in questa vita ho capito che le ceneri possono diventare paesaggi.
Vieni advantix!
- e seresto cosa succede?
- Niente, ma rimani di frontline a me!
- Di chi è quest'olio?
- è di neem
- Mi chiamo tek e sto sudando!
- Oggi fa proprio cardotek!
- Ricordati di andare dall'Advocate per quella consulenza.
- Ma chi è quello lì?
- è scalibor!
- Allora ciao!
- Bay Bay er.
Solitario
Solitario, ti vedo giacere
in questa vasta collina,
temerario, come può spiegare le ali
chi non cammina?
Emerge dal cuore un'altra voragine,
precipiti tu, poi l'altra immagine.
Solitario, perché stai correndo?
Immaginario, è forse condanna questo tormento?
Ti vedo, mio frammento di luce,
si spegne il raggio e non il dolor truce,
quanto bramasti,
Io lo sapevo,
quante volte cadesti,
Io m'infrangevo.
Solitario, dove sono i tuoi occhi?
Frammentario, è forse macchia quello che tocchi?
Ti sfioro, mio frantume di cuore,
della mia statua sei adesso scultore,
perché lottasti,
Io ne ebbi cognizione,
perché fecero scempio di te,
Io mi sentivo maledizione.
Solitario, come sono le tue lacrime?
Sipario, è forse teatro il tuo parer esanime?
Solitario, ti vedo giacere
ancora in questa vasta collina,
avversario, come può morire di spada
chi ha vinto una spina?
Affiora dall'anima un lievissimo eco,
fremi tu, poi Io, teco.
Solitario, vuoi tu tentare ancora la sorte?
Ricorda: Non si danza con Vita se non si siede con Morte.
Michela Capriello
Ricordi di scuola
Tanti i ricordi
Dell'età mia verde
Quando alla scuola
Mi toccò d'andare
Al suono della prima campanella
Cara maestra mia, ti vidi
E mi apparisti bella
Capelli biondi e azzurri avevi gli occhi
Mi accoglievi alla soglia sorridendo
M'insegnavi il saluto
Mi accompagnavi al banco
Dandomi il benvenuto
Sei anni avevo
Ed ero intimorita
Cartella di cartone sottobraccio
Un nero grembiulino col colletto bianco
Iniziavo così una nuova vita
Al mio posto seduta dietro un banco
Inchiostro e calamaio
L'asticciola, il quaderno, la gomma e la matita
Il libro di lettura
E il sillabario col compositore
Appese alle pareti addirittura
Dell'alfabeto letterine in grande
Man mano che insegnavi la scrittura
Lavagna nera, gesso e cancellino
La data in alto scritta per benino
Come dimenticare quei tuoi sguardi
Quando mi sorprendevi a chiacchierare
O quando io, distratta da un nonnulla
Fantasticavo mentre tu spiegavi?
Il rimprovero certo non mancava
Eri severa...
Ma a tratti la dolcezza sul tuo volto
Tradiva l'emozione che provavi
E quando poi leggevi la puntata
Del buon Pinocchio e delle sue avventure
A un tratto m'apparivi come fata
Sapevo che quel rito benedetto
Chiudeva finalmente la giornata!
Lidia Filippi
Vieni advantix!
- e seresto cosa succede?
- Niente, ma rimani di frontline a me!
- Di chi è quest'olio?
- è di neem
- Mi chiamo tek e sto sudando!
- Oggi fa proprio cardotek!
- Ricordati di andare dall'Advocate per quella consulenza.
- Ma chi è quello lì?
- è scalibor!
- Allora ciao!
- Bay Bay er.
Solitario
Solitario, ti vedo giacere
in questa vasta collina,
temerario, come può spiegare le ali
chi non cammina?
Emerge dal cuore un'altra voragine,
precipiti tu, poi l'altra immagine.
Solitario, perché stai correndo?
Immaginario, è forse condanna questo tormento?
Ti vedo, mio frammento di luce,
si spegne il raggio e non il dolor truce,
quanto bramasti,
Io lo sapevo,
quante volte cadesti,
Io m'infrangevo.
Solitario, dove sono i tuoi occhi?
Frammentario, è forse macchia quello che tocchi?
Ti sfioro, mio frantume di cuore,
della mia statua sei adesso scultore,
perché lottasti,
Io ne ebbi cognizione,
perché fecero scempio di te,
Io mi sentivo maledizione.
Solitario, come sono le tue lacrime?
Sipario, è forse teatro il tuo parer esanime?
Solitario, ti vedo giacere
ancora in questa vasta collina,
avversario, come può morire di spada
chi ha vinto una spina?
Affiora dall'anima un lievissimo eco,
fremi tu, poi Io, teco.
Solitario, vuoi tu tentare ancora la sorte?
Ricorda: Non si danza con Vita se non si siede con Morte.
Michela Capriello
Ricordi di scuola
Tanti i ricordi
Dell'età mia verde
Quando alla scuola
Mi toccò d'andare
Al suono della prima campanella
Cara maestra mia, ti vidi
E mi apparisti bella
Capelli biondi e azzurri avevi gli occhi
Mi accoglievi alla soglia sorridendo
M'insegnavi il saluto
Mi accompagnavi al banco
Dandomi il benvenuto
Sei anni avevo
Ed ero intimorita
Cartella di cartone sottobraccio
Un nero grembiulino col colletto bianco
Iniziavo così una nuova vita
Al mio posto seduta dietro un banco
Inchiostro e calamaio
L'asticciola, il quaderno, la gomma e la matita
Il libro di lettura
E il sillabario col compositore
Appese alle pareti addirittura
Dell'alfabeto letterine in grande
Man mano che insegnavi la scrittura
Lavagna nera, gesso e cancellino
La data in alto scritta per benino
Come dimenticare quei tuoi sguardi
Quando mi sorprendevi a chiacchierare
O quando io, distratta da un nonnulla
Fantasticavo mentre tu spiegavi?
Il rimprovero certo non mancava
Eri severa...
Ma a tratti la dolcezza sul tuo volto
Tradiva l'emozione che provavi
E quando poi leggevi la puntata
Del buon Pinocchio e delle sue avventure
A un tratto m'apparivi come fata
Sapevo che quel rito benedetto
Chiudeva finalmente la giornata!
Lidia Filippi