memoria. La montagna si alzava, fiala colma d'ombra, che a tratti il gesto della sete stringeva. La mia traccia, la mia esistenza si perdeva. Il tuo volto scivolava all'indietro davanti a me. Non era che una macchia in cerca dell'ape che l'avrebbe fatta fiore e dichiarata viva. Stavamo per separarci. Tu saresti rimasta sull'altipiano degli aromi e io sarei penetrato nel giardino del vuoto. Là, sotto la salvaguardia delle rocce, nella pienezza del vento, avrei chiesto alla notte vera di disporre del mio sonno per accrescere la tua felicità. E tutti i frutti ti sarebbero appartenuti.
Uccidere al cospetto del cielo equivale colorare per sempre di rosso il celeste.
Sono le piccole cose, quelle che non ti aspetti, a sorprenderti.
C'è un giorno
che si chiama Mai.
È un giorno
senza inizio e senza fine.
Dove si danno appuntamento
amori mai iniziati,
dove certi pensieri
trovano voce,
dove sono destinati
certi "A domani",
dove orgoglio e paure
aspettano ancora,
dove si possono incontrare
sogni divenuti realtà.
Al di là della natura
sconfina la vita
che langue in un letto
con la speranza di morire.
Sol se perdi pure la dignità
a te resta la facoltà
di poter decidere
se ti va ancor di soffrire
o se è giunta l'ora di partire.
Pioggia di foglie –
un preludio d'autunno
scandisce il tempo.
Parla pure di me, tanto se mi parli alle spalle significa che sei dietro di me.
Essere diverso è la più grande fortuna che ti potesse capitare.
Ci sono quelle sensazioni che a pelle, ti fanno capire più di una parola!
Oltre il monte
Oltre il monte
Penso alla giornata,
penso ai minuti,
ore, giorni, luoghi,
cercando qualcosa
per dimenticarti.
In un rubinetto
che gocciola
sento le tue lacrime scendere.
Vedo il tuo viso dorato
nel raggio di sole
riflesso nello specchio.
Accanto ai miei
passi lenti,
sui verdi fili d'erba,
vedo le tue orme
che mi affiancano.
Non trovo nulla
per dimenticarti,
per far fuggire
il tuo angelo custode.
Non vedo,
oltre il monte,
un nuovo mondo
più bello del tuo.
Roberto Perin
Uccidere al cospetto del cielo equivale colorare per sempre di rosso il celeste.
Sono le piccole cose, quelle che non ti aspetti, a sorprenderti.
C'è un giorno
che si chiama Mai.
È un giorno
senza inizio e senza fine.
Dove si danno appuntamento
amori mai iniziati,
dove certi pensieri
trovano voce,
dove sono destinati
certi "A domani",
dove orgoglio e paure
aspettano ancora,
dove si possono incontrare
sogni divenuti realtà.
Al di là della natura
sconfina la vita
che langue in un letto
con la speranza di morire.
Sol se perdi pure la dignità
a te resta la facoltà
di poter decidere
se ti va ancor di soffrire
o se è giunta l'ora di partire.
Pioggia di foglie –
un preludio d'autunno
scandisce il tempo.
Parla pure di me, tanto se mi parli alle spalle significa che sei dietro di me.
Essere diverso è la più grande fortuna che ti potesse capitare.
Ci sono quelle sensazioni che a pelle, ti fanno capire più di una parola!
Oltre il monte
Oltre il monte
Penso alla giornata,
penso ai minuti,
ore, giorni, luoghi,
cercando qualcosa
per dimenticarti.
In un rubinetto
che gocciola
sento le tue lacrime scendere.
Vedo il tuo viso dorato
nel raggio di sole
riflesso nello specchio.
Accanto ai miei
passi lenti,
sui verdi fili d'erba,
vedo le tue orme
che mi affiancano.
Non trovo nulla
per dimenticarti,
per far fuggire
il tuo angelo custode.
Non vedo,
oltre il monte,
un nuovo mondo
più bello del tuo.
Roberto Perin