è l'odio, spesso l'amore diventa il contorno grottesco di una farsa chiamata illusione. Eppure, nonostante tutto, c'è chi vive odiando e c'è chi muore amando.
Parolai
Vomitano
suoni vuoti
affascinati
dal tono
della loro
voce: certi
d'altrui torti,
il viso altero
e la verità
già in mano,
gesticolano
con abilità,
compiaciuti:
sciocchi,
con occhi
ingannati
dall'ego loro
smisurato,
han trovato
nello scuro
fango della
presunzione
l'illusione
di una polla!
Valuta bene se ti conviene
Che hai fatto, Dio insulso,
nel desiderio convulso
ti sei preso un altro piccolo innocente
dimostrando la perdizione eterna della tua mente
ira fatale per te soprattutto:
il tuo mondo che crolla
potrai forse rimetterlo insieme con la colla,
ma le azioni hanno un prezzo
e il tuo essere sozzo
ha un peso nell'aria;
infatti non c'è più la tua gloria,
hai rivelato i desideri nascosti
messi in atto dai tuoi sottoposti.
Quelli che nell'oscurità dell'odio
Pensano di essere sopra un podio,
alla tua destra,
e ormai hai perso la testa.
Vedi però il prezzo
Per i membri del tuo codazzo.
Nell'inferno che da sotto fragore li chiama
Vale poco la tua divina brama.
La tua astuta perfidia, se ci pensi lo trovi il senso,
Ha di continuo l'opportuno compenso.
Né poco né troppo:
è sempre lo schianto col botto.
Angela Cicolari
Quand'ero bambino tagliavo ginestre
sui monti verdi del mio paese lucano.
I fiori raccolti in piccoli gesti
li gettavo lungo le strade strette
passando il corpo di Cristo benedetto.
I fili verdi appesi in cantina oscura
guardavano le sorbole ancora immature.
Sui burroni della memoria infantile
rivedo strani volti con rughe antiche.
Buoi che tiravano un traino di legno,
bambini aggrappati fino alla cappella.
Asini che ragliavano nelle loro stalle
muli che aiutavano ad essere stanchi.
Era un paese con molti calli nelle mani,
donne austere chiuse nei propri guai.
Era una famiglia senza umani confini
dove tutti erano zii, compari e vicini.
C'era un giardino con aquila e cannone
ricordando la guerra e i morti d'allora.
Quand'ero bambino lavoravo per gli altri
per mangiare pane e portare le scarpe.
Raccoglievo legna e lavavo le scale
ma ero libero per correre e cantare.
Oggi da grande, calvo e con barba,
ricordo il bosco e l'odore a vino cotto.
Giuseppe Bartolomeo
Parolai
Vomitano
suoni vuoti
affascinati
dal tono
della loro
voce: certi
d'altrui torti,
il viso altero
e la verità
già in mano,
gesticolano
con abilità,
compiaciuti:
sciocchi,
con occhi
ingannati
dall'ego loro
smisurato,
han trovato
nello scuro
fango della
presunzione
l'illusione
di una polla!
Valuta bene se ti conviene
Che hai fatto, Dio insulso,
nel desiderio convulso
ti sei preso un altro piccolo innocente
dimostrando la perdizione eterna della tua mente
ira fatale per te soprattutto:
il tuo mondo che crolla
potrai forse rimetterlo insieme con la colla,
ma le azioni hanno un prezzo
e il tuo essere sozzo
ha un peso nell'aria;
infatti non c'è più la tua gloria,
hai rivelato i desideri nascosti
messi in atto dai tuoi sottoposti.
Quelli che nell'oscurità dell'odio
Pensano di essere sopra un podio,
alla tua destra,
e ormai hai perso la testa.
Vedi però il prezzo
Per i membri del tuo codazzo.
Nell'inferno che da sotto fragore li chiama
Vale poco la tua divina brama.
La tua astuta perfidia, se ci pensi lo trovi il senso,
Ha di continuo l'opportuno compenso.
Né poco né troppo:
è sempre lo schianto col botto.
Angela Cicolari
Quand'ero bambino tagliavo ginestre
sui monti verdi del mio paese lucano.
I fiori raccolti in piccoli gesti
li gettavo lungo le strade strette
passando il corpo di Cristo benedetto.
I fili verdi appesi in cantina oscura
guardavano le sorbole ancora immature.
Sui burroni della memoria infantile
rivedo strani volti con rughe antiche.
Buoi che tiravano un traino di legno,
bambini aggrappati fino alla cappella.
Asini che ragliavano nelle loro stalle
muli che aiutavano ad essere stanchi.
Era un paese con molti calli nelle mani,
donne austere chiuse nei propri guai.
Era una famiglia senza umani confini
dove tutti erano zii, compari e vicini.
C'era un giardino con aquila e cannone
ricordando la guerra e i morti d'allora.
Quand'ero bambino lavoravo per gli altri
per mangiare pane e portare le scarpe.
Raccoglievo legna e lavavo le scale
ma ero libero per correre e cantare.
Oggi da grande, calvo e con barba,
ricordo il bosco e l'odore a vino cotto.
Giuseppe Bartolomeo