pregare. Lì serve solo il cuore.
Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini.
Non c'è che un modo per essere più mediocre degli altri: riconoscere i propri successi.
Custodire un giardino di fiori non è facile, ma non è neanche facile custodire una vera amicizia.
Nascondo dietro la luna un sogno d'infinito.
Il cuore vede meglio degli occhi.
La donna è un fiore che non può appassire, se avrai la costanza di prendertene cura sempre.
Un uomo che vive di grandi passioni, conflitti e dolori, è un uomo essenzialmente solo.
Anche se non ti cerco... è sempre a te che io penso.
Nicolò Paganini
I natali, ebbe a Genova, città matrigna, il figlio non ha saputo onorare,
in passo Gatta Mora, papà Antonio, il mandolino insegnò a suonare,
la chitarra sapeva intonare, ma col violino, che i cuori, faceva vibrare.
Parma, lo conobbe adolescente, importante per la sua maturazione,
non ancora uomo fatto, Firenze, Milano, crescevano la sua affermazione,
le capitali Europee, decretarono la giusta incoronazione.
Quando in teatro si esibiva, gli spettatori, le melodie, seguivano incantati,
col suo splendido "cannone", ha reso spettacolari, i suoi staccati,
se voleva mandare in delirio, faceva vibrare le corde, coi pizzicati.
Quante volte, suonando sul palco, quei suoni melodiosi, improvvisava,
la gente entusiasta, di riascoltare quelle note, gli implorava,
ma Paganini, mai replicava.
Di salute cagionevole, nell'Italica Nizza, la sua vita volse alla fine,
la Parma riconoscente, di quel grande violinista, le spoglie volle,
a Genova rimase in dono, il "cannone" lo Stradivari sublime.
G.b. Sileoni
Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini.
Non c'è che un modo per essere più mediocre degli altri: riconoscere i propri successi.
Custodire un giardino di fiori non è facile, ma non è neanche facile custodire una vera amicizia.
Nascondo dietro la luna un sogno d'infinito.
Il cuore vede meglio degli occhi.
La donna è un fiore che non può appassire, se avrai la costanza di prendertene cura sempre.
Un uomo che vive di grandi passioni, conflitti e dolori, è un uomo essenzialmente solo.
Anche se non ti cerco... è sempre a te che io penso.
Nicolò Paganini
I natali, ebbe a Genova, città matrigna, il figlio non ha saputo onorare,
in passo Gatta Mora, papà Antonio, il mandolino insegnò a suonare,
la chitarra sapeva intonare, ma col violino, che i cuori, faceva vibrare.
Parma, lo conobbe adolescente, importante per la sua maturazione,
non ancora uomo fatto, Firenze, Milano, crescevano la sua affermazione,
le capitali Europee, decretarono la giusta incoronazione.
Quando in teatro si esibiva, gli spettatori, le melodie, seguivano incantati,
col suo splendido "cannone", ha reso spettacolari, i suoi staccati,
se voleva mandare in delirio, faceva vibrare le corde, coi pizzicati.
Quante volte, suonando sul palco, quei suoni melodiosi, improvvisava,
la gente entusiasta, di riascoltare quelle note, gli implorava,
ma Paganini, mai replicava.
Di salute cagionevole, nell'Italica Nizza, la sua vita volse alla fine,
la Parma riconoscente, di quel grande violinista, le spoglie volle,
a Genova rimase in dono, il "cannone" lo Stradivari sublime.
G.b. Sileoni