donandolo per amori impossibili. Hanno finito le lacrime superando delusioni. Però non le hai mai viste cadere, non si sono mai mostrate distrutte e non si sono mai dichiarate sconfitte. Hanno la vita dentro, occhi che brillano e sorrisi che spiazzano. Loro non si rendono conto della bellezza che traspaiano, ma hanno la certezza del valore che hanno. Le persone vere non hanno mai un punto di fine per se stesse, loro ricominciano sempre. La parola "fine" la regalano solo a coloro che non vogliono nel loro futuro.
Lasciati abbracciare, lasciami accarezzare questa poesia di emozioni, dimentica il mondo ma ti prego stringimi!
Non c'è scoperta più bella di quella di ritrovare se stessi.
Hai donato la tua vita
sopportando la salita;
hai assorbito il mio dolore,
inchiodato sulla croce;
hai risposto a chi ti offese,
con dolcezza e a braccia tese!
E poi
c'è una vita
dalle porte chiuse,
fatta di battaglie
e di ferite,
dove non ci sono
vincitori ma solo
un prigioniero.
Vorrei essere del mattino la tua prima colazione,
la bici che ogni giorno ti porta a destinazione,
vorrei essere ma sono tra le tante persone,
chi ogni sera ti regala il suo cuore.
Cala la sera
il sole ombreggia il colle
il cielo pregnante di rosso
la notte avanza deliziosamente,
l'attesa della quiete accalca la mente,
la certezza è, che qualcuno mi ama.
Vorrei poter rompere le sbarre della gabbia che ti tiene prigioniero, farti aprire le ali e farti volare lontano.
Se considerassi imbecille chi non la pensa come me, l'imbecille sarei io.
La rotonda sul mare
È vero a volte, sì,
a volte anch'io mi fermo accanto
la rotonda sul mare
e guardo l'orizzonte che si chiude
per riscaldarmi un po' con quei colori.
Sì, a volte anch'io
ricordo come l'uomo possa amare
e rido di tutte le guerre
e le disgrazie
con versi immacolati di speranza.
Già, a volte anch'io,
e tra le fiamme gialle del tramonto
mi alzo, e scalzo
ritorno nel mio mondo bianco e nero
dove la mia rotonda
non è che un'illusione e nulla più.
Daniele Curir
Lasciati abbracciare, lasciami accarezzare questa poesia di emozioni, dimentica il mondo ma ti prego stringimi!
Non c'è scoperta più bella di quella di ritrovare se stessi.
Hai donato la tua vita
sopportando la salita;
hai assorbito il mio dolore,
inchiodato sulla croce;
hai risposto a chi ti offese,
con dolcezza e a braccia tese!
E poi
c'è una vita
dalle porte chiuse,
fatta di battaglie
e di ferite,
dove non ci sono
vincitori ma solo
un prigioniero.
Vorrei essere del mattino la tua prima colazione,
la bici che ogni giorno ti porta a destinazione,
vorrei essere ma sono tra le tante persone,
chi ogni sera ti regala il suo cuore.
Cala la sera
il sole ombreggia il colle
il cielo pregnante di rosso
la notte avanza deliziosamente,
l'attesa della quiete accalca la mente,
la certezza è, che qualcuno mi ama.
Vorrei poter rompere le sbarre della gabbia che ti tiene prigioniero, farti aprire le ali e farti volare lontano.
Se considerassi imbecille chi non la pensa come me, l'imbecille sarei io.
La rotonda sul mare
È vero a volte, sì,
a volte anch'io mi fermo accanto
la rotonda sul mare
e guardo l'orizzonte che si chiude
per riscaldarmi un po' con quei colori.
Sì, a volte anch'io
ricordo come l'uomo possa amare
e rido di tutte le guerre
e le disgrazie
con versi immacolati di speranza.
Già, a volte anch'io,
e tra le fiamme gialle del tramonto
mi alzo, e scalzo
ritorno nel mio mondo bianco e nero
dove la mia rotonda
non è che un'illusione e nulla più.
Daniele Curir