a bassa quota. Mentre volavo... sentii... un ululato... era notte inoltrata... intensificai... la mia vista d'aquila... e... lo vidi... era un lupo... meraviglioso e fiero... senza riflettere... planai... verso di lui... incurante del pericolo che avrei corso... mi sentivo fortemente... attratta da lui... fu così... che rimasi... fulminata. I suoi occhi... emanavano... una luce... immensa... occhi meravigliosi... lui mi guardo... e da quel momento... fui sua! Si avvicinò a me... fu un attimo... ma sembrò... un eternità! Relegato nel più profondo del mio cuore... avevo sempre desiderato... incontrare un lupo... e finalmente... l'universo... aveva esaudito... il mio desiderio... lui disse...: "Stay with me"! La notte passò... e alle prime luci dell'alba... ripresi... il mio volo... ma quella notte... volai così in alto... che fu come inciampare... in una stella... e da quella notte... io divenni un aquila blu.
Vi sono cose che non si spostano al primo soffio di vento.
Non esiste la persona giusta, ma possiamo diventarlo per chi amiamo.
Quando si tratta d'amare soltanto l'ottimo è appena sufficiente.
Nel buio sottobosco del tempo sei il mio assolato rifugio.
Ciò che approvi
lo voglio
ciò che guardo
lo ammiri
ciò che pensi
lo sento
come il fiume e l'acqua
la musica
e il suono
inseparabili
e distinti.
Pallido fiore –
è sbiadito ricordo
di quel tempo sfuggito.
Con labbra rosse di tempo
Nel mare è maturata la bocca
le cui parole qui la sera ridice
al cospetto dei suoi paesi.
Mormorando essa le ridice
con labbra rosse di tempo.
Bocca, che evocarono le maree,
nel mare in cui natava il tonno
nello splendore
che irraggia dagli uomini.
Argento del tonno toccato dal raggio,
argento specchiante del tonno:
improvvisa agli occhi riluce
la seconda, la migrante
aureola
delle fronti.
Argento ed argento.
Doppio argento del profondo.
Rema con la barca fin laggiù,
fratello.
Lancia le tue reti,
fratello.
Tiralo su,
gettalo nelle nostre case,
gettalo sulle nostre tavole,
gettalo sui nostri piatti -
Guarda, le nostre labbra si fanno turgide,
anch'esse rosse di tempo come la sera,
mormoranti anch'esse -
e la bocca sorta dal mare
già emerge
al bacio infinito.
Paul Celan
Pioggia d'estate cade dentro di me
acini d'uva si schiacciano contro i miei vetri
gli occhi delle mie foglie sono abbagliati
pioggia d'estate cade dentro di me
piccioni d'argento volano dai miei tetti
la mia terra corre coi piedi nudi
pioggia d'estate cade dentro di me
una donna è scesa dal tram
i polpacci bianchi bagnati
pioggia d'estate cade dentro di me
senza rinfrescare la mia tristezza
pioggia d'estate cade dentro di me
all'imptovviso s'arresta
il peso dell'afa è rimasto dov'era
al termine delle grosse rotaie
arrugginite.
Nazim Hikmet
Vi sono cose che non si spostano al primo soffio di vento.
Non esiste la persona giusta, ma possiamo diventarlo per chi amiamo.
Quando si tratta d'amare soltanto l'ottimo è appena sufficiente.
Nel buio sottobosco del tempo sei il mio assolato rifugio.
Ciò che approvi
lo voglio
ciò che guardo
lo ammiri
ciò che pensi
lo sento
come il fiume e l'acqua
la musica
e il suono
inseparabili
e distinti.
Pallido fiore –
è sbiadito ricordo
di quel tempo sfuggito.
Con labbra rosse di tempo
Nel mare è maturata la bocca
le cui parole qui la sera ridice
al cospetto dei suoi paesi.
Mormorando essa le ridice
con labbra rosse di tempo.
Bocca, che evocarono le maree,
nel mare in cui natava il tonno
nello splendore
che irraggia dagli uomini.
Argento del tonno toccato dal raggio,
argento specchiante del tonno:
improvvisa agli occhi riluce
la seconda, la migrante
aureola
delle fronti.
Argento ed argento.
Doppio argento del profondo.
Rema con la barca fin laggiù,
fratello.
Lancia le tue reti,
fratello.
Tiralo su,
gettalo nelle nostre case,
gettalo sulle nostre tavole,
gettalo sui nostri piatti -
Guarda, le nostre labbra si fanno turgide,
anch'esse rosse di tempo come la sera,
mormoranti anch'esse -
e la bocca sorta dal mare
già emerge
al bacio infinito.
Paul Celan
Pioggia d'estate cade dentro di me
acini d'uva si schiacciano contro i miei vetri
gli occhi delle mie foglie sono abbagliati
pioggia d'estate cade dentro di me
piccioni d'argento volano dai miei tetti
la mia terra corre coi piedi nudi
pioggia d'estate cade dentro di me
una donna è scesa dal tram
i polpacci bianchi bagnati
pioggia d'estate cade dentro di me
senza rinfrescare la mia tristezza
pioggia d'estate cade dentro di me
all'imptovviso s'arresta
il peso dell'afa è rimasto dov'era
al termine delle grosse rotaie
arrugginite.
Nazim Hikmet