peccato che puoi compiere mia cara donna, eccetto esserci quando lui non ti desidera.
Per te
Per te
accenderei candele profumate
metterei un sottofondo musicale,
danzerei per te
mille volte,
osservandoti scivolare
dietro di me,
i veli che ricoprono
la pelle dell'anima e
mi donerei a te
completamente.
Io e tu una sera
In mezzo a una giostra
di gabbiani al tramonto mi
abbracci, sento il tuo scrigno
cuore sul mio petto felice
che batte, ascolto i sospiri tra
le miti foglie recline sfiorare il
tuo chiaro volto gentile chino
al porto delle mie labbra,
volo sugli orizzonti madreperlacei
ora sul mantello di sabbie.
Tra le siepi dondolanti ti svegli
per baciarmi, dalla mongolfiera
di pensieri stramazzo accolto dal
tuo ventre bianco, ammaliato
dalla vertigine del tuo canto.
Sandro Spallino
Chi vuol conoscer, donne, il mio signore,
miri un signor di vago e dolce aspetto,
giovane d'anni e vecchio d'intelletto,
imagin de la gloria e del valore:
di pelo biondo, e di vivo colore,
di persona alta e spazioso petto,
e finalmente in ogni opra perfetto,
fuor ch'un poco (oimè lassa! ) empio in amore.
E chi vuol poi conoscer me, rimiri
una donna in effetti ed in sembiante
imagin de la morte e dè martiri,
un albergo di fé salda e costante,
una, che, perché pianga, arda e sospiri,
non fa pietoso il suo crudel amante.
Gaspara Stampa
Per te
Per te
accenderei candele profumate
metterei un sottofondo musicale,
danzerei per te
mille volte,
osservandoti scivolare
dietro di me,
i veli che ricoprono
la pelle dell'anima e
mi donerei a te
completamente.
Io e tu una sera
In mezzo a una giostra
di gabbiani al tramonto mi
abbracci, sento il tuo scrigno
cuore sul mio petto felice
che batte, ascolto i sospiri tra
le miti foglie recline sfiorare il
tuo chiaro volto gentile chino
al porto delle mie labbra,
volo sugli orizzonti madreperlacei
ora sul mantello di sabbie.
Tra le siepi dondolanti ti svegli
per baciarmi, dalla mongolfiera
di pensieri stramazzo accolto dal
tuo ventre bianco, ammaliato
dalla vertigine del tuo canto.
Sandro Spallino
Chi vuol conoscer, donne, il mio signore,
miri un signor di vago e dolce aspetto,
giovane d'anni e vecchio d'intelletto,
imagin de la gloria e del valore:
di pelo biondo, e di vivo colore,
di persona alta e spazioso petto,
e finalmente in ogni opra perfetto,
fuor ch'un poco (oimè lassa! ) empio in amore.
E chi vuol poi conoscer me, rimiri
una donna in effetti ed in sembiante
imagin de la morte e dè martiri,
un albergo di fé salda e costante,
una, che, perché pianga, arda e sospiri,
non fa pietoso il suo crudel amante.
Gaspara Stampa