in modo del tutto imprevedibile, si sono invertite due lettere.
Profumato e lento battito di ore,
ali di farfalle colorate
nate dai bruchi della memoria,
qui passano tutte le strani emozioni dell'anima
si fanno ritmo di mare,
per cominciare questo nuovo viaggio.
Depressione
Mamma ti prego, raccontami una favola,
fammi sognare ancora, prova ti prego, prova.
Il sogno di bambina è andato tutto in fumo
dov'è il principe azzurro?
Quanto è dura la vita, sola non ce la faccio.
Anche lo specchio, non è più amico mio;
mi chiamavi bellissima, mi coprivi di baci
e di carezze,
amore di mamma, pelle di rosa.
Ora non riesco ad uscire da questa depressione,
dimmi qualche bugia, prova con una favola,
come facevi un dì.
Con un grande sforzo, forse ci crederò
e cercherò di farcela, devo continuare,
lo so, la vita è fuori
da quest'hospedale.
Anna De Santis
Un ciabattino, lavorava freneticamente nella sua botteguccia e, soddisfatto e spensierato, era solito cantare allegramente.
Di fronte a lui, viveva un ricco e burbero Banchiere, sempre di cattivo umore e, afflitto dall'insonnia. Molto preoccupato per quest'ultimo disturbo, il riccone si lamente ma, il sonno, ahimè, non lo si può comprare come qualsiasi altra cosa.
Un giorno, invitò il Ciabattino a casa sua e, volle sapere da lui, quanto denaro guadagnava in un anno e, per tutta risposta, Compare Crispino, rise per l'assurdità della domanda e, disse, che gli importava soltanto di come vivere di giorno in giorno. Al che, il Banchiere, volle sapere il guadagno giornaliero del Ciabattino, il quale farfugliò una risposta del tutto simile alla precedente, aggiungendovi lamentele riguardo i troppi giorni di festa, durante i quali, era disoccupato e annoiato. Il riccone, provò quindi simpatia, per questo eccellente lavoratore e, gli fece dono di cento scudi. Compare Crispino che, non aveva mai visto tanti soldi tutti assieme, li seppellì in un angolo sicuro della casa.
Il denaro, ahimè, non gli portò alcun giovamento, anzi, dal giorno in cui ne venne in possesso, lo assalì la paura di perderlo e di esserne derubato e, tale preoccupazione, gli tolse il sonno e il piacere di lavorare cantando, allorché si convinse che quella ricchezza era fonte di angoscia e decise di tornare dal banchiere a restituirgli la somma, riacquistando in cambio, pace e buon umore.
Jean de La Fontaine
Profumato e lento battito di ore,
ali di farfalle colorate
nate dai bruchi della memoria,
qui passano tutte le strani emozioni dell'anima
si fanno ritmo di mare,
per cominciare questo nuovo viaggio.
Depressione
Mamma ti prego, raccontami una favola,
fammi sognare ancora, prova ti prego, prova.
Il sogno di bambina è andato tutto in fumo
dov'è il principe azzurro?
Quanto è dura la vita, sola non ce la faccio.
Anche lo specchio, non è più amico mio;
mi chiamavi bellissima, mi coprivi di baci
e di carezze,
amore di mamma, pelle di rosa.
Ora non riesco ad uscire da questa depressione,
dimmi qualche bugia, prova con una favola,
come facevi un dì.
Con un grande sforzo, forse ci crederò
e cercherò di farcela, devo continuare,
lo so, la vita è fuori
da quest'hospedale.
Anna De Santis
Un ciabattino, lavorava freneticamente nella sua botteguccia e, soddisfatto e spensierato, era solito cantare allegramente.
Di fronte a lui, viveva un ricco e burbero Banchiere, sempre di cattivo umore e, afflitto dall'insonnia. Molto preoccupato per quest'ultimo disturbo, il riccone si lamente ma, il sonno, ahimè, non lo si può comprare come qualsiasi altra cosa.
Un giorno, invitò il Ciabattino a casa sua e, volle sapere da lui, quanto denaro guadagnava in un anno e, per tutta risposta, Compare Crispino, rise per l'assurdità della domanda e, disse, che gli importava soltanto di come vivere di giorno in giorno. Al che, il Banchiere, volle sapere il guadagno giornaliero del Ciabattino, il quale farfugliò una risposta del tutto simile alla precedente, aggiungendovi lamentele riguardo i troppi giorni di festa, durante i quali, era disoccupato e annoiato. Il riccone, provò quindi simpatia, per questo eccellente lavoratore e, gli fece dono di cento scudi. Compare Crispino che, non aveva mai visto tanti soldi tutti assieme, li seppellì in un angolo sicuro della casa.
Il denaro, ahimè, non gli portò alcun giovamento, anzi, dal giorno in cui ne venne in possesso, lo assalì la paura di perderlo e di esserne derubato e, tale preoccupazione, gli tolse il sonno e il piacere di lavorare cantando, allorché si convinse che quella ricchezza era fonte di angoscia e decise di tornare dal banchiere a restituirgli la somma, riacquistando in cambio, pace e buon umore.
Jean de La Fontaine