giorno quando ho varcato il cancello del canile e mi sono ritrovato a dimorare dentro una gabbia? No. Tu lo sai come mi sono sentito quando intorno a me incontravo altri occhi tristi come i miei e guaire per il dolore? No. Tu non puoi capire il dolore che ho provato e che provo ancora nell'aver capito che ero un peso, un giocattolo, un passatempo un vuoto momentaneo da riempire no, tu non puoi capirlo, come non puoi capire la gioia che ho provato quel giorno ancora cucciolo essere stretto al petto e sentire il calore di chi mi stringeva. Provaci tu a guardarti intorno e non ritrovare più quegli occhi che ti hanno scelto e poi abbandonato. Io non te lo auguro, e non lo auguro a nessuno di voi. Adesso non ho più un nome. Sono un numero e per molti, solo un randagio.
Non ci sono né ma e né se che tengano: ciò che semini raccogli.
Le sfide sono ciò che rendono la vita interessante e il loro superamento è ciò che rende la vita significativa.
La storia è l'ieri di oggi.
I sogni sono ipotesi di realtà.
La tua gelosia è più dolce dell'aria, frammentata in piccoli pezzettini di vita.
Per la strada della libertà chiedo al vento, lui sa il percorso dipinto dal suo soffio.
Chi vive alla giornata non fa la storia.
Il sesto senso è la consapevolezza, forse quello meno usato.
Maenn-a (marina)
Due alte colline, come a sorvegliare il mare,
un immenso ponte, dalle enormi arcate,
ad unir le due cime sale,
dalla città vecchia in Sarzano,
fino a giunger la chiesa in Carignano.
Sulle due sponde, che scendono a valle,
in un pullular di alte case,
inframezzate da strette crose,
da caruggi, piazzette, e ripide scalinate,
era un labirinto, per voi che inoltravate...
Nel fondo ad unir, una strada, che
serpeggiando, da Ponticello
scivolava lenta, arrivando al mare,
tutta lastricata da pietre squadrate,
a coprir il ruscello, che sotto solea passare.
Una rumorosa via abitata da gente laboriosa,
dalle lavandaie che nei trogoli cantavan,
ai bottegai, fabbri, falegnami, bottai, ostaie,
frotte di ragazzini, che correndo gridavan,
tutto all'ombra del ponte, che in alto stava.
Per lungo tempo così è stato, fino a che,
in un giorno di guerra, gravemente t'han ferita,
governanti stolti, t'han finita, adesso noi
ragazzi dai capelli grigi, ci armiam di penna,
per raccontar, la nostra... Maenn-a.
G.b. Sileoni
Non ci sono né ma e né se che tengano: ciò che semini raccogli.
Le sfide sono ciò che rendono la vita interessante e il loro superamento è ciò che rende la vita significativa.
La storia è l'ieri di oggi.
I sogni sono ipotesi di realtà.
La tua gelosia è più dolce dell'aria, frammentata in piccoli pezzettini di vita.
Per la strada della libertà chiedo al vento, lui sa il percorso dipinto dal suo soffio.
Chi vive alla giornata non fa la storia.
Il sesto senso è la consapevolezza, forse quello meno usato.
Maenn-a (marina)
Due alte colline, come a sorvegliare il mare,
un immenso ponte, dalle enormi arcate,
ad unir le due cime sale,
dalla città vecchia in Sarzano,
fino a giunger la chiesa in Carignano.
Sulle due sponde, che scendono a valle,
in un pullular di alte case,
inframezzate da strette crose,
da caruggi, piazzette, e ripide scalinate,
era un labirinto, per voi che inoltravate...
Nel fondo ad unir, una strada, che
serpeggiando, da Ponticello
scivolava lenta, arrivando al mare,
tutta lastricata da pietre squadrate,
a coprir il ruscello, che sotto solea passare.
Una rumorosa via abitata da gente laboriosa,
dalle lavandaie che nei trogoli cantavan,
ai bottegai, fabbri, falegnami, bottai, ostaie,
frotte di ragazzini, che correndo gridavan,
tutto all'ombra del ponte, che in alto stava.
Per lungo tempo così è stato, fino a che,
in un giorno di guerra, gravemente t'han ferita,
governanti stolti, t'han finita, adesso noi
ragazzi dai capelli grigi, ci armiam di penna,
per raccontar, la nostra... Maenn-a.
G.b. Sileoni