parole e nel nostro cammino, nell'abbraccio, nell'amore e nei sorrisi che non dovremmo mai fare mancare nelle carezze e nelle lacrime d'asciugare.
Dedalo
Sonnecchio
con la musica in testa,
ombre scure nella stanza,
silenzio diafano;
la notte
è un dedalo
di ore infinite senza sonno;
un minuto,
un'ora,
la notte intera,
pare passata un eternità,
ed è solo l'inizio della notte.
E non entrerò mai più in quella stanza.
Quella stanza vuota di te ma piena di parte di te.
Quando mi avvicino ovunque
mi appare l'immagine di te,
l'immagine del tuo viso sereno
ma morto.
Toccarti per l'ultima volta,
in quella cassa,
è stato tremendo
e bellissimo...
la tua pelle ruvida e liscia,
bianca, intorno ad essa mille colori...
le tue mani sul petto che stringono
il fazzoletto preferito da te
da me fatto ricamare mi ha fatto provare
felicità, paura e rabbia, ma soprattutto
non condivisione per ciò che fa parte della vita...
la morte...
Il tuo vestito bianco... i fiori...
ti hanno portata via sotto la pioggia e non capivi,
chiamavi e chiedevi aiuto ma non potevamo avvicinarci...
come se prendessero dei massi con un telo...
ti hanno presa... portata via...
parlerò con te quando nessuno sentirà e
tu mi risponderai in qualche modo ne sono sicura...
perché ci amiamo.
Imma Federica Refuto
Stefan lanciò un'occhiata distratta alla Ferrari. "È di Damon" Tre paia di occhi sconvolti si girarono verso di lui "Di Damon?", disse Bonnie, sentendo la sua voce suonare stridula. Sperò che Stefan volesse intendere che il fratello gliel'avesse solo prestata.
Ma un finestrino della macchina si stava abbassando, rivelando una capigliatura lucida e piena di riflessi quanto la vernice della carrozzeria, occhiali a specchio, e un sorriso smagliante. "Buon Giorno", si presentò affabilmente Damon "qualcuno ha bisogno di un passaggio?"
Lisa Jane Smith
Dedalo
Sonnecchio
con la musica in testa,
ombre scure nella stanza,
silenzio diafano;
la notte
è un dedalo
di ore infinite senza sonno;
un minuto,
un'ora,
la notte intera,
pare passata un eternità,
ed è solo l'inizio della notte.
E non entrerò mai più in quella stanza.
Quella stanza vuota di te ma piena di parte di te.
Quando mi avvicino ovunque
mi appare l'immagine di te,
l'immagine del tuo viso sereno
ma morto.
Toccarti per l'ultima volta,
in quella cassa,
è stato tremendo
e bellissimo...
la tua pelle ruvida e liscia,
bianca, intorno ad essa mille colori...
le tue mani sul petto che stringono
il fazzoletto preferito da te
da me fatto ricamare mi ha fatto provare
felicità, paura e rabbia, ma soprattutto
non condivisione per ciò che fa parte della vita...
la morte...
Il tuo vestito bianco... i fiori...
ti hanno portata via sotto la pioggia e non capivi,
chiamavi e chiedevi aiuto ma non potevamo avvicinarci...
come se prendessero dei massi con un telo...
ti hanno presa... portata via...
parlerò con te quando nessuno sentirà e
tu mi risponderai in qualche modo ne sono sicura...
perché ci amiamo.
Imma Federica Refuto
Stefan lanciò un'occhiata distratta alla Ferrari. "È di Damon" Tre paia di occhi sconvolti si girarono verso di lui "Di Damon?", disse Bonnie, sentendo la sua voce suonare stridula. Sperò che Stefan volesse intendere che il fratello gliel'avesse solo prestata.
Ma un finestrino della macchina si stava abbassando, rivelando una capigliatura lucida e piena di riflessi quanto la vernice della carrozzeria, occhiali a specchio, e un sorriso smagliante. "Buon Giorno", si presentò affabilmente Damon "qualcuno ha bisogno di un passaggio?"
Lisa Jane Smith