attimo è passato ed è diventato futuro e il futuro è diventato l'attimo presente che fra un attimo è di nuovo passato.
Nella tua distanza trattengo in silenzio il mio strazio,
il mio corpo fatuo vaga cieco in una valle di lacrime,
il tempo senza te è un portantino di tristezza,
senza sosta infierisce il mio cuore già sfregiato,
un giorno un ora, per me è come un anno,
donami un minuto nelle tue braccia
ed io risorgo dalle ceneri del tormento!
Ti amo stellina mia!
Spesso lo stato della cucina riflette lo stato della mente. Gli uomini confusi e insicuri, d'indole remissiva, sono dei pensatori. Le loro cucine sono come le loro menti, ingombre di rifiuti, stoviglie sporche, impurità, ma essi sono coscienti del loro stato mentale e ne vedono il lato umoristico. A volte, presi da uno slancio focoso, essi sfidano le eterne deità e si danno a metter ordine nel caos, cosa che a volte chiamano creazione; così pure a volte, mezzo sbronzi, si danno a pulire la cucina. Ma ben presto tutto torna nel disordine e loro a brancolare nelle tenebre, bisognosi di pillole e preghiere, di sesso, di fortuna e salvazione. L'uomo con la cucina sempre in ordine è, invece, un maniaco. Diffidatene. Lo stato della sua cucina e quello della sua mente coincidono: costrui, così preciso e ordinato, si è in realtà lasciato condizionare dalla vita e la sua mania dell'ordine, dentro e fuori, è solo un avvilente compomesso, un complesso difensivo e consolatorio. Basta che l'ascolti per dieci minuti e capisci che lui, in vita sua, non dirà mai altro che cose insensate e noiose. È un uomo di cemento. Vi sono più uomini di cemento, al mondo, che altri. Sicché: se cerchi un uomo vivo, dà un'occhiata alla sua cucina, prima, e ti risparmierai un sacco di tempo.
Ora, la donna con la cucina sporca è un'altra questione: dal punto di vista maschile. Se non lavora altrove e non ha figli, la pulizia o la sporcizia della sua cucina sono quasi sempre (con qualche eccezione) in proporzione diretta all'affetto che nutre per te. Alcune donne hanno teorie su come salvare il mondo ma non son buone a lavare una tazzina di caffè. Se glielo fai osservare ti rispondono: "lavare tazzine non è importante". Purtroppo, lo è. Specie per un uomo che ha lavorato otto ore filate, magari dieci, con lo straordinario, a una fresa o a un tornio. S'incomincia a salvare il mondo salvando un uomo alla volta. Tutto il resto è magniloquenza romantica o politica.
Charles Bukowski
Box Office
Seth: sei un ottimo medico.
Maggie: come fai a saperlo?
Seth: lo sento.
Maggie: eh come prova mi sembra un po' deboluccia...
Seth: chiudi gli occhi... solo per un momento...
(Seth le prende la mano)
Meggie: (sospiro)
Seth: che sto facendo?
Maggie: mi stai... toccando
Seth: il tocco... come fai a saperlo?
Maggie: perché lo sento!
Seth: dovresti fidarti di questo... non ti fidi abbastanza di questo.
Andiamo da qualche parte?
Maggie: dove?
Seth: non importa...
Maggie: che vuoi fare?
Seth: qualunque cosa.
Nella tua distanza trattengo in silenzio il mio strazio,
il mio corpo fatuo vaga cieco in una valle di lacrime,
il tempo senza te è un portantino di tristezza,
senza sosta infierisce il mio cuore già sfregiato,
un giorno un ora, per me è come un anno,
donami un minuto nelle tue braccia
ed io risorgo dalle ceneri del tormento!
Ti amo stellina mia!
Spesso lo stato della cucina riflette lo stato della mente. Gli uomini confusi e insicuri, d'indole remissiva, sono dei pensatori. Le loro cucine sono come le loro menti, ingombre di rifiuti, stoviglie sporche, impurità, ma essi sono coscienti del loro stato mentale e ne vedono il lato umoristico. A volte, presi da uno slancio focoso, essi sfidano le eterne deità e si danno a metter ordine nel caos, cosa che a volte chiamano creazione; così pure a volte, mezzo sbronzi, si danno a pulire la cucina. Ma ben presto tutto torna nel disordine e loro a brancolare nelle tenebre, bisognosi di pillole e preghiere, di sesso, di fortuna e salvazione. L'uomo con la cucina sempre in ordine è, invece, un maniaco. Diffidatene. Lo stato della sua cucina e quello della sua mente coincidono: costrui, così preciso e ordinato, si è in realtà lasciato condizionare dalla vita e la sua mania dell'ordine, dentro e fuori, è solo un avvilente compomesso, un complesso difensivo e consolatorio. Basta che l'ascolti per dieci minuti e capisci che lui, in vita sua, non dirà mai altro che cose insensate e noiose. È un uomo di cemento. Vi sono più uomini di cemento, al mondo, che altri. Sicché: se cerchi un uomo vivo, dà un'occhiata alla sua cucina, prima, e ti risparmierai un sacco di tempo.
Ora, la donna con la cucina sporca è un'altra questione: dal punto di vista maschile. Se non lavora altrove e non ha figli, la pulizia o la sporcizia della sua cucina sono quasi sempre (con qualche eccezione) in proporzione diretta all'affetto che nutre per te. Alcune donne hanno teorie su come salvare il mondo ma non son buone a lavare una tazzina di caffè. Se glielo fai osservare ti rispondono: "lavare tazzine non è importante". Purtroppo, lo è. Specie per un uomo che ha lavorato otto ore filate, magari dieci, con lo straordinario, a una fresa o a un tornio. S'incomincia a salvare il mondo salvando un uomo alla volta. Tutto il resto è magniloquenza romantica o politica.
Charles Bukowski
Box Office
Seth: sei un ottimo medico.
Maggie: come fai a saperlo?
Seth: lo sento.
Maggie: eh come prova mi sembra un po' deboluccia...
Seth: chiudi gli occhi... solo per un momento...
(Seth le prende la mano)
Meggie: (sospiro)
Seth: che sto facendo?
Maggie: mi stai... toccando
Seth: il tocco... come fai a saperlo?
Maggie: perché lo sento!
Seth: dovresti fidarti di questo... non ti fidi abbastanza di questo.
Andiamo da qualche parte?
Maggie: dove?
Seth: non importa...
Maggie: che vuoi fare?
Seth: qualunque cosa.