mi riferisco a quella delle persone comuni del passato, si scopre che le favole un tempo erano l'ordinario e che siamo noi oggi ad attribuirgli quel termine. Chissà, forse, se quelle stesse persone potessero leggere la nostra di storia, chiamerebbero queste fantasie o, peggio ancora, incubi. Noi non abbiamo perso la capacità di credere alle favole ma la volontà di rendere la nostra vita d'ogni giorno un'autentica favola, presi come siamo da altri interessi che, però, ci relegano al margine della vita privata nascondendoci all'altro, oltre che a noi stessi, senza dare modo a nessuno di conoscerci davvero. In realtà, così facendo, non diamo la possibilità neanche a noi stessi così che perpetriamo la strada del bisogno presto appagato, di un surrogato della felicità che lascia ancora una volta un vuoto e quell'alienazione che, per vizio, chiamiamo realtà, verità, ma che è solo l'incubo dalla quale non sappiamo, in molti non vogliamo, svegliarci.
Quando ti senti dire "mi manchi" e non riesci ad esser di conforto perché invero manchi anche a te.
Lui, era collirio per i miei occhi.
La menzogna vive nel cuore di chi non crede nemmeno a se stesso.
Ci sono quei sogni che rimango appesi su un orizzonte. Desideri disegnati negli occhi.
Ci si innamora del mare,
senza saper nuotare.
Del cielo,
senza mai,
riuscir a volare.
Il come trovare qualcosa per non ricordare...
solo un piccolo particolare...
quel tanto per... dimenticare...
un difetto... uno stiletto...
ma ogni minima imperfezione,
mi appare come una benedizione.
Ogni tuo difetto resta qualcosa di speciale.
Ti amo dalla A alla Z.
Un alfabeto pieno d'Amore,
e vivo nella mia Eterna Dannazione.
Ì ve sento penziere mieje
Ncielo s'è spase nu lenzuolo niro
chiòve primma nu poco po' assaje
'a stanza s'è fatta scura 'e gelata.
I' ve sento penziere mieje
ca nun parlate, diciteme: addò iate?
Ah sta pucundrìa ca vene a 'ncuità
ca saglie stregne e affoca!
Miette vela e iammo luntano core
scappammo primma ca cchiù s'accoste
e st'ànema ca tutto sente struje.
Addà passà st'ombra, addà passà
s'addà sbruglià stu velo niro!
Vattènne, vattènne aria d'autunno
nun te sta cu me abbracciata!
Angelo Michele Cozza
La pioggia
Non ho dubbi.
rimpiango la pioggia.
Sospiro per una sua goccia.
Cerco il suo umidore.
La sua carezza liquida.
Il ritmo del suo cadere.
Il luccichio.
La sua trasparenza.
Quel velo di pulito.
L'armonia col malinconico.
Ho nostalgia.
La voglia di ripararsi all'asciutto.
E stare lì.
A guardarla.
A Sentirla.
A Pensare.
E poi scordarla.
Accoccolarsi.
Amarsi.
Tanto fuori piove.
... non ho dubbi.
Rosaria Esposito
Quando ti senti dire "mi manchi" e non riesci ad esser di conforto perché invero manchi anche a te.
Lui, era collirio per i miei occhi.
La menzogna vive nel cuore di chi non crede nemmeno a se stesso.
Ci sono quei sogni che rimango appesi su un orizzonte. Desideri disegnati negli occhi.
Ci si innamora del mare,
senza saper nuotare.
Del cielo,
senza mai,
riuscir a volare.
Il come trovare qualcosa per non ricordare...
solo un piccolo particolare...
quel tanto per... dimenticare...
un difetto... uno stiletto...
ma ogni minima imperfezione,
mi appare come una benedizione.
Ogni tuo difetto resta qualcosa di speciale.
Ti amo dalla A alla Z.
Un alfabeto pieno d'Amore,
e vivo nella mia Eterna Dannazione.
Ì ve sento penziere mieje
Ncielo s'è spase nu lenzuolo niro
chiòve primma nu poco po' assaje
'a stanza s'è fatta scura 'e gelata.
I' ve sento penziere mieje
ca nun parlate, diciteme: addò iate?
Ah sta pucundrìa ca vene a 'ncuità
ca saglie stregne e affoca!
Miette vela e iammo luntano core
scappammo primma ca cchiù s'accoste
e st'ànema ca tutto sente struje.
Addà passà st'ombra, addà passà
s'addà sbruglià stu velo niro!
Vattènne, vattènne aria d'autunno
nun te sta cu me abbracciata!
Angelo Michele Cozza
La pioggia
Non ho dubbi.
rimpiango la pioggia.
Sospiro per una sua goccia.
Cerco il suo umidore.
La sua carezza liquida.
Il ritmo del suo cadere.
Il luccichio.
La sua trasparenza.
Quel velo di pulito.
L'armonia col malinconico.
Ho nostalgia.
La voglia di ripararsi all'asciutto.
E stare lì.
A guardarla.
A Sentirla.
A Pensare.
E poi scordarla.
Accoccolarsi.
Amarsi.
Tanto fuori piove.
... non ho dubbi.
Rosaria Esposito