la libertà in un istante d'infinita bellezza.
Parlami...
di te,
raccontami
del tuo cuore.
Io sono qui
che lo ascolto
così simile al mio,
in silenzio,
in segreto...
... il nostro.
E lo farò, sempre...
tutte le volte che
vorrai...
ogni volta che
sentirai il bisogno
... di me...
Va così.
Così va. Sempre. Ogni fottuto rapporto che (o)Dio manda in terra. Nella mia coerenza, nella mia fottutissima coerenza, io sono la persona più emozionale di questo mondo. Nella mia coerenza quando sento un "sì" io mi butto. Perché per me 'sì' è 'sì' non "forse" "domani" "non oggi". Perché sennò io avrei detto "forse" "domani" "non oggi". Non avrei detto sì. Invece loro dicono sì. E io mi getto. E prendo delle craniate allucinanti, da perderci sangue, cervella e soprattutto, fiducia. Io nei rapporti sono così. Mi fido di ciò che dice e fa la gente perché sono sempre convinta che chi dica e faccia in un certo modo pensi realmente in quel modo. E allora io mi avvicino, fiduciosa, appoggio la mano su quel "sì" convinto, su quelle promesse, su quel tempo dedicatomi, su quel gesto importante... e sento le mie dita incollarsi al ghiaccio di quella persona. Modellarsi perfettamente alla figura. Sento la mia pelle incanalarsi, i miei polpastrelli disegnarsi. Poi, puntualmente, l'individuo si allontana da me. Senza preavviso alcuno. Senza motivo. Senza giustificazioni (reali). Si strappa. E mi strappa la pelle, che è ancora lì. Con quelle percentuali minime di umidità che ormai si sono fuse con un ghiaccio che non mi apparterrà mai. La mia pelle è lì. Att-r-accata. Al sì. Alle promesse. Al tempo per me. Ai gesti. Alle parole. Agli istinti. Alle bugie.
Francesca Alleva
Peonia
Porti con te,
La naturale eleganza di una rosa,
lo sguardo di tutti in te si posa.
Ragazza bella affascinante
Occhi, scintille di diamante.
L'eleganza esaltata da ogni dettaglio
Accecante come un abbaglio.
Come profumo di peonia è la tua essenza
Di quercia la tua intelligenza.
Il corpo tuo effimero e buono
Si muove danzante spargendo suono.
Illumini il mio viso con i tuoi sorrisi
Di riflessi languidi e decisi.
Sebastia Giunta
Parlami...
di te,
raccontami
del tuo cuore.
Io sono qui
che lo ascolto
così simile al mio,
in silenzio,
in segreto...
... il nostro.
E lo farò, sempre...
tutte le volte che
vorrai...
ogni volta che
sentirai il bisogno
... di me...
Va così.
Così va. Sempre. Ogni fottuto rapporto che (o)Dio manda in terra. Nella mia coerenza, nella mia fottutissima coerenza, io sono la persona più emozionale di questo mondo. Nella mia coerenza quando sento un "sì" io mi butto. Perché per me 'sì' è 'sì' non "forse" "domani" "non oggi". Perché sennò io avrei detto "forse" "domani" "non oggi". Non avrei detto sì. Invece loro dicono sì. E io mi getto. E prendo delle craniate allucinanti, da perderci sangue, cervella e soprattutto, fiducia. Io nei rapporti sono così. Mi fido di ciò che dice e fa la gente perché sono sempre convinta che chi dica e faccia in un certo modo pensi realmente in quel modo. E allora io mi avvicino, fiduciosa, appoggio la mano su quel "sì" convinto, su quelle promesse, su quel tempo dedicatomi, su quel gesto importante... e sento le mie dita incollarsi al ghiaccio di quella persona. Modellarsi perfettamente alla figura. Sento la mia pelle incanalarsi, i miei polpastrelli disegnarsi. Poi, puntualmente, l'individuo si allontana da me. Senza preavviso alcuno. Senza motivo. Senza giustificazioni (reali). Si strappa. E mi strappa la pelle, che è ancora lì. Con quelle percentuali minime di umidità che ormai si sono fuse con un ghiaccio che non mi apparterrà mai. La mia pelle è lì. Att-r-accata. Al sì. Alle promesse. Al tempo per me. Ai gesti. Alle parole. Agli istinti. Alle bugie.
Francesca Alleva
Peonia
Porti con te,
La naturale eleganza di una rosa,
lo sguardo di tutti in te si posa.
Ragazza bella affascinante
Occhi, scintille di diamante.
L'eleganza esaltata da ogni dettaglio
Accecante come un abbaglio.
Come profumo di peonia è la tua essenza
Di quercia la tua intelligenza.
Il corpo tuo effimero e buono
Si muove danzante spargendo suono.
Illumini il mio viso con i tuoi sorrisi
Di riflessi languidi e decisi.
Sebastia Giunta