sua espressione, e conoscevo a memoria tutte le sue rughe, che a guardarle bene, e attentamente erano come autostrade, infinite percorse dalla vita. I suoi occhi, erano libri, quante storie potevi leggerci dentro senza mai annoiarti, tante. Il suo sorriso, una finestra aperta sul cielo, e quando rideva, splendeva, sembrava ci fosse il sole anche quando pioveva. Era mio nonno, un uomo piccolo per altezza, ma grande nel cuore, con tante stanze che ti ci potevi perdere dentro. Se ne andò, ma non il suo ricordo, tutto di lui ho conservato dentro al mio cuore, dove c'è un cofanetto che custodisco con amore, la sua memoria.
Potrai averlo nel cuore, ma non nella vita, a volte l'amore è un duro velo pietoso.
Non dire mai "non ci riesco". Provaci.
Fra le tue braccia calde anche l'ultima delle mie paure morirono.
Esiste un momento che resterà solo nostro, e per quello nel cuore ci sarà sempre posto.
Ci sono i silenzi
quelli che senti
arrivare alla gola
e non piangi.
Quelli che feriscono
la parte più bella di te,
quella che ha dato tanto
per avere in cambio solo...
tanto silenzio...
Se si vuole dare anima alle emozioni
in quello che si vede e si sente
ci si deve mettere il cuore e la mente.
Un bambino dalla pelle rattrappita, una cascata di capelli incanutiti. Vecchio fin dentro alle ossa. In mano un succo di frutta in bottiglietta, sorbito con tremante cannuccia. Mi alzo per cedergli il posto e lui, con passo malfermo, si avvicina e ne occupa appena pochi centimetri sul bordo. Indossa vecchie scarpe impolverate, pantaloni unti e scoloriti. È chiaro che vive solo; i genitori sono troppo lontani e non può curarsi da sé. Continua a suggere il suo prezioso succo, come se stesse bevendo latte materno, e lentamente, per farlo durare a lungo. Negli occhi affossati e sottili si inseguono rapidi l'immanente, i trascorsi e l'incombente e lui non è in grado di reperirne il bandolo. Così, se ne sta là con l'espressione di chi permane al di fuori del mondo e del tempo in un non-luogo che oramai non riconosce come suo ed in un tempo che lo ha profondamente rinnegato.
Filomena Di Paola
Urlo Basta!
La notte la sento sottopelle,
il freddo è quello
dell'era glaciale,
i lividi percorrono la mia anima
Il candore l'ho perso
fra le tue mani.
Tutto è stato un attimo
eppure è durato l'eternità.
Tutto fa terribilmente male
il respiro mi manca
griderei aiuto,
ma impotente
ti guardo, implorando
senza parole.
Disillusa mi dissolvo
in un buio senza tempo.
Urlo basta
ma continui,
la mia anima si schianta.
Il domani non c'è
sogni s'infrangono,
li stai portando via
mentre ti muovi
dentro me.
Silvana Stremiz
Potrai averlo nel cuore, ma non nella vita, a volte l'amore è un duro velo pietoso.
Non dire mai "non ci riesco". Provaci.
Fra le tue braccia calde anche l'ultima delle mie paure morirono.
Esiste un momento che resterà solo nostro, e per quello nel cuore ci sarà sempre posto.
Ci sono i silenzi
quelli che senti
arrivare alla gola
e non piangi.
Quelli che feriscono
la parte più bella di te,
quella che ha dato tanto
per avere in cambio solo...
tanto silenzio...
Se si vuole dare anima alle emozioni
in quello che si vede e si sente
ci si deve mettere il cuore e la mente.
Un bambino dalla pelle rattrappita, una cascata di capelli incanutiti. Vecchio fin dentro alle ossa. In mano un succo di frutta in bottiglietta, sorbito con tremante cannuccia. Mi alzo per cedergli il posto e lui, con passo malfermo, si avvicina e ne occupa appena pochi centimetri sul bordo. Indossa vecchie scarpe impolverate, pantaloni unti e scoloriti. È chiaro che vive solo; i genitori sono troppo lontani e non può curarsi da sé. Continua a suggere il suo prezioso succo, come se stesse bevendo latte materno, e lentamente, per farlo durare a lungo. Negli occhi affossati e sottili si inseguono rapidi l'immanente, i trascorsi e l'incombente e lui non è in grado di reperirne il bandolo. Così, se ne sta là con l'espressione di chi permane al di fuori del mondo e del tempo in un non-luogo che oramai non riconosce come suo ed in un tempo che lo ha profondamente rinnegato.
Filomena Di Paola
Urlo Basta!
La notte la sento sottopelle,
il freddo è quello
dell'era glaciale,
i lividi percorrono la mia anima
Il candore l'ho perso
fra le tue mani.
Tutto è stato un attimo
eppure è durato l'eternità.
Tutto fa terribilmente male
il respiro mi manca
griderei aiuto,
ma impotente
ti guardo, implorando
senza parole.
Disillusa mi dissolvo
in un buio senza tempo.
Urlo basta
ma continui,
la mia anima si schianta.
Il domani non c'è
sogni s'infrangono,
li stai portando via
mentre ti muovi
dentro me.
Silvana Stremiz