paura d'esser respinto, o, di lasciar per sempre, il mio cuore sulle sue labbra.
Se Tu avessi scorto
tutto il mio abisso, dentro,
riccio di mare
con gli aculei sulle sponde,
il mio corpo indifeso
sarebbe rimasto argine sulla battigia
a placare la risacca delle tue mani.
Sul pelo d'acqua, fuori
mi sono eletta ninfea
sul pacificare della corrente
come fossi gomena ardita ancorata all'ormeggio.
Sui tonfi dei sassi
spirali e cerchi di vita
sui click dei battiti.
O dolce terra
O dolce terra,
che dai ispirazione alle mie passioni
in quel tempo che mai è passato
e che il mio cuore hai conquistato.
Fonte inesauribile di dolci melodie
e di canti affascinanti che rapiscono
la mia anima in un turbinio di
note accattivanti.
La verde terra del quadrifoglio
e il tuo sentir giovane nelle speranze
di coloro che cercan la vita in quelle strade
ricche di colore e profondo ardore.
Le incantevoli atmosfere condite di mistero
e passione tramutano il tuo essere in
un altra dimensione.
L'isola di smeraldo ricca di storia, folklore
e contraddizione è nettare di vita per sua
stessa definizione.
... e la capitale Dublino, fulcro d'amore per
la musica, la poesia e l'arte... che ha dato
origine a coloro che nel destino saranno
eterni, in virtù del loro creato che in tutto
il mondo ha riecheggiato.
È con orgoglio che nell'ultimo concerto, ho
alzato al cielo inerto l'arancione d'Irlanda.
Gianpiero Leone
Niente di niente sia
Oggi o domani verrei a casa tua,
farei questo assurdo viaggio
come tante volte pur accadde
solo per infilare di straforo
qualche parole nella sottile fessura
che sempre ha la porta degli impostori
col bene non potrei rompere o bruciare
penso il divieto di rivederci
che mi sono imposto da tempo.
Niente, vorrei dirti,
solo niente di niente.
Fu detto già tutto
tu non sentivi, non potevi
e io non seppi parlare
per il dolore che non provavo.
Da quando ci siamo separati
sopravviviamo, io
sotto le rovine di quel tempo
che mai fu, tu serpe vivente
attorcigliata con l'inganno
all'albero delle emozioni
per addentare frutti immeritati.
Ma questo mio niente
che dopo di te vivido
mi sostiene e si rafforza,
cresce bene con l'insonnia della notte,
fruttifica, si fa grande, muta la voce,
e non vuole più stare solo con me,
esce sempre più spesso
con una lucerna a cercare il tuo niente,
ancora più consistente e apparente
che inutilmente nel nulla si esalta.
I miei occhi pur fissarono il sole
conobbero e seppero dei sui raggi
non guardano più oltre adesso
da che ti incrociarono l'ultima volta
e non ricordano di aver visto
perché dell'oscurità nulla si ricorda.
A che servirebbe rivederti?
Perderei il niente del mio niente.
Di tutte le cose che potevo fare
ne ho scelto una sola e vi ho creduto,
monco di amore e di voglia di essere
ripenserei alla tua pazzia
al tuo cuore di marmo
più gelido di un avello
al bacio voluttuoso della menzogna
alla lapidazione delle virtù
all'odio che diurno ti acceca
alla sarabanda della vanità
sul proscenio dell'apparire
a parole innocenti agitate a discolpa
di atti che neppure un imberbe commette:
tu sei il Niente che mi ha scelto
per togliermi il tutto che avevi: così sia.
Angelo Michele Cozza
Se Tu avessi scorto
tutto il mio abisso, dentro,
riccio di mare
con gli aculei sulle sponde,
il mio corpo indifeso
sarebbe rimasto argine sulla battigia
a placare la risacca delle tue mani.
Sul pelo d'acqua, fuori
mi sono eletta ninfea
sul pacificare della corrente
come fossi gomena ardita ancorata all'ormeggio.
Sui tonfi dei sassi
spirali e cerchi di vita
sui click dei battiti.
O dolce terra
O dolce terra,
che dai ispirazione alle mie passioni
in quel tempo che mai è passato
e che il mio cuore hai conquistato.
Fonte inesauribile di dolci melodie
e di canti affascinanti che rapiscono
la mia anima in un turbinio di
note accattivanti.
La verde terra del quadrifoglio
e il tuo sentir giovane nelle speranze
di coloro che cercan la vita in quelle strade
ricche di colore e profondo ardore.
Le incantevoli atmosfere condite di mistero
e passione tramutano il tuo essere in
un altra dimensione.
L'isola di smeraldo ricca di storia, folklore
e contraddizione è nettare di vita per sua
stessa definizione.
... e la capitale Dublino, fulcro d'amore per
la musica, la poesia e l'arte... che ha dato
origine a coloro che nel destino saranno
eterni, in virtù del loro creato che in tutto
il mondo ha riecheggiato.
È con orgoglio che nell'ultimo concerto, ho
alzato al cielo inerto l'arancione d'Irlanda.
Gianpiero Leone
Niente di niente sia
Oggi o domani verrei a casa tua,
farei questo assurdo viaggio
come tante volte pur accadde
solo per infilare di straforo
qualche parole nella sottile fessura
che sempre ha la porta degli impostori
col bene non potrei rompere o bruciare
penso il divieto di rivederci
che mi sono imposto da tempo.
Niente, vorrei dirti,
solo niente di niente.
Fu detto già tutto
tu non sentivi, non potevi
e io non seppi parlare
per il dolore che non provavo.
Da quando ci siamo separati
sopravviviamo, io
sotto le rovine di quel tempo
che mai fu, tu serpe vivente
attorcigliata con l'inganno
all'albero delle emozioni
per addentare frutti immeritati.
Ma questo mio niente
che dopo di te vivido
mi sostiene e si rafforza,
cresce bene con l'insonnia della notte,
fruttifica, si fa grande, muta la voce,
e non vuole più stare solo con me,
esce sempre più spesso
con una lucerna a cercare il tuo niente,
ancora più consistente e apparente
che inutilmente nel nulla si esalta.
I miei occhi pur fissarono il sole
conobbero e seppero dei sui raggi
non guardano più oltre adesso
da che ti incrociarono l'ultima volta
e non ricordano di aver visto
perché dell'oscurità nulla si ricorda.
A che servirebbe rivederti?
Perderei il niente del mio niente.
Di tutte le cose che potevo fare
ne ho scelto una sola e vi ho creduto,
monco di amore e di voglia di essere
ripenserei alla tua pazzia
al tuo cuore di marmo
più gelido di un avello
al bacio voluttuoso della menzogna
alla lapidazione delle virtù
all'odio che diurno ti acceca
alla sarabanda della vanità
sul proscenio dell'apparire
a parole innocenti agitate a discolpa
di atti che neppure un imberbe commette:
tu sei il Niente che mi ha scelto
per togliermi il tutto che avevi: così sia.
Angelo Michele Cozza