fare coi i cechi, che vedono solo come infangare o far male una persona. Ma tu sei quella persona, tu sei da ammirare, rispettare e soprattutto volere bene.
In silenzi
percepisco
quel pensiero
ingombrante...
Quella meditazione
che sguscia
nell'irreale di abitudini
perse,
Incognite riflessioni
lungo immaginate
vie buie
che odono passi
strascicati d'abbandono.
Urla il vento
infiltrando umori
di disagio
nella mente che
non dimentica,
ma che vuole
solo pace
e solo scaldare
il freddo del cuore.
La dea
Vieni femmina o dea
dai luminosi scurissimi
capelli trame del mio
zelo, occhi sorridenti
di luce nera
intrigo di una tenebra,
o maga foresta
bagnata e la
terra dove come la
rondine io sfiorandoti col
petto ancora in volo
trovai il mio cibo, sussurrai parole
di senso diverso,
gridandoti di starmi vicina
con i nervi sfasciati
e l'amore troppo
forte per le mandibole
bloccate, sotto sopra e dappertutto tu,
tenda di velluto,
un raggio caduto su
un papavero, metà sull'acqua,
follia, inciampo in una risata,
tu dietro passo dopo passo
verso me sicura giungi
passandomi per l'anima, aprendomi
la paura, vai incendiaria
vittoriosa e già lontana.
Sei l'estate e i frutti
caldi di essa, sui tuoi
rami sosto e coccinelle sulle
tue mani si posano, verde, giallo e il colore,
ho chiesto al mondo
e ballato con l'universo a ritmo
di jazz, ho urlato di darmi te,
pietre, allodole, alberi,
in tutto girando ti ho vista
baciandoti le palpebre, giocando
col tuo stranissimo anello, luce
della sera, spavento,
il nome ho scritto
sulla nuda roccia del
falco e lì oggi dimoro, nome della rosa,
labbra brucianti
come l'assenzio tu sei ignara
ma io ti assaporo
nella battaglia e nel crogiuolo
t'invoco, profezia
e versi, liquida immagine di uno specchio,
vengo dal futuro, nella tua
anima me ho lasciato vagabondo,
odore, fuoco.
Sandro Spallino
Un cuoco rinomato parte in treno per le vacanze. Mancando un'ora alla partenza del treno, va al buffet della stazione e ordina il piatto del giorno.
Rapido, il cameriere gli porta immediatamente una bistecca con purè superbamente presentata.
Il cuoco, che ha ottenuto tre stelle sulla guida Michelin, è molto sorpreso dall'aspetto del piatto. Si felicita calorosamente con il cameriere: "Permettetemi di farvi i miei complimenti per la presentazione dei vostri piatti. E, sapete, io sono del mestiere."
"Ah, davvero?" fa il cameriere.
Un poco vanitoso, il cliente prosegue: "Se tutti i buffet delle stazioni fossero così attenti all'aspetto di quello che servono, i ristoranti "tre stelle" come il mio non avrebbero ragione di esistere. E ditemi, un piccolo trucco tra confratelli, come riuscite a fare questi bei disegni sul burro?"
E il cameriere: "Uso il mio pettine, perché?"
Anonimo
In silenzi
percepisco
quel pensiero
ingombrante...
Quella meditazione
che sguscia
nell'irreale di abitudini
perse,
Incognite riflessioni
lungo immaginate
vie buie
che odono passi
strascicati d'abbandono.
Urla il vento
infiltrando umori
di disagio
nella mente che
non dimentica,
ma che vuole
solo pace
e solo scaldare
il freddo del cuore.
La dea
Vieni femmina o dea
dai luminosi scurissimi
capelli trame del mio
zelo, occhi sorridenti
di luce nera
intrigo di una tenebra,
o maga foresta
bagnata e la
terra dove come la
rondine io sfiorandoti col
petto ancora in volo
trovai il mio cibo, sussurrai parole
di senso diverso,
gridandoti di starmi vicina
con i nervi sfasciati
e l'amore troppo
forte per le mandibole
bloccate, sotto sopra e dappertutto tu,
tenda di velluto,
un raggio caduto su
un papavero, metà sull'acqua,
follia, inciampo in una risata,
tu dietro passo dopo passo
verso me sicura giungi
passandomi per l'anima, aprendomi
la paura, vai incendiaria
vittoriosa e già lontana.
Sei l'estate e i frutti
caldi di essa, sui tuoi
rami sosto e coccinelle sulle
tue mani si posano, verde, giallo e il colore,
ho chiesto al mondo
e ballato con l'universo a ritmo
di jazz, ho urlato di darmi te,
pietre, allodole, alberi,
in tutto girando ti ho vista
baciandoti le palpebre, giocando
col tuo stranissimo anello, luce
della sera, spavento,
il nome ho scritto
sulla nuda roccia del
falco e lì oggi dimoro, nome della rosa,
labbra brucianti
come l'assenzio tu sei ignara
ma io ti assaporo
nella battaglia e nel crogiuolo
t'invoco, profezia
e versi, liquida immagine di uno specchio,
vengo dal futuro, nella tua
anima me ho lasciato vagabondo,
odore, fuoco.
Sandro Spallino
Un cuoco rinomato parte in treno per le vacanze. Mancando un'ora alla partenza del treno, va al buffet della stazione e ordina il piatto del giorno.
Rapido, il cameriere gli porta immediatamente una bistecca con purè superbamente presentata.
Il cuoco, che ha ottenuto tre stelle sulla guida Michelin, è molto sorpreso dall'aspetto del piatto. Si felicita calorosamente con il cameriere: "Permettetemi di farvi i miei complimenti per la presentazione dei vostri piatti. E, sapete, io sono del mestiere."
"Ah, davvero?" fa il cameriere.
Un poco vanitoso, il cliente prosegue: "Se tutti i buffet delle stazioni fossero così attenti all'aspetto di quello che servono, i ristoranti "tre stelle" come il mio non avrebbero ragione di esistere. E ditemi, un piccolo trucco tra confratelli, come riuscite a fare questi bei disegni sul burro?"
E il cameriere: "Uso il mio pettine, perché?"
Anonimo