da non permetterci di capire quanto poco spazio diamo alle cose più belle e semplici. Poi un giorno tutto si "sofferma" e tu cominci a pensare... e questa volta non pensi a ciò che vorresti fare, rincorrere o raggiungere, ma stranamente pensi a ciò che hai trascurato e lasciato dietro. A tutti quei momenti importanti ed intensi, ma vissuti troppo in fretta. A quei rapporti spesso trascurati per le frenesie quotidiane. Agli abbracci non dati perché la rabbia li ha schiacciati. Alle parole non dette perché l'orgoglio le ha soffocate. A volte dovremmo fermarci un attimo per dire: "cara vita, ho aspettato tante volte che tu mi concedessi alcune cose, adesso aspettami tu... perché voglio godermi ciò che la tua frenesia spesso mi impedisce anche di vedere"!
Una certa oscurità è necessaria per vedere le stelle.
Ma quelli che diventano religiosi per istrionismo soffrono della Sacra Sindrome?
Ho avuto il "peggio" da chi prometteva e il "meglio" da chi taceva. Lezioni di vita!
Non è la tempesta a farci paura, quanto il sapere del suo prossimo arrivo.
Cos'è la libertà, se non un battito d'ali di un cuore libero di spiccare il volo.
Quando nulla va dritto, vai a sinistra.
Non abbiamo bisogno d'altro, ma solo di essere amati per quello che siamo.
Non succede niente, tranne le cose che non dovrebbero accadere.
Il libro della mia vita lo intitolerei: "la grande forza". Un libro fatto di dolore e di esperienze. Capitoli tracimati di lacrime, naufragate nelle delusioni e nelle ferite che la strada mi ha inflitto. Immagini raffiguranti attimi che non potrò mai dimenticare, piccoli momenti di gioia e di verità. Parole scritte in grassetto riportanti il nome delle persone più care e che amo e mi hanno amata di più. Ne ho scritto solo metà, e sono fiera del suo risultato. Malgrado gli intoppi, i malumori e le cadute, scorre benissimo. Ma per la seconda metà di questo capolavoro voglio un finale da urlo con tanto di rivincite, giustizia e fuochi d'artificio sullo scoccare del the end!
Silvia Nelli
Albeggia
Albeggia;
non ho voglia di altro,
se non di un caffè,
un cappuccino;
è ancora buio,
notte
è ancora con me,
mi vela,
mi copre,
il tempo nicchia,
e non passa;
persiane serrate,
fuori il fresco della notte,
le lucette accese,
qualche finestra
illuminata,
i lampioncini
sfarfallano pieni
di insetti;
poi verrà il sole,
e la calura,
l'afa,
e il caldo che rompe;
meglio non pensarci.
Stefano Medel
Una certa oscurità è necessaria per vedere le stelle.
Ma quelli che diventano religiosi per istrionismo soffrono della Sacra Sindrome?
Ho avuto il "peggio" da chi prometteva e il "meglio" da chi taceva. Lezioni di vita!
Non è la tempesta a farci paura, quanto il sapere del suo prossimo arrivo.
Cos'è la libertà, se non un battito d'ali di un cuore libero di spiccare il volo.
Quando nulla va dritto, vai a sinistra.
Non abbiamo bisogno d'altro, ma solo di essere amati per quello che siamo.
Non succede niente, tranne le cose che non dovrebbero accadere.
Il libro della mia vita lo intitolerei: "la grande forza". Un libro fatto di dolore e di esperienze. Capitoli tracimati di lacrime, naufragate nelle delusioni e nelle ferite che la strada mi ha inflitto. Immagini raffiguranti attimi che non potrò mai dimenticare, piccoli momenti di gioia e di verità. Parole scritte in grassetto riportanti il nome delle persone più care e che amo e mi hanno amata di più. Ne ho scritto solo metà, e sono fiera del suo risultato. Malgrado gli intoppi, i malumori e le cadute, scorre benissimo. Ma per la seconda metà di questo capolavoro voglio un finale da urlo con tanto di rivincite, giustizia e fuochi d'artificio sullo scoccare del the end!
Silvia Nelli
Albeggia
Albeggia;
non ho voglia di altro,
se non di un caffè,
un cappuccino;
è ancora buio,
notte
è ancora con me,
mi vela,
mi copre,
il tempo nicchia,
e non passa;
persiane serrate,
fuori il fresco della notte,
le lucette accese,
qualche finestra
illuminata,
i lampioncini
sfarfallano pieni
di insetti;
poi verrà il sole,
e la calura,
l'afa,
e il caldo che rompe;
meglio non pensarci.
Stefano Medel