nutrirsi della carne.
Non ho voglia di parlare, ho voglia di parole.
Mi disintegra l'accostamento del tuo nome con il mio. Troppo poco su misura per il mio cuore.
Meglio sciocchi che imitatori.
Aver paura delle proprie paure, c'è d'aver paura.
Essenza di orme -
le cose del passato
passeggiano sul cuore.
Hai riaperto
le mie ferite
ma tu l'hai fatto
per far scomparire
ogni cicatrice.
Paura di non essere ciò che vorrei
nostalgia di me in un domani, lontano
solitudine che riempie tutto ciò che è vano.
Vorrei essere per un giorno chi non sono,
altro me, libero da se stesso,
libero da pretese, da attese,
libero da quel senso di mancanza
che strozza il fiato e incatena ogni speranza
Che lacera i sogni e ce li semina intorno
ci canta la strofa e mai il ritornello
ci ricorda la vita, la realtà,
e non ci regala mai un sorriso
domani verrà, non oggi, aspetta, spera
che la morte verrà...
Ma noi chiediamo amore e non crudeltà,
non arida saggezza, ma spensieratezza,
senza dolore, senza passato,
solo il futuro
nel presente cambiato...
E vivo, e mi dispero,
solo, su questa terra che è grande
immensa, lontana
solo,
per sempre...
Anonimo
In prima pagina
D'un tratto,
sentieri
s'aprono a schiere
e prepotenti colorano l'aria,
facendo promesse di liete corolle,
parlando animosi coi giorni a venire.
"D'un botto, oggi è scoppiata la pace!"
Scrivono i fiori in prima pagina.
Stamane,
non ci crederete,
ha bussato ad un vetro della finestra sospesa,
un ramo di pesco, ormai troppo cresciuto
che voleva giocare col raggio di sole,
e con la mia mano, che trema ancora
per il verso scivolato da quei petali rosa...
e tra le parole, volando s'intrecciano, ad acquerelli dipinti nel cielo.
Rosita Matera
Non ho voglia di parlare, ho voglia di parole.
Mi disintegra l'accostamento del tuo nome con il mio. Troppo poco su misura per il mio cuore.
Meglio sciocchi che imitatori.
Aver paura delle proprie paure, c'è d'aver paura.
Essenza di orme -
le cose del passato
passeggiano sul cuore.
Hai riaperto
le mie ferite
ma tu l'hai fatto
per far scomparire
ogni cicatrice.
Paura di non essere ciò che vorrei
nostalgia di me in un domani, lontano
solitudine che riempie tutto ciò che è vano.
Vorrei essere per un giorno chi non sono,
altro me, libero da se stesso,
libero da pretese, da attese,
libero da quel senso di mancanza
che strozza il fiato e incatena ogni speranza
Che lacera i sogni e ce li semina intorno
ci canta la strofa e mai il ritornello
ci ricorda la vita, la realtà,
e non ci regala mai un sorriso
domani verrà, non oggi, aspetta, spera
che la morte verrà...
Ma noi chiediamo amore e non crudeltà,
non arida saggezza, ma spensieratezza,
senza dolore, senza passato,
solo il futuro
nel presente cambiato...
E vivo, e mi dispero,
solo, su questa terra che è grande
immensa, lontana
solo,
per sempre...
Anonimo
In prima pagina
D'un tratto,
sentieri
s'aprono a schiere
e prepotenti colorano l'aria,
facendo promesse di liete corolle,
parlando animosi coi giorni a venire.
"D'un botto, oggi è scoppiata la pace!"
Scrivono i fiori in prima pagina.
Stamane,
non ci crederete,
ha bussato ad un vetro della finestra sospesa,
un ramo di pesco, ormai troppo cresciuto
che voleva giocare col raggio di sole,
e con la mia mano, che trema ancora
per il verso scivolato da quei petali rosa...
e tra le parole, volando s'intrecciano, ad acquerelli dipinti nel cielo.
Rosita Matera