screditarlo, facendo sembrare che quelle parole siano il parto di un pazzo e mettendone quindi in dubbio le sue facoltà critiche, o peggio, inducendo l'opinione pubblica a pensare che siano elaborazioni intellettuali che lasciano il tempo che trovano e avulse dalla realtà, quella realtà al di fuori della quale non si può andare, combattere o tanto meno cambiare. L'opera magistrale di chi vuole mantenere in vita questo sistema è far credere che dipenda esclusivamente dall'individuo liberarsene, prosciugandone contemporaneamente ogni risorsa perché ne possa uscire.
Box Office
- Giulia: Sei ancora qua? Ma perché non te ne vai un po' a casa?
- Sabina: Io ti ho capito sai... tu mi vuoi mandare via. Quando avevo la febbre, il ginocchio sbucciato, il mal di pancia, la varicella sbucavi tu fuori con lo sciroppo, il cerotto, il termometro.
- Giulia: E tu scappavi.
- Sabina: Però mi prendevi sempre e comunque. Adesso lo faccio io.
Il suicidio
Un baratro
decostruito,
disperato,
della vita.
È un vuoto
di fantasia,
salto cieco e
la perdita
d'identità.
Sì siffatta
la perdita
di speranza;
con il cranio
ché aperto,
la figura
dei cari
che piangono.
Non ne resta
traccia alcuna
nei secoli
che seguono,
solo 'l corpo
divorato
da un male:
la vita.
Luca Vitali Rosati
Credo che ascoltare non voglia solo dire accogliere parole, toni e suoni con attenzione ed amore, (anche se questo sarebbe già molto!) Ma udire la musica che si crea intimamente ed osservare con la vista interiore la strana danza colorata, che avviene combinando insieme le parole ascoltate dall'altro e le vibrazioni dei propri pensieri. Riconoscere tra quest'ultime vibrazioni quelle che giudicano opprimendo, difendono opponendo, distruggono assordando... e accarezzandole accompagnarle un po' più in là per accudirle in un secondo momento. Trovare in quelle forme danzanti quelle più liquide e fluide perché ad esse da entrambi è affidata la missione della cura. Nell'ascolto c'è sempre un tentativo di comprensione e se questa comprensione avviene anche solo minimamente, le risposte conterranno un grosso potenziale di cura.
Fiorella Giachino
Box Office
- Giulia: Sei ancora qua? Ma perché non te ne vai un po' a casa?
- Sabina: Io ti ho capito sai... tu mi vuoi mandare via. Quando avevo la febbre, il ginocchio sbucciato, il mal di pancia, la varicella sbucavi tu fuori con lo sciroppo, il cerotto, il termometro.
- Giulia: E tu scappavi.
- Sabina: Però mi prendevi sempre e comunque. Adesso lo faccio io.
Il suicidio
Un baratro
decostruito,
disperato,
della vita.
È un vuoto
di fantasia,
salto cieco e
la perdita
d'identità.
Sì siffatta
la perdita
di speranza;
con il cranio
ché aperto,
la figura
dei cari
che piangono.
Non ne resta
traccia alcuna
nei secoli
che seguono,
solo 'l corpo
divorato
da un male:
la vita.
Luca Vitali Rosati
Credo che ascoltare non voglia solo dire accogliere parole, toni e suoni con attenzione ed amore, (anche se questo sarebbe già molto!) Ma udire la musica che si crea intimamente ed osservare con la vista interiore la strana danza colorata, che avviene combinando insieme le parole ascoltate dall'altro e le vibrazioni dei propri pensieri. Riconoscere tra quest'ultime vibrazioni quelle che giudicano opprimendo, difendono opponendo, distruggono assordando... e accarezzandole accompagnarle un po' più in là per accudirle in un secondo momento. Trovare in quelle forme danzanti quelle più liquide e fluide perché ad esse da entrambi è affidata la missione della cura. Nell'ascolto c'è sempre un tentativo di comprensione e se questa comprensione avviene anche solo minimamente, le risposte conterranno un grosso potenziale di cura.
Fiorella Giachino