unica come ogni stella,
ma tu sei la più bella,
nel firmamento del cielo.
Unica, e c'è un perché,
nessuna mi fa battere
il cuore come lo fai te.
Perché tu sei Unica,
e nessuna è come te.
E dopo la rabbia, arriva la compassione, sparando sui cadaveri non si ottiene mai niente.
Chissà se c'è un dove per ogni quando. Chissà se lo sai, che quando scende la sera mi manca una stella.
Il tuo sorriso mi ha rubato il cuore, strappando via l'infelicità.
A Zacinto
Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque
cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.
Ugo Foscolo
Non puoi capire la sensibilità se non sei sensibile.
Il mio cuore? L'hai portato con te quando sei andato via.
A volte, sai, mi capita di sentirmi un po' triste, solo, ma poi tutto passa sapendo che tu sei sempre qui con me.
Qui nel mio cuore.
Trapassa lento
questo freddo inverno
- il ghiaccio scioglie.
Unica nel tuo sorriso fragile,
con il tuo sorriso semplice,
e quelle labbra da baciare.
Unica come ogni stella,
ma tu sei la più bella,
nel firmamento del cielo.
Unica, e c'è un perché,
nessuna mi fa battere
il cuore come lo fai te.
Perché tu sei Unica,
e nessuna è come te.
E dopo la rabbia, arriva la compassione, sparando sui cadaveri non si ottiene mai niente.
Chissà se c'è un dove per ogni quando. Chissà se lo sai, che quando scende la sera mi manca una stella.
Il tuo sorriso mi ha rubato il cuore, strappando via l'infelicità.
A Zacinto
Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque
cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.
Ugo Foscolo