il cuore viva di entusiasmo continuo, quindi buongiorno nella gioia di sperimentarsi ancora belle anime.
Tempo
È tempo di vivere
di lasciare il passato
anche se arriva nei sogni
buttarsi tutto alla spalle
girare pagina
pagine ingiallite dal tempo
incartapecorite e corrose dagli anni
vivere il presente
vivere il futuro
giocare le carte
che si ha in mano
il tempo è un'utopia
non esiste
noi esistiamo
noi siamo al comando della vita
noi possiamo cambiare gli eventi
basta volerlo.
Vesti la tua anima
Vesti la tua anima e vai
Dritta e non voltarti mai
Sono io che ci ho messo tanto
Sono io che ho perso tempo
Ho ripreso i miei pensieri
Riscoprendo ciò che ero ieri
Sono raggelato nel cuore
Senza stimoli e preso dal rancore
Io che volavo alto
Sopra ogni misfatto
Reduce da guerre incredibili
Con le ferite sempre guaribili
Forse sono gli anni
o forse i malanni
che snervano la mia vita
già lunga ed in salita
Vesti la tua anima e vai
Dritta e non voltarti mai
Di me voglio ancora serbare
La dignità per continuare.
Marco Teocoli
Nanneddu meu (Giovanni mio)
Nanneddu meu su mundu est gai,
a sicut erat non torrat mai.
Semus in tempos de tirannias, infamidades e carestias;
commo sos populos cascan che canes gridende forte "cherimus pane". Famidos nois semus
pappande pane e castanza,
terra cun lande;
terra ch'a fangu, torrat su poveru senz'alimentu, senza ricoveru.
Cussas banderas numeru trinta de binu bonu mudana tinta;
appena mortas cussas banderas
non pius s'osservan imbriagheras. Semus sididos, issa funtana pretende s'abba parimus ranas.
Abbocaeddos, laureados, buzzacas boidas e ispiantados.
Adiosu Nanni, tenet'a contu,
fache su surdu,
ghettad'a tontu;
e tantu l'ides:
su mundu est gai a sicut erat non torrat mai.
Giovanni mio il mondo è così,
come era non tornerà.
Siamo in tempo di tirannia, infamità e carestia;
ora i popoli sono come cani gridando forte "vogliamo pane".
Siamo affamati
mangiando pane e castagna,
terra di ghiande;
terra col fango, torna il povero senza cibo, senza dimora.
Quelle 30 bandiere con il vino buono cambiano colore;
appena morte quelle bandiere
non si vedono più sbronze.
Siamo seduti nella fontana bagnandoci come rane.
Avvocati, laureati, tasche bagnate e vuote.
Addio Fiovanni, ricordati,
fai il sordo,
diventa tonto;
tanto lo vedi:
il mondo è così per sempre.
Anonimo
Tempo
È tempo di vivere
di lasciare il passato
anche se arriva nei sogni
buttarsi tutto alla spalle
girare pagina
pagine ingiallite dal tempo
incartapecorite e corrose dagli anni
vivere il presente
vivere il futuro
giocare le carte
che si ha in mano
il tempo è un'utopia
non esiste
noi esistiamo
noi siamo al comando della vita
noi possiamo cambiare gli eventi
basta volerlo.
Vesti la tua anima
Vesti la tua anima e vai
Dritta e non voltarti mai
Sono io che ci ho messo tanto
Sono io che ho perso tempo
Ho ripreso i miei pensieri
Riscoprendo ciò che ero ieri
Sono raggelato nel cuore
Senza stimoli e preso dal rancore
Io che volavo alto
Sopra ogni misfatto
Reduce da guerre incredibili
Con le ferite sempre guaribili
Forse sono gli anni
o forse i malanni
che snervano la mia vita
già lunga ed in salita
Vesti la tua anima e vai
Dritta e non voltarti mai
Di me voglio ancora serbare
La dignità per continuare.
Marco Teocoli
Nanneddu meu (Giovanni mio)
Nanneddu meu su mundu est gai,
a sicut erat non torrat mai.
Semus in tempos de tirannias, infamidades e carestias;
commo sos populos cascan che canes gridende forte "cherimus pane". Famidos nois semus
pappande pane e castanza,
terra cun lande;
terra ch'a fangu, torrat su poveru senz'alimentu, senza ricoveru.
Cussas banderas numeru trinta de binu bonu mudana tinta;
appena mortas cussas banderas
non pius s'osservan imbriagheras. Semus sididos, issa funtana pretende s'abba parimus ranas.
Abbocaeddos, laureados, buzzacas boidas e ispiantados.
Adiosu Nanni, tenet'a contu,
fache su surdu,
ghettad'a tontu;
e tantu l'ides:
su mundu est gai a sicut erat non torrat mai.
Giovanni mio il mondo è così,
come era non tornerà.
Siamo in tempo di tirannia, infamità e carestia;
ora i popoli sono come cani gridando forte "vogliamo pane".
Siamo affamati
mangiando pane e castagna,
terra di ghiande;
terra col fango, torna il povero senza cibo, senza dimora.
Quelle 30 bandiere con il vino buono cambiano colore;
appena morte quelle bandiere
non si vedono più sbronze.
Siamo seduti nella fontana bagnandoci come rane.
Avvocati, laureati, tasche bagnate e vuote.
Addio Fiovanni, ricordati,
fai il sordo,
diventa tonto;
tanto lo vedi:
il mondo è così per sempre.
Anonimo