a noi stessi e al mondo quella qualità soggettiva che non può essere riprodotta all'esterno. La crisi è la fine di un'impostura accettata collettivamente e l'inizio, difficile, doloroso, di un cammino di autenticità. Nessuna crisi è risolvibile scientificamente in quanto la crisi è già la soluzione. La crisi ci aiuta a disfarci delle nostre illusioni: noi che credevamo che l'economia potesse essere la fine della miseria, il lavoro un modo reale di porre gli uomini e la materia in perfetta comunicazione, la famiglia un modo con cui spargere nel mondo quell'amore che non abbiamo ancora scoperto e secreto dentro di noi, la politica una custode del Bene comune, la religione un metodo a cui affidare, senza sforzo individuale, l'evoluzione interiore dell'animo umano, siamo chiamati ad uscire da un mondo mentale, costruito, ed immergerci in una creazione sempre nuova e inedita. La crisi è generata dall'omologazione con cui si pensa di accelerare la fecondità dell'esistenza: in realtà l'omologazione è la morte dell'uomo e ogni periodo di sofferenza è una gestazione di Vita. Occorre tornare ad essere artigiani dell'animo umano, ognuno con il suo scappello deve s-coprire se stesso. Nella crisi la vita rivela tutta la sua intolleranza per gli stampi. La crisi invita l'uomo a restare uomo.
Il tuo nome è la parola magica che ha il potere di spalancarmi il cuore.
L'amore è una libertà che non vede l'ora di tornare da te.
Capii di amarla quando la poesia iniziò a parlarmi di lei.
Quando trascuri qualcuno non ti rendi conto che qualcuno sta prendendo il tuo posto.
- Copriamoci bene l'anima per non far raggiungere freddo al cuore.
- Come?
- Abbracciami!
Dio vaga deluso nell'arido deserto
delle nostre coscienze
anche una solo lacrima
partorita dalla nostra emozione
può dissetarlo,
mentre in essa il male può affogare
pensaci amico... con un po' del tuo amore
puoi uccidere il male e appagare Dio!
Funzioni
vitali, sono seduta.
Seduta sul cesso
mi sto togliendo un callo
dalla pianta del piede
destro, il sinistro è
"sinistro", è andato
a farsi fottere. Tu
governatore della mia
Terra, poiché sono indigente
servimi. Al cesso non
ci vai, ai tuoi calli
non pensi, che pensieri hai?
- "Far girare il mondo
dell'alta finanza"? Vuoi
la guerra. Che bel funerale
imponente, funerale di Stato!
Flavia Ricucci
Fuoco Selvaggio
Sul campo di battaglia vi erano più morti che vivi
Giacevo a terra moribondo
Ferito da quel dolore immondo
e ti guardavo, mentre tu morivi.
La morte allieva sofferenze o le peggiora
Crea enormi emozioni o le uccide
è lei che ti comanda, è lei che decide
Vorresti uscirne, o riviverla ancora.
Quel che era un fuoco selvaggio
Quel che sembrava svanire nel nulla
Quel che appariva come un miraggio
è un dolore che parla e che urla.
Il sentimento che sentivo
Mi faceva sentire risorto
Avrebbero dovuto vedermi vivo
Ed io ero vivo, ma mi fingevo morto.
Giuseppe De Filippis
Il tuo nome è la parola magica che ha il potere di spalancarmi il cuore.
L'amore è una libertà che non vede l'ora di tornare da te.
Capii di amarla quando la poesia iniziò a parlarmi di lei.
Quando trascuri qualcuno non ti rendi conto che qualcuno sta prendendo il tuo posto.
- Copriamoci bene l'anima per non far raggiungere freddo al cuore.
- Come?
- Abbracciami!
Dio vaga deluso nell'arido deserto
delle nostre coscienze
anche una solo lacrima
partorita dalla nostra emozione
può dissetarlo,
mentre in essa il male può affogare
pensaci amico... con un po' del tuo amore
puoi uccidere il male e appagare Dio!
Funzioni
vitali, sono seduta.
Seduta sul cesso
mi sto togliendo un callo
dalla pianta del piede
destro, il sinistro è
"sinistro", è andato
a farsi fottere. Tu
governatore della mia
Terra, poiché sono indigente
servimi. Al cesso non
ci vai, ai tuoi calli
non pensi, che pensieri hai?
- "Far girare il mondo
dell'alta finanza"? Vuoi
la guerra. Che bel funerale
imponente, funerale di Stato!
Flavia Ricucci
Fuoco Selvaggio
Sul campo di battaglia vi erano più morti che vivi
Giacevo a terra moribondo
Ferito da quel dolore immondo
e ti guardavo, mentre tu morivi.
La morte allieva sofferenze o le peggiora
Crea enormi emozioni o le uccide
è lei che ti comanda, è lei che decide
Vorresti uscirne, o riviverla ancora.
Quel che era un fuoco selvaggio
Quel che sembrava svanire nel nulla
Quel che appariva come un miraggio
è un dolore che parla e che urla.
Il sentimento che sentivo
Mi faceva sentire risorto
Avrebbero dovuto vedermi vivo
Ed io ero vivo, ma mi fingevo morto.
Giuseppe De Filippis