della mamma. Prima il mondo erano le sue braccia, il suo petto; ti è bastato voltarti per scoprire quanto lontano tu possa andare. Perché hai così tanta fretta di crescere? Non lasciare le bambole sole, abbandonate ai ricordi dell'infanzia. Non togliere le rotelle alla tua bici. Non smettere di chiamarla la notte. Perché hai così tanta fretta di crescere? Corri ancora piangendo da lei, che sola può curare le tue ferite. Lascia la porta della tua camera aperta, perché possa entrarvi come mamma e possa uscirne come amica. Perché hai così tanta fretta di crescere? Presto sarai donna, sarai mamma, sarai cresciuta; eppure nel suo cuore rimarrai sempre una piccola e fragile creatura da stringere al petto.
Non conosco vie di mezzo, per me o è bianco o è nero, o sei dentro o sei fuori, punto.
Ispirami e respirami, in un sorso bevimi.
Arriverà qualcuno in grado di mettere in ordine il caos che ti porti dentro. Te lo meriti, dopotutto.
A chi prega non mancano mai gli abbracci.
Nulla è come pensi
nulla è come cerchi
nulla è come credi
nulla è come vedi
nulla è come sogni
ma tutto è come vivi il tuo presente!
Pura e delicata
breve il suo riposo
magicamente
in terra posa.
Bella semplice
è questa neve
artisticamente
complicata.
Osceno
Oscena la tua vita da dormiente stanco e stufo,
oscena la tua mente enigmatica a caos come un matematico depresso
che addiziona la tua paura di rimanere privo di paure
la tua voglia di cambiare per poi odiare liberamente
dentro la tua cella di schemi che devastano il tuo piccolo mondo deviato
dal doverti sentire al di sopra di tutti
e guardare il mondo dall'alto in basso.
Ma sei oscena sapendo di essere tu ad essere sprofondata
nell'oscurità del tuo tentar di non essere sola
vendendo anche la tua anima per un po' di popolarità
ma la vita ti vomita
dietro la tua oscena verità.
Luciano Lavorgna
Se d'arder e d'amar io non mi stanco,
anzi crescermi ognor questo e quel sento,
e di questo e di quello io non mi pento,
come Amor sa, che mi sta sempre al fianco,
onde avien che la speme ognor vien manco,
da me sparendo come nebbia al vento,
la speme che 'l mio cor può far contento,
senza cui non si vive, e non vissi anco?
Nel mezzo del mio cor spesso mi dice
un'incognita téma: - O miserella,
non fia 'l tuo stato gran tempo felice;
ché fra non molto poria sparir quella
luce degli occhi tuoi vera beatrice,
ed ogni gioia tua sparir con ella.
Gaspara Stampa
Non conosco vie di mezzo, per me o è bianco o è nero, o sei dentro o sei fuori, punto.
Ispirami e respirami, in un sorso bevimi.
Arriverà qualcuno in grado di mettere in ordine il caos che ti porti dentro. Te lo meriti, dopotutto.
A chi prega non mancano mai gli abbracci.
Nulla è come pensi
nulla è come cerchi
nulla è come credi
nulla è come vedi
nulla è come sogni
ma tutto è come vivi il tuo presente!
Pura e delicata
breve il suo riposo
magicamente
in terra posa.
Bella semplice
è questa neve
artisticamente
complicata.
Osceno
Oscena la tua vita da dormiente stanco e stufo,
oscena la tua mente enigmatica a caos come un matematico depresso
che addiziona la tua paura di rimanere privo di paure
la tua voglia di cambiare per poi odiare liberamente
dentro la tua cella di schemi che devastano il tuo piccolo mondo deviato
dal doverti sentire al di sopra di tutti
e guardare il mondo dall'alto in basso.
Ma sei oscena sapendo di essere tu ad essere sprofondata
nell'oscurità del tuo tentar di non essere sola
vendendo anche la tua anima per un po' di popolarità
ma la vita ti vomita
dietro la tua oscena verità.
Luciano Lavorgna
Se d'arder e d'amar io non mi stanco,
anzi crescermi ognor questo e quel sento,
e di questo e di quello io non mi pento,
come Amor sa, che mi sta sempre al fianco,
onde avien che la speme ognor vien manco,
da me sparendo come nebbia al vento,
la speme che 'l mio cor può far contento,
senza cui non si vive, e non vissi anco?
Nel mezzo del mio cor spesso mi dice
un'incognita téma: - O miserella,
non fia 'l tuo stato gran tempo felice;
ché fra non molto poria sparir quella
luce degli occhi tuoi vera beatrice,
ed ogni gioia tua sparir con ella.
Gaspara Stampa