un'inifinita processione di feste, balli di società, yacht paritite di polo... sempre la stessa gente gretta lo stesso stupido cicaleccio. Mi sentivo sempre sull'orlo di un precipizio, e non c'era nessuno a trattenermi, nessuno a cui lo cosa importasse o che se ne rendesse almeno conto.
Che ne sa il mondo
di come la morte mi accarezzi il cuore
quando mi sfiora il pensiero
di lasciare il tuo abbraccio
nella speranza folle
di non sentir più dolore.
Che ne sanno i diavoli
e che ne sanno gli angeli,
del peso costante, cocente,
che non mi lascia respirare l'anima
quando mi porto troppa vita dentro
e il tuo abbraccio fuori
non sa stringerla per intero.
Che se non ti ho ancora voltato le spalle mai
è per non lasciare chi ancora mi ama
in un abisso di guai.
Così sfido la morte a corrermi dietro
fino all'ultimo giorno,
resto racchiusa d'ora in poi
sotto una campana di vetro,
aspettando con troppa sete
di sentire il tuo abbraccio
finalmente tutto intorno.
Serena Cavallari
Che ne sa il mondo
di come la morte mi accarezzi il cuore
quando mi sfiora il pensiero
di lasciare il tuo abbraccio
nella speranza folle
di non sentir più dolore.
Che ne sanno i diavoli
e che ne sanno gli angeli,
del peso costante, cocente,
che non mi lascia respirare l'anima
quando mi porto troppa vita dentro
e il tuo abbraccio fuori
non sa stringerla per intero.
Che se non ti ho ancora voltato le spalle mai
è per non lasciare chi ancora mi ama
in un abisso di guai.
Così sfido la morte a corrermi dietro
fino all'ultimo giorno,
resto racchiusa d'ora in poi
sotto una campana di vetro,
aspettando con troppa sete
di sentire il tuo abbraccio
finalmente tutto intorno.
Serena Cavallari