ma non cadere mai nel tranello di ergerti a giudice, nemmeno se credi di conoscere bene una persona, chi davvero sia. Non conosci il suo travaglio, il suo dolore, l'abisso della sua disperazione. Puoi sapere il suo nome, non la sua storia, quella vera. Giudicare gli altri è solo un mero e meschino modo per prevaricare chi non ci piace, affermando e definendo, invece, chi siamo noi, come essere migliore, superiore. Giudicare è come lanciare in aria una moneta e attendere quale bersaglio colpirà; potresti essere tu quel bersaglio, e allora non ti piacerebbe più quel gioco, saresti il giudicato e non il giudice. Perciò pensa bene prima di puntare il dito verso gli altri. Accetta il diverso, per essere accettato, rispetta per essere rispettato, ama, per essere amato, e sopratutto assorbi come una spugna il suo essere speciale, unico, esattamente come lui farà con te, come uno scambio fraterno. Impara dalla sua "diversità", fai tesoro dell'umiltà. Armati di tolleranza, e di amore. Tutti siamo unici e speciali; il "meraviglioso" è, semplicemente, il modo personale che ognuno di noi ha di vedere il mondo e di viverlo.
Quando si fa duro, il passo è breve.
Chi mente perde sempre.
Non ho mai lasciato nessuno indietro, piuttosto loro hanno lasciato me e ho perso la mia ombra per strada.
La diversità di valori tra partner, genera un risultato: i figli. Tale madre tale figlia, tale padre tale figlio.
Vetri abbassati –
un bimbo mi saluta
dal finestrino.
Mi fanno sorridere tutte quelle persone che dicono di non mettersi in mostra e poi eccole lì, in prima fila, tirate a lustro, pronti a puntare il dito su tutti gli altri.
Siate veri e sinceri, fate un corso di coerenza tra ciò che dite e poi non fate.
Immagino già la magia di quel momento: io e lui da soli, uniti soltanto dalla forza di un bacio, senza voglia di giudicarsi, senza tormento di colpevolizzarsi per il nostro amore troppo impossibile, legati dalla forza solo per amare, innamorati senza limiti, solo noi. E due mani che si sfiorano, due corpi che si vogliono, come troppe volte si sono voluti, come troppe volte si sono respinti senza alcun motivo. E poi sentire ancora quelle mani caldissime, così belle che pagherei oro per averle.
Ma questo è solo un sogno destinato a non avverarsi mai.
Ed è ancora vuoto.
Erika Moon
Io e te
Io e te seduti accanto in macchina,
sotto una pioggia battente
parlare delle nostre incomprensioni.
All'improvviso fuggire via da te,
senza dire una parola.
Brividi freddi mi corrono lungo la schiena,
e gocce di sudore mi imperlano la fronte.
Il dolore mi fa contorcere
come una foglia verde tra le fiamme.
Mentre sto qui seduto tremante,
l'universo intorno a me si espande.
Che brutta cosa la diarrea...
Flavio Oreglio
Quando si fa duro, il passo è breve.
Chi mente perde sempre.
Non ho mai lasciato nessuno indietro, piuttosto loro hanno lasciato me e ho perso la mia ombra per strada.
La diversità di valori tra partner, genera un risultato: i figli. Tale madre tale figlia, tale padre tale figlio.
Vetri abbassati –
un bimbo mi saluta
dal finestrino.
Mi fanno sorridere tutte quelle persone che dicono di non mettersi in mostra e poi eccole lì, in prima fila, tirate a lustro, pronti a puntare il dito su tutti gli altri.
Siate veri e sinceri, fate un corso di coerenza tra ciò che dite e poi non fate.
Immagino già la magia di quel momento: io e lui da soli, uniti soltanto dalla forza di un bacio, senza voglia di giudicarsi, senza tormento di colpevolizzarsi per il nostro amore troppo impossibile, legati dalla forza solo per amare, innamorati senza limiti, solo noi. E due mani che si sfiorano, due corpi che si vogliono, come troppe volte si sono voluti, come troppe volte si sono respinti senza alcun motivo. E poi sentire ancora quelle mani caldissime, così belle che pagherei oro per averle.
Ma questo è solo un sogno destinato a non avverarsi mai.
Ed è ancora vuoto.
Erika Moon
Io e te
Io e te seduti accanto in macchina,
sotto una pioggia battente
parlare delle nostre incomprensioni.
All'improvviso fuggire via da te,
senza dire una parola.
Brividi freddi mi corrono lungo la schiena,
e gocce di sudore mi imperlano la fronte.
Il dolore mi fa contorcere
come una foglia verde tra le fiamme.
Mentre sto qui seduto tremante,
l'universo intorno a me si espande.
Che brutta cosa la diarrea...
Flavio Oreglio